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Isotropia: sono isotropi i corpi amorfi

Il corpo post moderno

È difatti sulla schizofrenia che il post moderno prima e il post-human poi basano successivamente la loro ricerca espressiva: in un’umanità dispersa, che si espande e sperimenta l’alterità, la quale viene abbracciata in ogni sua variabile; esperienza della molteplicità - erede della serialità minimalista e pop -, sostituzione dell’unità inesistente (ormai decentralizzata) con il frammento singolare - espressione di specificità - ma instabile, sempre tendente alla mimesi, alla rarefazione, alla liquidità, all’ambiguità scaturita dall’infinito gioco di equivalenze e scambi innescatosi con il trauma della significazione, ormai arbitrale e autonoma, del segno.
L’appropriazione dell’altro permea nel Postmodernismo attraverso la critica del soggetto e dunque della dialettica del riconoscimento in altro da sé (inconscio, alterità): tuttavia, "la critica del soggetto, pone sempre il soggetto al centro" e le alterità antropologica, primitivista, psicanalitica, informe, reintervengono esternamente sul soggetto contemporaneo altresì già disperso all’interno della sua armatura: "il nuovo soggetto si definisce anche in opposizione all’alterità culturale, sia interna che esterna".
Il soggetto e l’artista post moderno è turbato, decostruito e labirintico e, perso nella mancanza di riferimenti in un mondo ormai simulacrale (in senso Baudrillardiano) e nell’incapacità di distinzione tra realtà e virtualità del reale, persegue la ricerca di ogni direzione espressiva possibile.
"La fotografia postmoderna diventa allora costruita, rimessa in gioco dell’indicibilità tra reale e fittizio, tra originale e copia, quando non artificio esaltato, strumento di trasgressione, di ibridazione...".
Ecco allora che Cindy Sherman, con i suoi corpi frammentati, innestati, con la messa in scena dell’alterità del corpo e dello scarto e con la serialità degli "auto-ritratti", trova coerentemente il proprio pubblico all’interno di un panorama che non solo contempla il corpo ma lo rivaluta: un corpo che non è più singolare ma collettivo, investito da identità, riflessi e reflussi plurimi, mutato dalla ormai effimera distinzione del sé e della propria coscienza, attuata - quest’ultima - dalla dissoluzione di quei valori assoluti che, secondo Hegel, tenevano unite le singolarità. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Isotropia: sono isotropi i corpi amorfi

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Palomba
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Accademia di Belle Arti di Brera
  Facoltà: Arti Multimediali del Cinema e del Video
  Corso: Nuove Tecnologie per l'Arte
  Relatore: Andrea  Lissoni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 88

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