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Modello di business low cost nel trasporto aereo

Confronto Ryanair e Easyjet

Il modello Easyjet è da sempre stato considerato una valida alternativa alla potente rivale Ryanair. I brillanti risultati raggiunti da questa compagnia, in un margine di tempo molto ristretto, fanno del vettore un agguerrito concorrente in grado di raggiungere elevati livelli di passeggeri e di giocare un ruolo sempre più importante nel mercato europeo. La sua impostazione strategica presenta delle peculiarità che, come abbiamo già visto, in parte la discostano dal rigido schema delle low cost airlines, manifestando una particolare interpretazione del modello che mantiene ad ogni modo i principi fondamentali.

In questo paragrafo si cercherà di mostrare le differenze più significative tra questi due colossi europei.
Una prima fondamentale divergenza fra i due modelli deriva dalla diversità di scelte per quanto riguarda il network aeroportuale. Entrambe fanno capo alla rete point to point, scelta classica delle compagnie low cost, ma Ryanair aggiunge continuamente nuove rotte, mentre Easyjet punta al rafforzamento delle rotte esistenti con l’aggiunta di nuove collegamenti fra i vari aeroporti già appartenenti al network.
La strategia di sviluppo della rete di Easyjet è costituita da due punti fondamentali: il primo è l’aggiunta di nuovi collegamenti tra gli aeroporti operativi, il secondo è l’incremento della frequenza dei voli sulle rotte più importati e profittevoli. Questo modo di operare è diverso dalla strategia di Ryanair, la quale concentra la propria attenzione sulla rapida crescita del numero di aeroporti serviti, al fine di sfruttare le opportunità che le se presentano davanti e per garantire alla loro clientela un insieme di rotte sempre più variegato e che comincia ad espandersi sempre più anche all’esterno dei confini europei.
Ma la caratteristica che più contraddistingue la diversità dalla filosofia low cost è sicuramente dato dall’utilizzo di scali di primaria importanza, con i conseguenti maggiori costi che ne derivano. Questa scelta, come abbiamo già visto, è stata un’impostazione strategica necessario per poter permettere alla compagnia di sfruttare quel target di mercato ancora inesplorato dalle imprese low cost. A questo proposito EasyJet si presenta sul mercato come una compagnia il cui target di clientela non viene circoscritto al solo segmento dei viaggi di piacere; l’idea era quella di poter beneficiare della crescente attenzione ai costi di quelle aziende che hanno bisogno di utilizzare il servizio di trasporto aereo per i propri dipendenti. Proprio per venire incontro a queste esigenze, Easyjet ha scelto di volare su aeroporti principali (come Amsterdam, Parigi, Ginevra, Milano, Barcellona), posti ad una maggiore vicinanza dal centro cittadino e maggiormente accessibili.
In ogni caso, il trattamento che viene riservato ai passeggeri business rimane uguale a quello di tutti gli altri e fedele alla filosofia low cost: pasti a bordo a pagamento, spazi più ristretti, nessuna distinzione fra classi e nessuna discriminazione tariffaria. I prezzi in media sono leggermente più elevati rispetto a Ryanair a causa della maggiore consistenza dei costi aeroportuali, questo comunque non influenza le aspettative dei passeggeri business, disposti a pagare qualcosa in più per volare verso aeroporti più centrali.
Anche la strategia tariffaria rappresenta una differenza tra i due modelli. In Easyjet troviamo un diverso orientamento nella massimizzazione del profitto dalle attività di volo. Ryanair si accontenta di mantenere un margine di profitto unitario più basso al fine di continuare ad accrescere il numero di passeggeri, variabile fondamentale per la sua struttura operativa e per mantenere i vantaggi delle economie di scala. Easyjet invece, al contrario, punta a dei margini più elevati cercando di massimizzare il guadagno per passeggero trasportato. Si tratta di un atteggiamento differente che però non intacca la strategia delle tariffe, semplice e flessibile come quella implementata da Ryanair. Forse il successo di queste compagnie può essere trovato proprio al fronte di questa semplicità, i passeggeri sanno cosa aspettarsi, sanno quanto pagare, sanno quello per cui avranno pagato e saranno più soddisfatti.
Nonostante queste differenze, che sostanzialmente non sono poi così incidenti, e possiamo senz’altro affermare che entrambe le strategie sono da premiare e di successo, considerando che entrambe macinano successi e profitti da fare invidia alle più grandi e storiche compagnie, che hanno dovuto reinventare la propria filosofia ma che in ogni caso non sono più in grado di competere con queste giganti del low cost.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Modello di business low cost nel trasporto aereo

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Mestre
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze dell'economia e della gestione aziendale
  Relatore: Fiorenza Belussi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 111

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