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Memorie collettive valori e identità generazionale

Memorie generazionali nella cultura e cultura delle memorie generazionali

Il rapporto tra memorie e cultura è mutevole, è pensabile che possa essere almeno in parte scandito dal susseguirsi delle generazioni, ogni coorte stabilisce, con delle proprie regole e prassi, le modalità con cui queste dimensioni interagiscono. Il rapporto tra memoria e cultura è quindi, bidirezionale: entrambe si influenzano reciprocamente e in un circolo perenne si descrivono, delineandosi vicendevolmente. Tra ricordi e cultura ciò che scandisce la naturale mutazione del loro contenuto e del loro rapporto è il susseguirsi delle generazioni.
Non esiste una natura umana, una memoria, indipendente dalla cultura. Per definizione, la natura umana, compresa la memoria, è culturalmente situata. Parimenti, non esiste cultura che non sia profondamente vincolata dai fattori biologici (ereditari) e dalle condizioni ambientali in cui essa “scorre” (Tommasello, 1999). Gli esseri umani vivono, agiscono, ricordano nella propria cultura, come i pesci nuotano nell’acqua. Quando indaghiamo, e riflettiamo sull’esistenza umana, non possiamo toglierci gli occhiali della cultura per considerare il mondo da un punto di vista aculturale (punto di vista inesistente) e metterlo a confronto con la realtà che percepiamo dal punto di vista culturale.
Ogni ricordo è inscindibile dal suo contesto storico culturale: si apprende e si recupera l’informazione in un luogo (fisico e sociale) e in un tempo (reale e sociale) che fatalmente influenzano questi due processi. I mutamenti culturali, sia micro che macro, possono influenzare i ricordi, modificando, di conseguenza, il significato attribuito dalle persone all’esistenza e ad i suoi avvenimenti. Il rapporto tra società-cultura e individui (singole memorie) è ambivalente, gli individui possono condizionare la collettività, anche attraverso i loro ricordi e la loro volontà di ricordare. Il verificarsi di un evento pubblico implica il formarsi di una storia equivalente nella memoria in ogni individuo, sia che ne venga a conoscenza in maniera volontaria o involontaria, diretta o indiretta. Nel momento in cui l’essere umano vuole condividere la sua storia con qualcun altro essa diventa narrazione e nel diventarlo, si modifica, si fa “culturale”; il formarsi di queste narrazioni costruisce la coloritura di un periodo storico, diventando argomento generazionale.
Considerando implicito che diverse memorie individuali, fondendosi in un'unica memoria collettiva, diventeranno qualcosa in più della somma delle singole memorie, esse integreranno i fatti con le interpretazioni comuni e con la cultura che influenza l’ intensità e la qualità del ricordo.
La cultura di appartenenza influenza l’individuo come la massa e implicitamente ne influenza i ricordi, così come i ricordi, specialmente quelli collettivi, contribuiscono a descrivere e a rinegoziare i significati della cultura. Le memorie costruiscono la cultura, fornendo le basi dalle quali sviluppare la creatività; ineluttabilmente ogni novità ideologica, artistica, tecnologica è il frutto del genio individuale che si incontra con il passato collettivo, con ciò che è già stato fatto, detto e scritto, dalle precedenti generazioni.
Mentre la cultura, espressa da un gruppo di persone, incanala la memoria in una determinata direzione, attraverso direttive, relativamente a ciò che è considerato da memorizzare e che cosa invece non merita interesse (esempio: Musei della Memoria, programmi ministeriali di insegnamento scolastico, commemorazioni, giornate del ricordo, archivi, eccetera).
In pratica, le indicazioni date dalla cultura sono uno dei vettori che determina cosa deve essere ricordato e cosa deve essere tralasciato da una singola generazione e dalla intera comunità.
L’influenza della cultura non è esclusivamente quantitativa, ma è anche qualitativa, oltre a indicare che cosa ricordare ad ogni singola generazione, la cultura indica anche come ricordare. Ogni contesto culturale ha una sua peculiare modalità di immagazzinare le informazioni. Ad esempio: in occidente si tende a ricordare le date per richiamare alla memoria gli eventi; mentre in Africa si ricordano gli eventi per memorizzare le date storiche. Ogni individuo e la sua corrispettiva comunità ricordano secondo i parametri della narrazione collettiva (culturale), cioè, all’interno di un processo di narrazione, che viene appreso dalla relazione con gli altri. Nella memoria di gruppo, il racconto collettivo esercita la funzione di appartenenza. L’appartenza ad un gruppo presuppone la partecipazione alla memoria collettiva del medesimo; una partecipazione che riguarda principalmente l’interpretazione degli eventi, ma anche il modo in cui costruire la storia collettiva, le narrazioni della memoria.
L’appartenenza generazionale non sfugge a questi principi di funzionamento della memoria collettiva; soprattutto perché le identità generazionali si sviluppano in conformità al verificarsi di eventi, alla loro interpretazione e successivamente alle narrazioni di questi. I membri di una generazione ricostruiscono la narrazione della loro memoria in modo conforme alla loro visione collettiva. Spesso la cultura e la società chiedono a ogni essere umano di collocarsi, per mezzo di una narrazione, in relazione agli eventi del presente, che la collettività considera importanti.
Le culture e le generazioni al loro interno, hanno modalità di ricordare differenti: la qualità e la quantità di informazioni, riguardo al medesimo episodio, che vengono ricordate sono diverse tra le società, non solo per la volontà politica-culurale di ricordare o dimenticare, (esempio: la giornata della memoria dell’Olocausto), ma nel determinare queste differenze vi è anche un aspetto archetipico, cioè ogni collettività ha la sua specifica struttura narrativa di riferimento, che può mutare lievemente da generazione a generazione, alla quale i ricordi si devono assecondare, plasmandosi nella comunicazione interindividuale alle esigenze culturali specifiche di una comunità locale, collocata in uno punto specifico del continuum temporale.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Memorie collettive valori e identità generazionale

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Informazioni tesi

  Autore: Elia Cardini
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Andrea Smorti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 137

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