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Costruzioni della "razza" attraverso la lingua: dal Volksgeist al nazionalsocialismo

Razzismo e arte: il circolo culturale di Bayreuth

Le opere di Gobineau non attecchirono in Francia se non molto più tardi, negli anni trenta del XX secolo, grazie all’opera di recupero di un nipote dello scrittore francese, Clément Serpaille. Ma la Germania, già nell’800, aveva accolto ben volentieri le sue idee, usandole e distorcendole a vantaggio dell’antisemitismo diffuso e delle dottrine pangermaniche che pian piano si affacciavano nel dibattito politico.
Il centro diffusore del pensiero di Gobineau fu la città bavarese di Bayreuth, nella quale il noto compositore Richard Wagner (1813-1883) vi si trasferì. Egli, insieme alla fedelissima moglie Cosima, fondarono un circolo culturale che organizzava annualmente a partire dal 1876 dei festival musicali e che pubblicava un giornale propagandistico nel quale erano contenute le idee fondamentali del circolo: i Bayreuther Blätter.
Richard Wagner era un convinto razzista ed antisemita e l’oggetto della sua ossessione era concretizzato nelle radici ariane del popolo germanico. Tutte le sue principali opere, come Der Ring des Nibelungen (1851-1871), Lohengrin (1845-1848) e il Parsifal (1865-1882), erano state congeniate dal compositore per svegliare la coscienza sopita dei tedeschi dell’epoca sulla loro comunanza di sangue e di discendenza ariana. Wagner creò per loro un passato mitologico, dove venivano decantate imprese, battaglie e sacrifici che avrebbero suscitato negli animi quei sentimenti di appartenenza e di orgoglio necessari a riportare la Germania fra le nazioni vincenti del mondo.
Il compositore tedesco entrò in contatto con le idee di Gobineau attraverso le sue opere e lì vi trovo le conferme al suo razzismo, di cui erano imperniate le sue composizioni. Fra i due nacque una profonda amicizia fatta di reciproco rispetto che spinse Wagner addirittura a dedicare la prima del suo Siegfried (1851-1871) allo scrittore francese (“Das ist Rassenmusik, das ist für Gobineau!”). Ma fra i due c’erano anche delle divergenze: Wagner era protestante, mentre Gobineau profondamente cattolico, cosa che portò quest’ultimo a rifiutare il protestantesimo ascetico di Schopenhauer che faceva da sfondo al Parsifal.
Le trame delle opere del compositore tedesco racchiudevano l’intera essenza del suo pensiero: Il Lohengrin era ambientato nel Medioevo, come il Parsifal, ed entrambe contenevano il mito del Sacro Graal, il vaso dove fu raccolto il sangue di Cristo difeso dai cavalieri teutonici con spirito di sacrificio e con onore. Proprio il sangue di Cristo era per Wagner il sangue di un ariano che aveva opposto il suo messaggio d’amore al materialismo e al giustizialismo degli ebrei, incapaci di accogliere il messaggio cristiano, in quanto razza mista, quindi inferiore.
L’antisemitismo di Wagner si fondava sulla contrapposizione della mitologia ariana e germanica con una razza che aveva creato leggi e istituzioni miranti al soffocamento della libertà, di cui i germani andavano fieri. Ma talvolta il suo odio nei confronti degli ebrei era dovuto a ragioni personali. Più di una volta fu costretto a misurarsi con talenti nel campo della musica di origine ebraica, Meyerbeer e Mendelssohn, i quali egli sentiva rivali.
Alla morte di Wagner il circolo non perse vigore e grazie alla tenacia della moglie Cosima e della nuora Winifred, il messaggio della cerchia che osannava gli ariani tedeschi e malediceva gli ebrei, continuò a coinvolgere tanti uomini di cultura del tempo, tra i quali molti insegnanti di scuola, per cui avvenne, anche senza volerlo del tutto, una capillare diffusione delle idee razziste nella società tedesca. Cosima si rivelò un’abile procacciatrice di spiriti affini, che seppero tenere alto il livello della discussione e del prestigio del circolo. Tra questi vi era Chamberlain, l’immediato precursore ideologico di Hitler.

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Costruzioni della "razza" attraverso la lingua: dal Volksgeist al nazionalsocialismo

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Informazioni tesi

  Autore: Gemmita La Peruta
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Lingue e Culture Straniere
  Corso: Lingue e culture moderne
  Relatore: Beatrice Wilke
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 53

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