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La frode informatica: origine, ambito di operatività ed applicazione pratica di un reato sempre più attuale.

Il momento consumativo nel reato

La Suprema Corte ha fissato il principio secondo cui l’assunzione da parte del soggetto passivo di una semplice obbligazione non seguita dall’adempimento e dal correlativo acquisto della disponibilità della cosa da parte dell’agente realizza la figura della truffa tentata e non quella della truffa consumata. Il reato si considera quindi consumato nel momento e nel luogo in cui l’agente consegue la materiale disponibilità del bene oggetto del reato.

La problematica circa la natura del danno patrimoniale è stata risolta privilegiando la concezione economica, secondo la quale, affinché possa dirsi realizzato l’evento nel reato di truffa, è necessario che si accerti la sussistenza di un danno concreto ed effettivo del patrimonio e non soltanto potenziale ed eventuale.



Il reato si consuma quando il delitto, già perfetto, raggiunge la sua massima gravità concreta o quando cessa ogni attività criminosa. In questo senso, in giurisprudenza si è affermato che nell’ipotesi di truffa ai danni dello Stato commessa da soggetto che, producendo un falso certificato di laurea, abbia conseguito l’abilitazione all’insegnamento e successivamente l’immissione in ruolo, conseguentemente percependo in costanza di rapporto la regolare retribuzione, il reato perdura fino a quando non vengono interrotte le riscossioni o per volontà del soggetto attivo o per iniziativa di quello passivo.

Il momento consumativo coincide quindi con la cessazione dell’attività illecita; pertanto, deve escludersi l’applicabilità dell’amnistia il cui termine di efficacia sia scaduto in epoca antecedente alla interruzione delle riscossioni. La giurisprudenza dominante, tuttavia, parla genericamente di consumazione, senza fare riferimento anche allo stadio della perfezione e, a tale fine richiede, la presenza di entrambi gli elementi del danno e del profitto.
Una minoritaria corrente giurisprudenziale sembra fare riferimento al profitto come momento consumativo del reato: in proposito va rammentata una decisione giurisprudenziale secondo cui il reato di truffa si concretizza allorquando, per effetto della frode, l’autore del reato o altri abbia ottenuto la disponibilità giuridica del profitto, indipendentemente dal fatto che questo sia uscito materialmente dal patrimonio del danneggiato.

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La frode informatica: origine, ambito di operatività ed applicazione pratica di un reato sempre più attuale.

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Informazioni tesi

  Autore: Daniele Coslovich
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Natalina Folla
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 200

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