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Trasparenza e Open Data: l'evoluzione del quadro normativo fino all'emanazione del neo D.Lgs. 33/2013. La Bussola della Trasparenza.

Dal Raw Data Now al Linked Open Data (La scala di Tim Berners-Lee)

La logica dell'Open Data spinge le Amministrazioni Pubbliche verso la distribuzione dei dati, anche nel caso in cui questi non fossero disponibili in un formato aperto. In altri termini, se un dato ritenuto utile non è disponibile in un formato strutturato o non si ha la possibilità di convertirlo facilmente in un formato aperto, è comunque meglio distribuirlo subito anche in forma grezza (raw) piuttosto che non distribuirlo affatto o distribuirlo a distanza di mesi in un formato aperto. Per questo motivo si usa l'espressione Raw Data Now, a significare che nella peggiore delle ipotesi, quella di disporre di dati non aperti, è comunque preferibile distribuirli subito, anche se – appunto – in formato raw, cioè grezzo.

L'auspicio è che se i dati pubblicati sono sufficientemente interessanti sarà poi la comunità degli utenti, e in particolare quella degli sviluppatori, a preoccuparsi di identificare un processo di conversione efficace (si parla, in questo caso, di data scraping, un'operazione che consente la conversione del dato dal formato disponibile al formato aperto e consiste nell'estrazione dei dati dal formato grezzo attuata attraverso particolari software, come ad esempio l'Optical Character Recognition – OCR).
Per distinguere i diversi formati utilizzabili nella codifica dei set di dati o dataset (insieme di dati pubblicati), è stato proposto in seno al W3C (World Wide Web Consortium, un Consorzio internazionale fondato nel 1994 con l'obiettivo di potenziare e diffondere il WWW) dal suo Presidente ed ideatore, Tim Berners Lee, un modello di catalogazione che li classifica in base alle loro caratteristiche su una scala di valori da 1 (una stella) a 5 (cinque stelle):

Una Stella. Dati grezzi. Sono dati raccolti che non sono stati soggetti a nessun processo, aggregazione o manipolazione, che sono disponibili in quei formati che – seppure disponibili su supporto informatico – non consentono un'estrapolazione immediata degli stessi. Rappresentano, cioè, il livello base costituito da file non strutturati: ad esempio immagini nei diversi formati grafici bitmap (.gif, .Jpg, .bmp, .png, ecc…), documenti in formato Microsoft Word, file in formato Adobe Pdf. Una sola stella indica la semplice disponibilità di un'informazione e di un dato on line, in un formato qualsiasi, purché distribuito con licenza aperta. I dati distribuiti in questo formato sono leggibili e stampabili dagli utenti, possono essere conservati localmente su un PC e sono semplici da pubblicare. Tuttavia non sono un formato aperto in quanto non è possibile effettuare su di essi alcuna elaborazione.

Due Stelle. Dati strutturati. Questo livello indica dati strutturati ma codificati con un formato proprietario (ad esempio documenti realizzati con fogli di calcolo come Microsoft Excel salvati in formato .xls, ecc…). Due stelle indicano, oltre alle possibilità offerte dai dati contraddistinti da una sola stella, la possibilità di effettuare elaborazioni e sistematizzazioni in forma strutturata sui dati, a patto di disporre del software necessario a gestire un file codificato con un formato proprietario. I dati caratterizzati dalle due stelle non sono un formato aperto in quanto per elaborarli è necessario un software proprietario, tuttavia di norma possono essere convertiti – essendo dati strutturati – in dati aperti.

Tre Stelle. Dati strutturati. Questo livello indica dati strutturati e codificati in un formato non proprietario. Ad esempio documenti realizzati con fogli di calcolo come OpenOffice Calc salvati in formati come .csv (Comma Separated Values), .sxc, al posto – ad esempio – del formato Microsoft Excel. Tre stelle indicano, oltre alle possibilità offerte dai dati contraddistinti da due sole stelle, la possibilità di effettuare elaborazioni e sistematizzazioni in forma strutturata sui dati senza essere costretti ad utilizzare software proprietario. Quello caratterizzato dalle tre stelle è il formato più semplice di dati aperti.

Quattro Stelle. Dati presenti in database. Questo livello indica dati strutturati e codificati in un formato non proprietario che sono dotati di un URI (Uniform Resource Identifier – Identificatore Univoco di Risorsa, ossia di norma un indirizzo internet nel formato http://www.nomedominio.it/) che li rende indirizzabili sulla rete e quindi utilizzabili direttamente on line attraverso l'inclusione in una struttura basata sul modello RDF (Resource Description Framework). Quattro stelle indicano quindi il fatto che il singolo dato di un dataset, disponibile on line in un formato aperto (tipicamente XML/RDF) può essere richiamato attraverso un URL (Uniform Resource Locator, indirizzo Web che identifica univocamente una risorsa su internet ed è la tipologia più frequente e riconosciuta di URI) specifico. Ciò consente di puntare al dato o ad un insieme di dati da una applicazione o accedervi dall'interno di un programma che può poi elaborarlo in vari modi.

Cinque Stelle. Dati presenti in database. Questo livello indica quelli che vengono definiti Linked Open Data (LOD), dati aperti, cioè, che – dal punto di vista del formato – oltre a rispondere alle caratteristiche della classificazione a quattro stelle presentano anche, nella struttura del dataset, collegamenti ad altri dataset. In altri termini, grazie al ricorso al modello di descrizione dei dati RDF, è possibile collegare dinamicamente tra loro più dataset, incrociando così informazioni provenienti da fonti diverse, eventualmente gestite da diverse Amministrazioni.

I Linked Open Data, quindi, consentono di combinare i contenuti di dataset diversi grazie a costrutti formali formulati secondo il modello RDF in uno dei diversi formati esistenti (XML/RDF, N3, ecc…). Ciò aumenta esponenzialmente il valore dei dataset reciprocamente correlati, consentendo il passaggio dal livello dei dati a quello dell'informazione e, quindi, a quello della conoscenza e fornendo così un quadro di contesto strutturato a partire dalla correlazione di informazioni provenienti da fonti diverse.
Una delle opportunità più importanti dell'Open Data è rappresentata dall'interoperabilità. Il valore dei dati, infatti, è tanto più alto quanto più è possibile effettuare correlazioni tra più dataset indipendenti l'uno dall'altro ma interoperabili nel formato e nel data model. Per questo motivo è auspicabile che i dati vengano aperti in modalità Linked Open Data rispetto alle altre tipologie di dati aperti, essendo i LOD la tipologia di dati aperti che consente il massimo livello di interoperabilità tra dataset diversi.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Trasparenza e Open Data: l'evoluzione del quadro normativo fino all'emanazione del neo D.Lgs. 33/2013. La Bussola della Trasparenza.

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Informazioni tesi

  Autore: Claudio Fumagalli
  Tipo: Tesi di Master
Master in Master di II livello in Innovazione e Management nelle Pubbliche Amministrazioni
Anno: 2012
Docente/Relatore: Di Filippo Emiliano
Istituito da: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 82

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Parole chiave

trasparenza
open data
d.lgs. 33/2013
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bussola della trasparenza

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