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Studio tecnico economico di dispositivi per autoproduzione di acqua calda sanitaria e ipoclorito di sodio

Cooperazione allo sviluppo: aspetti generali

- Tre “famiglie”, le più ricche del mondo, possiedono l’equivalente finanziario del Prodotto Interno Lordo annuo di 48 stati africani, che rappresentano 600 milioni di persone.

- La Banca Mondiale afferma che il 20% della popolazione mondiale, poco meno di un miliardo di persone, consuma da solo l’83% delle risorse disponibili.

- Tra gli altri 5 miliardi di persone, il miliardo più povero ha a disposizione l’1,4% delle risorse mondiali.

- Ci dice ancora che altri 2 miliardi di persone vivono con meno di 2 dollari al giorno.

- Il Rapporto della FAO (Food and Agricolture Organization) riporta che circa un miliardo di persone sono in condizioni di sottoalimentazione; dai 40 ai 60 milioni di persone muoiono per fame ogni anno.

- Sempre la Banca Mondiale afferma che con 40 miliardi di dollari si avrebbe la possibilità di risolvere il problema della fame e della sanità per un anno intero. Intanto gli USA hanno speso 700 miliardi di dollari in armamenti in un solo anno.

- Secondo il Rapporto sullo Sviluppo Umano del 2005 il 20% più ricco della popolazione mondiale detiene oltre il 75% del reddito globale, mentre il restante 80% è costretto a spartirsi, in maniera iniqua, il restante 25%. Il 20% più povero dispone soltanto dell’1,5% del reddito globale.

Questi dati spaventosi sono il risultato della disparità tra Nord e Sud del mondo e la minima reazione nel leggerli è scandalizzarsi. Quindi alla base della crescita della solidarietà internazionale e della cooperazione allo sviluppo vi è la “ovvia consapevolezza” che il pianeta necessiti di una più equa distribuzione delle risorse e che tutti abbiano le stesse possibilità per sviluppare le proprie potenzialità.

E le dimensioni sono molteplici: si va da interi continenti, a singole comunità, a qualsiasi essere umano. Il concetto di globalizzazione deve essere attuato con un senso più ampio: anche se può sembrare una frase banale, si deve inseguire la “globalizzazione dei diritti”. Il termine cooperazione implica un'interazione tra due soggetti per il raggiungimento di uno scopo, che in questo caso è proprio lo sviluppo, e il punto base è che non può essere promosso o realizzato unilateralmente, ma devono essere coinvolti anche i soggetti che appartengono al Paese beneficiario, sia per poter individuare al meglio gli interventi da realizzare, sia per garantire che questi siano duraturi e rispettosi della cultura locale.

L'approccio deve essere vario, lo sviluppo economico deve essere affiancato dallo sviluppo umano, attraverso la formazione e il potenziamento delle capacità umane; devono intervenire caratteri di tipo giuridico, etico e sociale, rigettando la visione semplicemente caritativa. La filosofia dominante è quella che “solamente più aiuto potrebbe non bastare. Serve un migliore aiuto”. I principi fondamentali di interventi di questa portata sono quattro.

• “Eguaglianza”: lo sviluppo umano deve essere un processo di ampliamento delle opportunità per tutti, senza alcuna discriminazione.

• “Sostenibilità”: il processo di sviluppo deve autorigenerarsi in modo tale da garantire le basi per il suo perdurare nel tempo e, quindi, permettere a tutte le generazioni di beneficiarne. Un tema attuale è quello della Sostenibilità ambientale: il processo di sviluppo non deve compromettere l'ecosistema e deve quindi essere armonizzato con i mezzi che offre la natura e, al tempo stesso, esserne rispettoso.

• “Partecipazione”: questo principio è fondamentale nel contesto dello sviluppo umano. Partecipazione, intesa in questo caso in senso lato e non solo riferito al concetto di partecipazione politica, significa che tutti gli individui devono essere coinvolti in profondità nei processi economici, sociali, culturali e politici che li riguardano. La partecipazione è una garanzia della Sostenibilità del processo di sviluppo, perché solo attraverso essa gli individui possono essere artefici del loro futuro e moltiplicatori di sviluppo.

• “Produttività”: per garantire uno sviluppo che non sia distorto occorre che gli individui siano messi in condizione di partecipare ai processi economici in maniera attiva e, in particolare, devono essere messi nella condizione di accedere ad un impiego remunerato per poter soddisfare i bisogni fondamentali. Per comprendere quelle che sono le caratteristiche di un aiuto davvero utile si possono osservare gli impegni assunti nella “Dichiarazione di Parigi” firmata il 2 marzo 2005 da oltre cento tra donatori, Istituzioni Finanziarie Internazionali (IFI) e Paesi in Via di Sviluppo (PVS).

• Ownership: i PVS sono chiamati ad esercitare un’efficace leadership sulle loro politiche di sviluppo, strategia e coordinamento. I Paesi donatori sono responsabili per il rispetto delle “politiche di sviluppo” dei Paesi beneficiari dell’aiuto e per il rinforzo delle capacità istituzionali dei vari Paesi, in modo da permettere la messa in atto delle loro politiche.

• Alignment: i donatori e le IFI devono basare il loro supporto sulle strategie di sviluppo messe a punto dai Paesi beneficiari dell’assistenza.

• Armonizzazione: i donatori e le IFI devono armonizzare le loro iniziative e ridurre al minimo il peso della burocrazia, specie per quei PVS non aventi ancora sviluppato adeguate capacità amministrative.

• Gestire per ottenere: è necessaria una gestione comune degli aiuti e questa gestione deve puntare sempre ai risultati attesi. Diventa fondamentale lo sviluppo di adeguati meccanismi di valutazione in corso d’opera, in relazione agli indicatori identificati dalle azioni incluse nelle varie “strategie Paese”.

• Accountability: donatori, IFI e beneficiari si impegnano mutualmente a ritenersi accountable per la messa in atto dei punti precedenti, in accordo con quella che l'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economici) definisce “piramide dell’aiuto efficace”.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Studio tecnico economico di dispositivi per autoproduzione di acqua calda sanitaria e ipoclorito di sodio

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Informazioni tesi

  Autore: Simone Chiagano
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria gestionale
  Relatore: Andrea Micangeli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 227

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Parole chiave

sviluppo sostenibile
cooperazione
costa rica
osec
solare termico ad accumulo integrato
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