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Il ruolo dei mass media nella configurazione violenza in ambito sportivo

La Teoria dell’identità Dialogica

Per un esaustività dell’argomentazione, coerentemente con gli assunti conoscitivi delineati, nel presente paragrafo verrà descritta la Teoria dell’Identità Dialogica. Se la scienza definisce qual è l’oggetto di indagine e il paradigma il “come si conosce”, la teoria ci mette a disposizione “cosa si conosce” coerentemente con i presupposti paradigmatici posti. Nel caso della Teoria utilizzata nella presente ricerca, essa consente di descrivere come si generano le configurazioni di realtà a partire dall’uso delle unità simboliche del linguaggio ordinario che appartengono allo spazio discorsivo e che genera la realtà “violenza” in ambito sportivo. Nello specifico, asserire che la “violenza” non può definirsi come uno “stato” implica dire che non appartiene a qualcuno ma definendosi come realtà processuale diviene una modalità discorsiva che viene generata a partire dalla concertazione di tutte le “voci narranti” di uno specifico contesto e che non può essere praticata a livello individuale (Salvini, 1998). In particolare è possibile configurare la “violenza” come processo discorsivo generato dall’interazione dialogica, continua e costante di tre dimensioni narrative: l’io narrante, l’esperto e la matrice collettiva.
- Con la dimensione narrativa dell’io narrante o Personalis si intende l’insieme delle produzioni discorsive che, nella lingua italiana, fanno riferimento alla 1° persona singolare o plurale. Vale a dire l’insieme delle modalità discorsive che mettono in campo le teorie personali riferite riguardanti la “violenza” in ambito sportivo.
- Con la dimensione narrativa dell’esperto o Alter si intendono tutte le produzioni discorsive che, nella lingua italiana, fanno riferimento alla 2° e 3° persona singolare e plurale. Ovvero le modalità discorsive che vengono socialmente riconosciute e istituzionalmente legittimate come deputate a definire la realtà in oggetto.
- Con la dimensione narrativa della matrice collettiva o Propter omnes – Propter omnia (prima di tutte le cose – prima di tutti) si intendono tutte le produzioni discorsive possibili che il senso comune rende disponibili ancora prima del loro impiego. Vale a dire tutte le modalità discorsive rese disponibili a livello del contesto socio culturale storicamente dato, quella che Wittgenstein chiama la “forma di vita” (Turchi 2002).
L’interconnessione tra le tre polarità discorsive descritte può essere rappresentata iconograficamente come la figura di una piramide equilatera i cui vertici sono costituiti dalle tre dimensioni discorsive interconnesse e interdipendenti per cui si può immaginare la piramide come in continuo movimento. Tale movimento è dato dal susseguirsi delle produzioni discorsive di ciascun vertice che, posti su piani differenti rappresentano i ‘tempi dialogici’ differenti delle tre polarità. Infatti ognuno dei vertici coincide con un differente ‘momento’ di generazione dello spazio discorsivo. Dal rapporto dialogico si generano, in modo diacronico, dimensioni processuali dette “Identità Dialogiche” che vanno colte come costrutto teorico (non come ‘ente’) che individua in termini processuali una configurazione discorsiva in costante trasformazione senza rimandare ad uno specifico contenuto.
Tale adozione teorica consente di assumere la “violenza” come configurazione discorsiva (Identità Dialogica) generata nella costante interazione delle tre polarità e non come ente. Pertanto la “violenza” come “processo dialogico in costante trasformazione” si genera in virtù dell’intersezione tra i tre poli discorsivi descritti, non può appartenere a qualcuno (ad esempio agli ‘ultrà) o a qualcosa (ad esempio ad una categoria diagnostica: “il disturbo sociale di personalità”) ma si genera costantemente nell’impiego del linguaggio ordinario. Ovvero appartenendo ad una dimensione di processo, di costruzione e non di scoperta della realtà, “violenza” non va disgiunta dalle modalità discorsive che messe in atto la costruiscono. Ecco che se considerare la “violenza” come un concetto ha avuto come precipitato l’adozione di prassi di tipo medico – sanitario volte a eliminare l’ente – causa; tale adozione teorico – epistemologica consente all’esperto di fornire gli strumenti alla comunità dei parlanti gli strumenti per anticipare scenari di “violenza” e gestire scenari di “emergenza” ossia di riappropriarsi del processo di costruzione della propria “salute”.
Partire dalla teoria dell’identità Dialogica come presupposto teorico ha consentito, all’interno della ricerca di procedere con l’adozione di una metodologia che consente di raccogliere la voce di tutti i “ruoli” che concorrono nel configurare la realtà “violenza” in ambito sportivo. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il ruolo dei mass media nella configurazione violenza in ambito sportivo

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Informazioni tesi

  Autore: Cristiana Ferri
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia Clinico - Dinamica
  Relatore: Gian Piero  Turchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 183

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