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Il Ritardo Mentale: itinerario didattico-educativo per un bambino diversamente abile

L’insegnante di sostegno

L’insegnante di sostegno è un’insegnante specializzato che viene assegnato con piena con titolarità alla classe in cui è inserito il portatore di handicap, come previsto dalla legge 517/77, per attuare “forme di integrazione e realizzare interventi individualizzati in relazione alle esigenze dei singoli alunni”. L’insegnante specializzato deve essere quindi essere coinvolto pienamente nella progettazione educativa. La responsabilità dell’integrazione è assunta non dalla singola classe ma da tutta la comunità scolastica, che costituisce di per sé uno dei sostegni più validi. Queste affermazioni vengono ulteriormente approfondite nella Circolare Ministeriale n. 25° del 1985, in cui si ribadisce che la responsabilità dell’integrazione è, al medesimo titolo, degli insegnanti della comunità scolastica. Ciò significa che non si deve mai delegare al solo insegnante di sostegno l’attuazione del progetto educativo individualizzato, poiché in tal modo l’alunno verrebbe isolato anziché integrato nel contesto della classe. Tutti i docenti devono farsi carico della programmazione, dell’attuazione e verifica degli interventi educativo-didattici previsti dal piano educativo individualizzato.
Il compito principale dell’insegnante di sostegno è quello di cercare strategie e tecniche per riuscire a creare le condizioni per socializzare e apprendere o meglio, imparare a stare con gli altri, imparare stando con gli altri e “facendo” con gli altri nella convinzione condivisa che l’apprendimento non può prescindere da un contesto relazionale, che si apprende per comunicare e che il rapporto con i pari è determinante per la strutturazione della personalità.
Tale lavoro richiede una continua sperimentazione ed una buona dose di creatività.
Mai nulla deve essere lasciato all’improvvisazione, la “funzione” dell’insegnante di sostegno non è di tipo esecutivo ma creativo. Una attenta e condivisa programmazione educativa e didattica, il dialogo, il confronto, la collaborazione evitano l’individualizzazione e l’isolamento del rapporto alunno portatore di handicap – insegnante specializzato e favoriscono, nella attività didattica quotidiana, una lenta e graduale acquisizione di capacità metacognitive da parte di tutta la classe.
L’insegnante di sostegno deve possedere:
- conoscenze generali relative alle situazioni di handicap
- competenze disciplinari
- competenze metodologiche
- competenze teoriche e applicative di contenuti
- capacità relazionali
Infatti, relativamente all’ultimo punto, anche se tutti gli operatori scolastici collaborano alla realizzazione di una scuola intesa come ambiente educativo e di apprendimento, è compito specifico dell’insegnante di sostegno promuovere una reale e concreta rete di sostegno e facilitare i rapporti tra l’interno della scuola (gli altri docenti) e l’esterno (le famiglie, le ASL, gli enti locali). L’attività dell’insegnate di sostegno è un’attività professionale; deve quindi avere delle regole ed una metodologia da seguire che nello specifico può essere riassunta nei seguenti punti:
1. rilevare il problema
2. analizzare i dati rilevati
3. stilare un programma
4. realizzare il programma
5. verificare periodicamente
Se l’insegnante di sostegno nel progettare gli interventi didattico/educativi terrà conto di queste cinque tappe e focalizzerà l’attenzione sull’alunno come soggetto di apprendimento, sulle capacità intellettive, comportamentali ed espressive, sulle difficoltà socio-culturali potrà attuare un percorso di lavoro a misura della capacità di ognuno realizzando una valida integrazione e potrà evitare buona parte degli errori comunemente commessi; e realizzerà un intervento mirato a favorire veramente l’integrazione della persona che gli è stata affidata.
Le competenze dell’insegnante di sostegno si possono, quindi, sintetizzare in quattro aree.
1. riconoscere i bisogni educativi speciali
2. costruire progettualità personalizzate in ambito scolastico in funzione di un progetto di vita
3. saper applicare efficaci strategie in ambito cognitivo e relazionale
4. aver competenze relazionali ed organizzative.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il Ritardo Mentale: itinerario didattico-educativo per un bambino diversamente abile

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Informazioni tesi

  Autore: Claudia Pizzo
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Insegnamento specializzato sostegno scuola primaria
Anno: 2007
Docente/Relatore: Michele Roccella
Istituito da: Università degli Studi di Palermo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 48

FAQ

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Parole chiave

disabilità
ritardo mentale
legge 104
insegnante sostegno

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