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L'impiego della risorsa legno tra innovazione, ambiente e cultura. Scenari di sviluppo del settore delle costruzioni in legno nel contesto italiano

La "ri-scoperta" del legno

Negli ultimi anni si è ricominciato a parlare di legno in edilizia e a considerare la tecnologia del legno come un alternativa possibile a quelle più comunemente diffuse, tanto da indurre molti a parlare di una vera e propria ri–scoperta del legno come materiale da costruzione. Non si tratta, ovviamente, di reintrodurre tecnologie del passato, piuttosto di impiegare prodotti e sistemi costruttivi ad alto grado di innovazione. Un caso esemplare è costituito dal legno lamellare, la cui introduzione sul mercato ha permesso la realizzazione di
strutture sempre più audaci ma dal sicuro impatto estetico ed emozionale, capaci di coprire luci e raggiungere altezze fino a qualche tempo fa impensabili per un edificio realizzato con questo materiale.
E' evidente come la diffusione di nuovi prodotti e soluzioni tecnologiche di derivazione legnosa applicate al settore delle costruzioni non sia affatto uniforme, ma si riveli di difficile realizzazione soprattutto nelle aree mediterranee, quindi anche nel nostro Paese. La volontà di identificare le origini di questo fenomeno ha condotto all'applicazione di una teoria sull'uso del legno nel corso della Storia, la Teoria delle Tre Fasi, specificatamente al settore delle costruzioni.
Ne è emerso che l'uso della risorsa legnosa nel settore edilizio delle regioni mediterranee è stato oggetto in passato di diversi processi di sostituzione che hanno mosso a discapito del suo impiego come materiale da costruzione, mentre l'ultimo (che è tutt'ora in corso) ne è a favore. La diretta conseguenza di ciò è la pressoché totale mancanza di accettazione dell'idea in queste località, e quindi anche in Italia, che il manufatto edilizio possa essere realizzato impiegando come materiale da costruzione il legno.
L'archetipo della capanna primitiva, origine comune dell'architettura, è stato così progressivamente offuscato dai diversi processi di sostituzione che si avvicendati nel corso dei secoli; al legno, primo materiale da costruzione mai impiegato dall'uomo, se ne sono anteposti di volta in volta degli altri: pietra, laterizio, calcestruzzo armato. Di modo che l'idea della costruzione in legno, ormai sradicata dalla memoria delle tradizioni locali, finisce per essere totalmente dimenticata e rimossa. E ciò in particolar modo dall'edilizia dell'epoca moderna e contemporanea, perennemente rivolta alle tecnologie del calcestruzzo armato e della muratura in laterizio, e in minima parte a quella dell'acciaio (impiegata quasi esclusivamente nella realizzazione di costruzioni di servizio a basso costo e, solo recentemente, utilizzata per l'esecuzione di architetture a carattere eccezionale).
Le ragioni che hanno prodotto nel corso del tempo questa serie di processi avversi all'impiego del legno nel settore edilizio investono direttamente i due concetti dominanti nel settore edilizio, innovazione e ambiente, e riguardano nello specifico il confronto delle proprietà del legno con le caratteristiche ambientali delle regioni mediterranee e la scarsa reperibilità della risorsa forestale. A queste se ne aggiungono altre riconducibili alle influenze esercitate dalle correnti di pensiero sui movimenti architettonici del periodo.

Questo brano è tratto dalla tesi:

L'impiego della risorsa legno tra innovazione, ambiente e cultura. Scenari di sviluppo del settore delle costruzioni in legno nel contesto italiano

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Informazioni tesi

  Autore: Carlo Monaco
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Umberto Caturano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 220

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