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Jean de Condé: un menestrello alla corte di Guglielmo I di Hainaut

I Fabliaux

I fabliaux nascono nella regione piccarda in ambienti plebei e borghesi e sono scritti in versi (ottonari a rima baciata). Caratteristica principale dei fabliaux è il loro sboccato realismo; essi si pongono quindi in piena contrapposizione ai fini didascalici dell’exemplum. In questo caso, il racconto ha come scopo quello di suscitare il riso nell’ascoltatore (o nel lettore). Nasce quindi la letteratura come avventura edonistica, come divertimento. Infatti, esiste dal V secolo in poi un recupero della letteratura pagana grazie ai monaci amanuensi dei monasteri irlandesi, e quindi un basso Medioevo con voglia di ridere, che ama l’osceno, versato nella vita, da scoprire nei bassorilievi di alcune cattedrali (con raffigurazioni oscene) e in certe abitudini come il risus pascalis (riso pasquale); il sacerdote il giorno di Pasqua raccontava storielle oscene, l’uomo libero dalla morte poteva ridere e divertirsi. I favolelli giunti sino a noi sono circa 150, con motivi che giungeranno sino a Boccaccio.
Gli argomenti trattati nei cinque fabliaux quali schernire i preti e le suore (Des Braies le priestre - Dit de la nonete) o deridere la scaltrezza della donna adultera (Dit dou pliçon – Du clerc qui fu repus deriere l’escring) non innovano nella tradizione ormai ben salda del genere letterario. Basti ricordare il componimento di Rutebeuf, De la damme qui fist trois tours entour le moustier il cui procedimento comico è analogo a quello illustrato in Des braies le priestre e nel Dit dou pliçon. Consiste nel far presentare le proprie scuse alla consorte infedele da parte del marito ingenuo e tradito. Interessante è leggere anche Des braies le priestre (113 versi) in parallele ad un fabliau anonimo del XIII-XIV secolo intitolato Des braies au cordelier (360 versi).
Questi due testi sono simili per varie ragioni:

1) Il tema delle braghe è identico
In Des braies le priestre, il macellaio, nel momento in cui deve pagare cerca i soldi nella tasca dei pantaloni e vi trova il sigillo del prete. Analoga vicenda in Des braies au cordelier, ma il protagonista è un cordigliere.

2) Gli autori trattano un argomento molto diffuso nella tradizione dei fabliaux, ovvero, il triangolo amoroso in cui è coinvolto un membro del clero.

3) Entrambi includono i dialoghi.

Non è chiaro quale dei due fabliaux sia stato scritto per prima, si sa soltanto che Des braies le priestre è la versione più corta. Il narratore comincia, come è consueto nel caso dei fabliaux, dicendo che ha sentito molti racconti divertenti. In questo caso, di come i preti ricoprono di vergogna gli uomini andando a coricarsi con le loro mogli ma stavolta questa nuova storia si basa su una storia vera. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Jean de Condé: un menestrello alla corte di Guglielmo I di Hainaut

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Informazioni tesi

  Autore: Lydia Galgano
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne
  Corso: Lingue e letterature moderne euroamericane
  Relatore: Beatrice Fedi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 194

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Parole chiave

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