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Il pensiero controfattuale: come controllabilità e moralità influenzano la creazione di alternative alla realtà

Funzioni del pensiero controfattuale

La prospettiva funzionale
Al termine di breve questo excursus teorico abbiamo verificato come il ragionamento controfattuale non sia di certo un concetto astratto, utilizzato solo in un contesto di ricerca, bensì sia qualcosa di molto comune e quotidiano al quale fanno ricorso, di fatto, tutte le persone soprattutto in risposta ad eventi negativi e indesiderati. Questo perché una delle sue funzioni principali è proprio quella di ricostruire la catena causale che ha provocato un certo evento (quello fattuale) e a partire da quest’ultimo, modificare parzialmente le circostante passate, in modo da immaginare un finale alternativo.

Ciò viene spesso fatto in chiave correttiva e come preparazione all’azione futura: comprendere le cause che hanno determinato un certo esito appare, infatti, molto importante se si vuole evitare che determinati eventi negativi ricapitino nuovamente in futuro, cogliendoci impreparati (Milesi, 2003).

Un’ulteriore funzione del ragionamento controfattuale è quella affettiva, ovvero la capacità di far sentire meglio le persone. Le ricerche che si sono interrogate sulla funzione del controfattuale nel fronteggiamento di eventi negativi hanno ipotizzato che controfattuali downward si associno maggiormente ad emozioni positive come il sollievo e la soddisfazione, mentre i controfattuali upward siano più spesso associati ad emozioni negative quali lo sconforto e il rammarico.

Alla base di ciò si suppone vi sia un effetto di contrasto per cui un esito suscita emozioni più sfavorevoli nella misura in cui un'ancora di giudizio meno desiderabile è resa saliente (Schwarz e Bless, 1992). Dalle prime ricerche sul pensiero controfattuale è emersa una concezione dell’essere umano come "cognitive miser" o meglio, come facilmente soggetto a compiere errori, in quanto dotato di risorse cognitive limitate e affetto da bias di ragionamento. In questo modo, anche il ruolo delle emozioni viene rivisitato in un'ottiva funzionale, ad esempio come segnale (Lazarus, 1991; Zajonc, 1980) o come guida per l’azione futura (Frijda, Kuipers e terSchure, 1989). Le emozioni diventano importanti perché informative, perché valutano la situazione attuale e segnalano le azioni da mettere in atto per il raggiungimento degli obiettivi futuri.

Analogamente, la letteratura sul pensiero controfattuale mostra come i controfattuali upward abbiano una funzione preparatoria in quanto portano a produrre inferenze causali utili a farci sapere come avremmo dovuto comportarci al fine di ottenere un risultato migliore. In questo modo, nel caso si ripresenti una situazione simile in futuro, la persona sarà pronta ad affrontarla nella maniera più adatta (Roese, 1997). Anche l’esperienza di regret, di cui parleremo successivamente, per quanto dolorosa, sembra avere una capacità adattiva e funzionale (Lecci, Okun e Karoly, 1994) in quanto ci aiuta ad imparare dai nostri errori, in modo da evitare di ricommetterli in futuro (Zeelenberg, 1999).

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il pensiero controfattuale: come controllabilità e moralità influenzano la creazione di alternative alla realtà

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Informazioni tesi

  Autore: Lara Cepak
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Donatella Ferrante
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 83

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Parole chiave

moralità
controllabilità
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pensiero controfattuale
kahenman

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