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I futuri contingenti in Ockham

Esistenza di Dio

Le due caratteristiche fondamentali del concetto di Dio sono essenzialmente l'eternità e l'onniscienza. A Dio si applicano predicati temporali. Dio è situato nel tempo. Quindi Dio esiste adesso, è esistito prima ed esisterà dopo. Dio esiste da sempre e non ha false credenze. La conoscenza di Dio è completa. Quindi Dio conosce tutto quello che succede nel mondo. Inoltre, se Dio è eterno ed onnisciente, Dio ha da sempre conosciuto tutto quello che succede, è successo o succederà nel mondo. Quindi in relazione a tutto ciò che succede, è successo o succederà è vero affermare che Dio conosceva ciò che stava succedendo prima che succedesse. Gli enunciati 'Dio è eterno' e 'Dio è onnisciente' sono analitici; 'Rocco è Dio' implica 'Rocco è eterno' e 'Rocco è Dio' implica 'Rocco è onnisciente'. Ma Rocco, che è Dio, non sarebbe colui che è se venisse meno all'eternità o all'onniscienza.

L'argomento seguente concerne la dottrina dell'eternità essenziale con l'unica eccezione che l'esistenza di Dio sia contingente. 'Dio è eterno' è analitico; 'Rocco è eterno'; pertanto 'Rocco è Dio' implica 'Rocco è eterno'; e pertanto è condizione necessaria per la verità dell'affermazione che Rocco sia Dio e che esista da sempre. Ma l'affermazione che Rocco esiste da sempre è un'affermazione che non determina il futuro; futuro in relazione a qualsiasi istante t per il quale ci sia un t1 dopo t. Quindi, l'affermazione che Rocco sia Dio è contingente. Perciò, basta la sola affermazione che l'enunciato 'Dio è eterno' sia analitico per stabilire che l'esistenza di un Dio essenzialmente onnisciente ed eterno sia contingente. Pertanto, assumendo che 'nessuno ha il potere di agire in modo tale che il passato sia stato differente da come è stato' sia falso in via generale applicato ai passati contingenti, non si può concludere unicamente sulla base della succitata assunzione che non sia in potere di qualcuno a t1 di agire in modo tale che Dio non sarebbe esistito in un istante precedente t anche se esisteva a t.

In particolare, non si può concludere unicamente sulla base di tale assunzione, che se Rocco è Dio a t, nessuno abbia il potere a t1 dopo t di agire in modo tale che Rocco non esista in quell'istante successivo. Se un Dio essenzialmente eterno ed onnisciente esiste allora Giovanni , che ha falciato il prato a t2, non aveva il potere a t1 di astenersi dal falciare il prato. Giovanni avrebbe avuto tre alternative: il potere a t2 di fare qualcosa che avrebbe fatto sì che Dio avesse avuto una falsa credenza a t1; il potere a d t2 di fare qualcosa che avrebbe fatto sì che Dio non avesse avuto la credenza che ha avuto a t1; il potere a t2 di far sì che Dio non esistesse a t1. Tali alternative sono impossibili poiché un uomo non ha tali poteri. Ma non c'è motivo per supporre che dall'affermazione che 'è impossibile che a t2 un uomo agisca in modo tale che l'esistenza di una persona particolare sarebbe stata diversa da come è stata' segua che 'è impossibile che a t2 un uomo agisca in modo tale che l'esistenza di Dio sarebbe stata diversa da come è stata'. Pertanto non c'è motivo per negare che Giovanni, che ha falciato il prato a t2, abbia il potere a t2 di astenersi dal falciare il prato.

Questo brano è tratto dalla tesi:

I futuri contingenti in Ockham

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Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Potenza
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Filosofia
  Corso: Filosofia teoretica, morale, politica ed estetica
  Relatore: Riccardo Fedriga
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 39

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