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I dati ci parlano: interazioni tra variabili e narrazione attraverso l’opera multimediale interattiva

Esplorare e manipolare il dato tramite un'esperienza interattiva e animata

Grazie all'opera multimediale interattiva abbiamo uno strumento che ci permette l'esplorazione e l'interazione di dati complessi rendendoli facilmente interpretabili. Ed è da questa visione che è nato un progetto dal nome "the AlloSphere" situato nel California NanoSystems Institute presso l'Università della California e concretizzato dal compositore JoAnn Kuchera-Mori. Grazie a questo dispositivo eccezionale si ha la possibilità di immergersi completamente nella visione e nella manipolazione di dati 3D attraverso una sfera costruita su tre piani realizzata da uno schermo antiriflesso collegato ad un sistema di altoparlanti multicanale all'interno di una stanza insonorizzata e priva di risonanze, accoppiata che garantisce
un'esperienza percettiva a 360°.

In mezzo a questa costruzione abbiamo un ponte da dove gli utenti stando in piedi possono interagire attraverso diversi dispositivi di input che danno la possibilità di viaggiare tra gli atomi che compongono la struttura cristallina di nuovi materiali fino a visionare un modello animato in tre dimensioni dell'attività di un cervello umano. Bellezza della visione che
instaura un rapporto di simbiosi tra scienza e arte. Un legame imprescindibile con artisti, scienziati e ingegneri che lavorano insieme all'interno dell'AlloSphere allo scoperta di nuovi modi di concepire le componenti del mondo attraverso simulazioni e visualizzazioni uniche e originali, e come per l'opera videoludica realizzando l'incontro tra approcci qualitativi e quantitativi nella soluzione e identificazione di un dato quesito/problema. Un accordo, se così vogliamo chiamarlo, tra funzioni matematiche e design che creano modelli interpretativi capaci di rimanere impressi nella nostra memoria, filtrando in tempo reale le informazioni utili che permettono una giusta rappresentazione capace di resistere nel tempo. A questo vorrei collegare un mio personale pensiero, perché costruire questa immensa struttura quando anche seduti su un comodo divano potremo immergerci completamente in un mare di dati attraverso un dispositivo hardware che il mondo videoludico ci ha donato? Domanda che trova soluzione in un prototipo, l'Oculus Rift, indossabile come se fosse una grossa maschera da sub e realizzato per portare la realtà virtuale nelle case di tutti noi grazie a un complesso sistema di lenti che permettono la visualizzazione di immagini di gioco in 3D attraverso uno schermo lcd interno da sette pollici dalla risoluzione di 1280x800, corrispondente a 640x800 per occhio. Ma non finisce qui visto che è anche possibile tracciare i movimenti della nostra testa (head tracking), dandoci la possibilità di vivere in prima persona l'esperienza di gioco.

Questo brano è tratto dalla tesi:

I dati ci parlano: interazioni tra variabili e narrazione attraverso l’opera multimediale interattiva

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Informazioni tesi

  Autore: Gianluca Bonaccorso
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Davide Bennato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 98

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Parole chiave

videogioco
visualizzazione
game studies
storytelling
social media monitoring
opera multimediale interattiva
david mccandless
videoludica
simcity

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