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Cesare Musatti nella storia della psicologia in Italia dieci articoli in rivista di psicologia 1952-1959

L’acquisizione del linguaggio

La moderna psicologia scientifica, già dalle origini, dà grande attenzione al problema dell’acquisizione e dello sviluppo del linguaggio. I risultati delle ricerche, tuttavia, non sono facilmente comparabili per la varietà di tecniche di osservazione e di sperimentazione adottate, fra cui test linguistici e di vocabolario, utilizzo di mezzi statistici e di registrazione audio, e per l’incertezza su alcune questioni pregiudiziali di tipo teorico.

Lo stesso linguaggio, ad esempio, presenta aspetti specifici della verbalità, vale a dire il “linguaggio parlato” di competenza del glottologo, e della gestione, e quindi di “funzione del linguaggio” in cui anche lo psicologo entra fra le figure competenti, considerando la comunicazione nel suo complesso. In base a criteri funzionali, il linguaggio umano agirebbe in due modi: il primo, con funzione espressiva, sarebbe legato alla trasmissione di situazioni interiori, ad esempio sentimenti e stati d’animo; il secondo, con funzione narrativa o espositiva, evocherebbe negli altri determinati contenuti obiettivi.

L’autore sostiene che nell’uomo la funzione espressiva del linguaggio sia la più primitiva, mentre solo ad uno stadio ulteriore si arriverebbe alla funzione narrativa o espositiva. Una tale distinzione verrebbe meno se il neonato, che evidentemente non ha conoscenza dei mezzi linguistici degli adulti, potesse interpretarne il pensiero a partire dall’espressione non verbale senza necessità di spiegazioni parlate per rappresentarsi un mondo obiettivo, frutto di discorsi. Anche il pensiero pone difficoltà interpretative, per la contemporanea presenza nell’uomo di situazioni consapevoli e inconsce, fra il pensiero interiore e la sua espressione esterna, visto che il linguaggio è in relazione col pensiero, secondo una personalissima evoluzione individuale.

Alcuni studi dimostrano come lo sviluppo del linguaggio proceda in sincronia per un periodo sia nel bambino sia negli antropoidi, ad esempio gli scimpanzé, e come molto presto il bambino si evolva con rapide acquisizioni verbali, al contrario degli altri antropoidi. Il riferimento alla teoria duale dell’unità (Révész) secondo la quale il pensiero e il linguaggio costituiscono funzioni distinte e interdipendenti, porta ad alcune considerazioni sulla formulazione del pensiero – una volta acquisito l’uso del linguaggio – per processi imitativi, in base al proprio ambiente sociale. È un dato che l’apprendimento del linguaggio si compia in maniera efficace in un determinato periodo della vita e sia condizionato dall’esistenza di determinate aree del cervello presenti solo nell’uomo.

Sarebbe semplicistico sostenere che il linguaggio si acquisisce solo per imitazione dei suoni (Taine), anche se vari autori ammettono che sussista nel piccolo una tendenza riproduttiva generica di suoni, poi fissati sulla base del loro collegamento all’ascolto delle parole pronunciate dagli adulti (Lewis). Altri aspetti trattati dagli specialisti riguardano la priorità della comprensione di gesti o parole da parte del bambino; posti in maniera indifferenziata, gesti e parole avrebbero una funzione di natura affettiva, non intellettiva (Decroly). Tante sono state anche le ricerche sullo sviluppo del vocabolario del bambino, con varie indicazioni sulla cronologia del raggiungimento delle fasi che determinano un tale sviluppo, quali un aumento iniziale di vocaboli assai lento, un arricchimento di vocaboli molto rapido e una successiva diminuzione del ritmo dell’acquisizione del linguaggio verbale, e inoltre le ricerche sulla misurazione dell’indice di loquacità e sulla complessità strutturale delle frasi. Come osservato da alcuni autori (Bühler, Lewis) il linguaggio iniziale non è evocatore di pensieri, ma di una realtà anche fantasiosa; manca la distinzione precisa tra il suo proprio io e la realtà esterna; infine, il linguaggio non può avere per il bambino lo stesso carattere di strumento di comunicazione che ha per l’adulto.

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Cesare Musatti nella storia della psicologia in Italia dieci articoli in rivista di psicologia 1952-1959

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Informazioni tesi

  Autore: Sabrina Licheri Matta
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'Educazione
  Relatore: Vincenzo Bongiorno
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 73

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