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Il falso in bilancio: rilievi economico-aziendali, civilistici e penali

L'invalidità del bilancio e la responsabilità civile degli amministratori e dei sindaci

Come è noto, il codice civile disciplina tre distinte fattispecie di responsabilità degli amministratori, rispettivamente nei confronti della società(art. 2392), dei creditori sociali(art. 2394),di singoli soci o terzi(art. 2395), ciascuna delle quali è fondata su dei presupposti propri. Per quanto concerne ai sindaci, secondo il disposto art. 2407 2° comma, essi sono responsabili in solido con gli amministratori, se nei controlli prescritti non dispiegano la diligenza richiesta dalla legge. Con riguardo alla problematica trattata, si deve osservare che sebbene il danno che possono cagionare gli amministratori sia soventemente effetto della cattiva gestione, le violazioni della normativa di bilancio possono, almeno in astratto, essere idonee a far scattare l’obbligo del risarcimento.

Da un lato infatti, si può pensare a circostanze in cui il comportamento illecito degli amministratori risale a precedenti atti di gestione, che trovano tuttavia esposizione in bilancio;dall'altro, il danno può derivare da violazioni compiute esclusivamente nella fase di redazione del bilancio, che si traducono in alterazioni delle funzioni tipiche del documento contabile, quella normativa e quella informativa. In questa ultima ipotesi, possiamo pensare al caso ricorrente del terzo o del socio che abbiano compiuto operazioni su azioni in base a informazioni desunte dai bilanci di cui si sia successivamente accertata la falsità, oppure al caso in cui la legge o lo statuto subordinano all'accertamento del risultato d'esercizio, effettuato con un bilancio rivelatosi successivamente non redatto in conformità dei criteri di legge, il compimento di successive operazioni come la distribuzione di utili, la partecipazione agli utili ecc.

In via generale, occorre osservare che la relazione tra irregolarità del bilancio e danno patrimoniale, non è automatica. In base ai criteri generali, colui che agisce in giudizio contro gli amministratori dovrà allegare una violazione delle norme che disciplinano il bilancio e l'esistenza di un danno; dovrà inoltre provare il nesso di casualità tra violazione contabile e danno emergente o lucro cessante. Su questo punto bisogna sottolineare che l'onere della prova circa l'esistenza del danno si ripartirà in modo diverso a seconda dei casi. Un problema connesso alla responsabilità degli amministratori e dei sindaci in relazione al bilancio d'esercizio, è la quantificazione del danno risarcibile. La giurisprudenza non è mai stata chiara sul punto. La poca chiarezza deriva non tanto dai criteri di fondo che vengono utilizzati nelle valutazioni, ma emerge quando si osservano i risultati ai quali si arriva.

Di fatti, la determinazione del danno risarcibile si risolveva con una determinazione del tutto forfettaria, in spregio alle norme che disciplinano la questione. Queste ultime, impongono di scindere il risultato della gestione nella valutazione dei singoli atti che la compongono, con l'accertamento dell'illegittimità per ognuno di essi. Una volta determinati i singoli atti ed individuati quelli fraudolenti e/o erronei si procede alla quantificazione del danno in misura proporzionale al risultato dell'esercizio. Per quando riguarda la responsabilità dei sindaci in materia di bilancio, si deve rilevare che essa può derivare da violazioni di obblighi posti direttamente a loro carico oppure, ed è ciò che avviene più frequentemente, in via concorrente con gli amministratori, per omessa od insufficiente vigilanza sugli atti da questi compiuti, che abbiano arrecato danno alla società, ai singoli soci, ai creditori o ad altri terzi.

E' opinione diffusa e condivisa che i sindaci richiamati in giudizio con l'azione di responsabilità, possono sottrarsi ad essa solo qualora provino l'inevitabilità del danno, ovvero che si sarebbe prodotto ugualmente se essi avessero vigilato con la diligenza a loro richiesta. Da un punto di vista strettamente giuridico, appare complicato andare a discernere quando i sindaci osservano o meno le “regole di diligenza” in quanto è difficile individuare quali siano le regole stesse. In definitiva si può affermare che, data la natura dell'obbligazione dei sindaci che si estrinseca in una “obbligazione di mezzo”, l'emergenza del danno no è un elemento sufficiente per ritenere che essi siano responsabili dei danni compiuti dagli amministratori. La riforma della revisione legale dei conti, cerca di mitigare tale situazione, imponendo che i sindaci devono essere scelti tra gli iscritti all'albo dei revisori dei conti. Infatti per entrare a far parte di quest'albo, oltre a dovere sostenere e superare una prova di ammissione, vengono richiesti dei requisiti minimi di professionalità.

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Il falso in bilancio: rilievi economico-aziendali, civilistici e penali

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Informazioni tesi

  Autore: Alessio Bucciero
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Gestione delle Imprese
  Relatore: Luca Sensini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 100

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