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La pena carceraria nella Toscana Leopoldina

La riforma penale del 30 novembre 1786

Il Codice penale Leopoldino, emanato il 30 novembre 1786, è già stato accuratamente analizzato da molti studiosi e per questo ci limiteremo esclusivamente a trattare solo le questioni inerenti a questa ricerca, ovvero il carcere e i detenuti. Abbiamo già più volte detto che Pietro Leopoldo venne ampliamente influenzato dallo scritto di Beccaria, stampato nella città di Livorno proprio un anno prima della sua nomina a Granduca ed effettivamente, leggendo la conclusione dell'opera, comprendiamo perché egli vide nel Dei delitti e delle pene un concreto modello da seguire: «perché ogni pena non sia una violenza di uno o di molti contro un privato cittadino, dev'essere essenzialmente pubblica, pronta, necessaria, la minima delle possibili nelle date circostanze, proporzionata a' delitti, dettata dalle leggi.». La notorietà e la diffusione che ebbe la riforma penale del 1786, suscitando ovunque ammirazione e stima, ha dell'eccezionale proprio perché, come afferma Dario Zuliani, uno dei principali studiosi del provvedimento, «se poi consideriamo che la Riforma del 1786 era una legge e non un'opera letteraria, filosofica o scientifica, ci troviamo di fronte a una diffusione e ad una celebrità che non hanno paragoni in Italia, né nei secoli precedenti, né in quelli successivi.».
Se molte furono le parole di lode e di ammirazione espresse nelle varie prefazioni delle numerose edizioni e traduzioni della Riforma, pubblicate in Italia e all'estero, a Firenze, nel gennaio del 1787, per esprimere la massima gratitudine «per le tante benefiche Leggi, che hanno felicitato la Toscana» venne progettato di erigere una statua equestre in onore del Granduca, che lo stesso Pietro Leopoldo rifiutò.
Per capire perché la Leopoldina ebbe un così grande successo, basta solo ricordare che la legge abolì la tortura, la pena di morte, le mutilazioni e il reato di lesa maestà: quattro reati che per la prima volta, vennero cancellate nel piccolo Granducato di Toscana. Proprio per questo la riforma sarà universalmente riconosciuta come «il primo codice europeo che ricalca così ampiamente i postulati della letteratura umanitaria» e in definitiva «il primo codice penale moderno in Italia».
Come vedremo più approfonditamente dagli articoli del Codice inerenti alla nostra ricerca, la riforma criminale decreterà un alleggerimento delle pene, decisamente meno feroci e un sostanziale aumento di sensibilità nei confronti dei condannati e delle loro famiglie. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

La pena carceraria nella Toscana Leopoldina

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Informazioni tesi

  Autore: Sara Orlando
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia
  Relatore: Giovanni Cipriani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 148

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Parole chiave

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