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Lotta alla povertà in Tanzania

Il fallimento del socialismo in Tanzania

Oggi si afferma che Ujamaa è fallita, poiché non ha distribuito i beni come ci si attendeva. Si può dire che ha ottenuto risultati positivi nel campo dello sviluppo politico della nazione, ma non in quello economico.
Questo perché il trasferimento nei villaggi fu fatto senza alcuna pianificazione dei modi e dei luoghi più idonei agli insediamenti e le attività mal organizzate davano cattivo rendimento e questo scoraggiava ben presto il contadino, già tendenzialmente diffidente, in quanto associava Ujamaa a povertà.
Inoltre la "villagizzazione" assunse un carattere autoritario, poiché Nyerere finì per costringere la gente ad andare nelle Ujamaa, abbandonando gli intenti volontaristici iniziali.
A tutto questo vanno aggiunte anche cause esogene, quali il peggioramento il peggioramento delle ragioni di scambio del paese, l'esplosione della crisi petrolifera dei primi anni Settanta, lo scoppio della guerra con l'Uganda e periodi di forte siccità.
Tutto questo portò ad una stagnazione delle produzioni per l'esportazioni e un peggioramento nelle colture alimentari.
La scelta, dopo l'indipendenza, di questo sistema, ha rallentato la crescita costringendo i tanzaniani ad affrontare numero difficoltà che derivano più dal sottosviluppo che non dal socialismo.Dagli anni Ottanta il governo cercò di ripristinare un'economia di mercato volta alla liberalizzazione dell'economia, rilanciando la produzione attraverso nuove regole per gli investimenti e l'avvio delle privatizzazioni.
Sul piano internazionale questi cambiamenti furono ben accolti e Banca Mondiale e Fondo monetario internazionale; le maggiori istituzioni finanziarie e governative cominciarono a vincolare aiuti e finanziamenti proprio al ridimensionamento del settore pubblico e all'avvio di economie neo-liberiste dei paesi beneficiari.
Va comunque precisato che lo sviluppo della Tanzania durante i primi quindici anni di indipendenza (1961-1976) fu piuttosto soddisfacente per ciò che riguarda la soddisfazione dei bisogni umani fondamentali e il conseguimento di una certa crescita economica.
Il tasso di alfabetizzazione del paese crebbe dal 10 al 60% fra il 161 ed il 1977. L'iscrizione alla scuola primaria salì dal 25% nel 1961 a più del 90% nel 1977.
Anche in campo sanitario furono riportati risultati impressionanti, cosicché l'aspettativa di vita si accrebbe da 43 anni all'indipendenza fino a 52 nel 1977. Durante lo stesso
periodo la mortalità infantile cadde da 152 a 103per mille nascite. La Tanzania conobbe anche un notevole tasso di crescita del PIL reale.
Ma per l'insieme dei motivi già descritti l'esperimento socialista in Tanzania fallì, aprendo la strada oltre che ad una nuova prospettiva economica anche ad una nuova visione politica: nel 1992 fu infatti reintrodotto il multipartitismo, ridefinendo nuovi equilibri politici, economi e sociali.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Lotta alla povertà in Tanzania

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Informazioni tesi

  Autore: Lara Casamenti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze internazionali e diplomatiche
  Relatore: Arrigo Pallotti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 32

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Parole chiave

socialismo
sviluppo
tanzania
povertà
washington consensus
dichiarazione di arusha
post washington consensus

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