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Cathleen ni Houlihan e Riders to the Sea: due visioni dell'Irlanda a confronto

L'eroe, l'artista, la società

Fu oggetto di critica in The Countess Cathleen il fatto che, nella storia, l’anima della contessa viene valutata una cifra notevolmente più elevata rispetto a quella dei normali paesani. Il pubblico lo interpretò – forse a ragione – come una dichiarazione di superiorità spirituale della classe nobiliare. Nel primo decennio del ‘900, Yeats non prende una chiara posizione di classe; le sue origini sono quelle dell’antica ascendancy, protestante; nelle sue Autobiographies, l’autore ci presenta la sua visione dei Catholics:

I Had noted that Irish Catholics among whom had been born so many political martyrs had not the good taste, the household courtesy and decency of the Protestant Ireland I had known, yet Protestant Ireland seemed to think nothing but getting on in the world. (101-102)

Nel 1902 però il poeta sembra schierarsi in maniera abbastanza esplicita con i nazionalisti senza però alcun cambiamento di orientamento religioso

Cathleen is very much an act of severance, and an attempt to assert a sense of identity with an uncompromised ‘Irishness’. Yeats might have achieved this more simply by becoming a Catholic, of course, the whimsical could argue. But the silly point serves to indicate a special appeal of radical republicanism to him; it had been, from its origins, anti-clerical, a regular recipient of Episcopal condemnations, and hence—in Yeats’s early years, and especially after the fall of parnell, which did much to fan anti-clericalism in the country—could meet his desire for identity without making him feel swamped by the vulgarity of Catholicism (the lack of ‘good taste’, of ‘household courtesy and decency’).
(Watson, 89)


Lentamente, però, Yeats rivedrà le proprie posizioni, a causa degli scontri politici riguardo al Literary Theatre ed agli eventi storici in generale: “[d]espite an early and determined attempt to assimilate with Gaelic, Catholic and nationalist Ireland, Yeats gradually, and with increasing power and pride, came to realise his identity with Anglo-Ireland.” (Watson, 148)
L’ideale politico di Yeats non termina nella semplice esaltazione di una classe sull’altra, né si limita ad un idiosincratico spostamento tra una fazione e l’altra: al di là delle figure e delle fazioni supportate di volta in volta, l’ideale politico che più rappresenta il poeta è una triade lavoratori-nobili-poeti in cui le tre caste vivono in armonia e reciproco rispetto, in una sorta di moderno feudalesimo.

...in the idealised artistocrat he found the last link to complete an alternative poetic world already peopled by an idealised peasantry and by the artists - who could celebrate both noble and peasant. [...] the poet, the peasant and the aristocrat are indissolubly and organically linked; (Watson, 115)

Viene spontaneo a questo punto valutare la visione politica di Yeats come quella di un reazionario estremista. Sarebbe tuttavia una condanna ingiusta:

Thus when one calls Yeats a socially reactionary poet, referring to his feudal model, one must allow for the dignity and scope of his vision of the aristocratic life-style, his idealised enlargement of its values. Elitism need not, in literature, be a narrowing thing. As regards the other charge against Yeats - the irrelevance of his archaic 'dream of the noble and the beggar-man' to the modern world - such a charge Yeats confidently ignored. He was sustained - it is what lends such authority to his poetic voice even when he is speaking in the most idealistic vein - by a life-long belief in the shaping, 'legislative' effectiveness of great images. [...]the poet creates, or reactivates, archetypal or ideal images which, because of their power, direct or shape human history and society.
(Watson, 123)


D’altro canto, la poetica di Yeats non si ferma affatto alla celebrazione dell’aristocratico; al contrario, sarà proprio il popolo ad attirare la sua attenzione più spesso; è dai “peasants” che vengono le folk tales tanto amate, studiate e reinterpretate; inoltre, “None among people visiting Ireland, and a few among the people living in Ireland, except peasants, understand that the peasants believe in their ancient gods, and that to them, as to their forbears, everything is inhabited and mysterious.”(UP, 74)
L’idea politica di Yeats quindi si differenzia dal movimento principalmente borghese di Parnell, come anche dalla politica della Land League. Nonostante l’influenza di Maud Gonne e O’Leary, non ha neanche particolare passione per il loro nazionalismo, tendenzialmente violento e repubblicano. In breve, la posizione di Yeats è altamente personale, distante da qualsiasi fazione o partito. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Cathleen ni Houlihan e Riders to the Sea: due visioni dell'Irlanda a confronto

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Informazioni tesi

  Autore: Daniele Gabrielli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Macerata
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lingue e letterature straniere
  Relatore: Sauro Fabi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 59

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