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''Lutto e melanconia'': un percorso da Freud alla psicoanalisi contemporanea

Psicologia delle masse e analisi dell'Io (1921)

Di quest'opera, che tenta di comprendere la (nascente) psicologia sociale collegandola alla psicoanalisi (in una vera e propria "clinica del sociale"), prendiamo in considerazione sostanzialmente due paragrafi: il par. 7 dedicato all'identificazione; il par. 11 intitolato "un gradino all'interno dell'Io. Faremo altresì un cenno al par. 8 che tratta di innamoramento e ipnosi paragonandoli all'identificazione.
L'identificazione è qui descritta come un meccanismo che permette al soggetto di instaurare un legame con gli oggetti prima che egli compia qualsivoglia investimento su di essi. In altre parole è la primitiva forma di legame libidico che rende possibile più tardi la scelta oggettuale e al quale essa stessa può regredire (come nel caso delle nevrosi). Quando ciò accade l'oggetto anziché investito viene introiettato nell'Io, acquisendo caratteristiche della prima fase orale di organizzazione libidica (oggetto amato, bramato e incorporato, distrutto) tra le quali una radicale ambivalenza in cui amore e distruzione convivono e quasi coincidono. Identificazione e scelta oggettuale sono quindi due vie che coesistono in modo parallelo nel bambino fino a quando, incontrandosi, danno luogo al normale complesso edipico.
L'identificazione può compiersi ora per sostituzione con l'amante (prendendone il posto); ora per sostituzione dell'amato (introiettandone le caratteristiche predilette); ora per trasposizione nella medesima situazione (per "infezione psichica"), ossia immedesimandosi con le vicende di un altro, sentito come affine a se stessi.
Come visto in Lutto e melanconia, l'analisi della melanconia ci offre un esempio di come la perdita reale o affettiva dell'oggetto possa condurre ad un'introiezione dello stesso all'interno dell'Io e di come ciò ne oscuri e offuschi, per così dire, la percezione interna: "l'ombra dell'oggetto cadde così sull'Io" (Lutto e melanconia, pag. 108). Le conseguenze sono l'attivarsi nel melanconico di una feroce autocritica, di crudele autodenigrazione, e una pletora di svalutazioni e rimproveri sostanzialmente rivolti all'oggetto stesso. L'Io viene scisso, diviso in due parti una delle quali infierisce sull'altra, quella che include l'oggetto perduto; la prima delle due parti include invece la coscienza morale, l'autosservazione, la censura onirica, trae origine dal narcisismo primario, rappresenta un'istanza critica che si contrappone all'Io in situazioni normali per consentirne la crescita e l'evoluzione. È l'Ideale dell'Io che sarà racchiuso nelle opere successive nel concetto – istanza di Super-Io.
Nella situazione di innamoramento (par. 8) Freud afferma che si ha l'autosacrificio dell'Io, l'oggetto "divora" l'Io che si inchina ad esso con sentimenti di deferenza, limitando il proprio narcisismo e mettendo in secondo piano i propri impulsi narcisistici di conservazione, impoverendosi (ma questo sentimento non è percepito come tale dal soggetto): l'oggetto amato si è messo al posto dell'Io e l'Io gli si dedica totalmente. Nell'ipnosi il posto dell'Ideale dell'Io è preso dall'ipnotizzatore cui va la stessa attenzione dedicata e arrendevolezza che riguarda l'amato nel processo di innamoramento. La somiglianza col processo melanconico appare evidente senonché nell'innamoramento (e nell'ipnosi) l'oggetto è messo al posto dell'Ideale dell'Io; nella melanconia invece è messo al posto dell'Io e ne provoca la scissione.
La distanza/distinzione tra Io e Ideale dell'Io stabilisce una sorta di "gradino" (par. 11, pag. 316 ss.) all'interno dell'Io e consente il duplice tipo di legame: identificazione e collocazione dell'oggetto al posto dell'Ideale dell'Io. In questo nuovo scenario interno (analogo a quello esterno tra oggetto esterno e Io globale) l'Io assume il ruolo di oggetto nei confronti dell'Ideale dell'Io che da esso si è sviluppato. Sembra che Freud suggerisca tacitamente una somiglianza tra il processo di formazione dell'Ideale dell'Io e quello melanconico, entrambi basati sull'identificazione, quasi che il processo di identificazione melanconico simuli quello dell'Ideale dell'Io e possa così installarsi indisturbato nell'Io. In ogni caso ogni differenziazione psichica rappresenta un nuovo onere per la funzione psichica, ne accresce la vulnerabilità e può diventare punto di partenza per un cedimento della funzione, di una malattia (p. 317). Dunque è concepibile che anche la differenziazione tra Ideale dell'Io e Io non venga tollerata a lungo e che temporaneamente debba recedere. In tale situazione nella quale Ideale dell'Io e Io tornino a coincidere (e l'Io possa così essere di nuovo completamente soddisfatto di sé stesso), si ha una sensazione di trionfo, trionfo sul senso di inferiorità e sul senso di colpa come espressioni della tensione tra Io e ideale. Freud propone in questa oscillazione e ciclicità tra tensione e trionfo il modello esplicativo di melanconia e mania, che aveva lasciato impregiudicato al termine di Lutto e melanconia. Nella mania l'Io e l'Ideale confluiscono insieme, in un delirio grandioso, non turbato da alcuna critica, in cui ci si rallegra per la mancanza di inibizioni, riguardi e autorimproveri, l'Io regredisce al narcisismo primario, abolendo ogni limitazione e tacitando senso di colpa e conflitto interno. È incerto per Freud se attribuire questo a periodiche ribellioni, allo scuotersi di un giogo o ad altre circostanze. Il fatto che la mania non sia caratteristica necessaria della melanconia e che ed esistano diversi tipi di melanconia (semplici, di tipo "reattivo" a perdita di oggetto reale, "circolari"), non permette a Freud di risolvere in modo definitivo il problema etiologico delle due patologie.

Questo brano è tratto dalla tesi:

''Lutto e melanconia'': un percorso da Freud alla psicoanalisi contemporanea

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Informazioni tesi

  Autore: Lucio Lamera
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Anna Maria Rosso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 59

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