I metodi educativi

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Stefania Vitobello Contatta »

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La voce del silenzio: un viaggio visivo ed educativo nel mondo dei sordi di Stefania Vitobello

Un evento che rappresentò decisamente una svolta per l’educazione dei sordi in Italia fu il Congresso di Milano del
1880. Nei relativi atti si può leggere: “considerando la non dubbia superiorità della parola articolata sui gesti per restituire il sordomuto alla società dargli una più perfetta conoscenza della lingua, (il Congresso) dichiara che il metodo orale deve essere preferito a quello della mimica per l’educazione ed istruzione dei sordomuti”.
Il Congresso così sancì che il metodo orale doveva essere l’unico metodo teorico annullando tutte le esperienze precedenti che avevano utilizzato i segni e il metodo misto con efficacia.
Tale posizione si inserisce nel quadro italiano della fase culturale e politica successiva all’unificazione in cui esigenza fondamentale fu l’unificazione della lingua italiana e il superamento di tutte le minoranze dialettali e linguistiche.
Inoltre anche le teorie pedagogiche del tempo erano decisamente più orientate alla parola, indice di astrattezza e razionalità, ritenuta per molti superiore al segno, identificato invece con la materialità e la
concretezza è perciò strumento più limitato.
Dopo il Congresso del 1880 il metodo ufficiale per l’educazione dei sordi fu quello oralista, ma di fatto i gesti continuarono ad essere utilizzati per la comunicazione informale all’interno della comunità dei sordi, ma anche da insegnanti ed assistenti, senza che però vi fosse una piena consapevolezza del fatto che i segni costituissero una lingua di pari dignità rispetto a quella vocale.
La lingua dei segni era stigmatizzato come negativa e bandita dalle modalità d’insegnamento delle materie scolastiche.