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La ginnastica artistica nella scuola primaria. La tecnica per la crescita globale del bambino.

Perché proporre la ginnastica artistica a scuola

Se affrontata con le modalità opportune, la ginnastica artistica permette al bambino di sperimentare tutte le funzioni del movimento: prassica, comunicativa, preventiva, ludica e adattativa.

La funzione prassica fa riferimento all'importanza del movimento per imparare a muoversi: il movimento costruisce se stesso attraverso i meccanismi della ripetizione del gesto, della percezione sensoriale e della rappresentazione mentale.

La funzione comunicativa riguarda l'importanza del corpo nell'inviare informazioni attraverso un canale non verbale, che risulta addirittura più immediato ed incisivo rispetto a quello verbale. Il corpo comunica attraverso la postura, la gestualità, la prossemica, il contatto e il movimento.

La funzione preventiva fa riferimento all'importanza dell'attività fisica per la salute psico-fisica dell'individuo, attraverso un'attività adeguata alle esigenze del bambino e in prospettiva di un sano stile di vita.
La funzione ludica si riferisce all'importanza della scoperta, della sperimentazione, delle emozioni e del divertimento che derivano dal movimento, se impostato con un gioco.

La funzione adattativa riguarda l'intelligenza sensomotoria, ovvero il ruolo del movimento per costruire anche aspetti cognitivi astratti e la capacità di entrare in contatto con l'altro. Il meccanismo di azione motoria-percezione-categorizzazione permette di provare in prima persona, capire e categorizzare concetti attraverso cui leggere il mondo (Lanza, 2005).

Si evince che la ginnastica artistica è funzionale alla crescita globale del bambino non solo per lo sviluppo delle dimensioni della persona descritte, ma anche per la formazione: la ginnastica offrirebbe esperienze attraverso cui strutturare conoscenze propedeutiche alle discipline scolastiche.

Molti concetti disciplinari sono legati a categorie definite primitive, che inizialmente non appartengono alla sfera razionale, ma fanno parte dell'esperienza motoria, ovvero dipendono dal nostro agire e possono essere conquistate soltanto con l'esperienza diretta, vivendole direttamente.
Sono categorie primitive molti concetti su cui si fondano le discipline scolastiche: lo spazio, il tempo e la logica. Se il bambino non arriva ad avere delle concezioni relative al proprio corpo e alla propria motricità dimostra difficoltà nel conquistare le categorie di orientamento spazio-temporale e logiche (de Anna, 2009).
L'orientamento spaziale si basa sull'acquisizione della lateralizzazione e della dominanza: prima il bambino acquisisce la consapevolezza che il suo corpo è costituito da due parti, che è portato a usare in modo prevalente un lato del corpo, destro o sinistro, e riconosce il lato preferito.

I concetti spaziali presuppongono la percezione del proprio tronco corporeo, senza prendere in considerazione gli arti e la testa: del tronco si hanno davanti e dietro, sopra e sotto, destra e sinistra. Il bambino si crea l'immagine mentale astratta di questi rapporti non anatomici legati al corpo, identificandoli mentalmente. Gradualmente, riesce a pensare il proprio corpo dall'esterno, come lo vedono gli altri, cambiando i punti di riferimento; così, per esempio, il proprio davanti proiettato può diventare il dietro di qualcos'altro. Arriva a vedere un qualunque corpo in maniera monolitica, concependone l'orientamento.
Si struttura così la consapevolezza dei concetti di posizione, ovvero del fatto che i diversi elementi dell'ambiente, gli oggetti, se stessi e gli altri sono correlati gli uni rispetto agli altri secondo rapporti dopo logici: dentro-fuori, sotto-sopra, avanti, vicino-lontano. Il bambino arriva a riconoscere il rapporto fra sé stesso, lo spazio, i compagni, gli attrezzi, ecc, e impara a variare il suo movimento in base a questi dati (Riccio, 2011).
Le esperienze cinestetiche, poi, permettono di generare i concetti di direzione e cambiamento di posizione: la direzionalità presuppone l'idea di un cambiamento di posizione e implica il piano dinamico dell'andare verso (de Anna, 2009).

L'orientamento temporale consiste nella capacità di comprendere le relazioni temporali e causali intercorrenti tra eventi che si svolgono in successione: prima, adesso e dopo (Riccio, 2011).
L'idea del tempo si struttura attraverso l'interazione; la sua acquisizione è condizionata dal fatto che ogni azione è da mettere in corrispondenza ad altre azioni. Attraverso l'esperienza del proprio interagire nel mondo e con gli altri si scoprono i concetti di differita, contemporaneità e simultaneità.
Sono movimenti in differita quelli che vengono posti in relazione ma che avvengono in tempi diversi, quando si compie un'azione sulla base di ciò che è già avvenuto o della previsione di ciò che dovrà accadere. Eseguire prima un movimento e poi un altro permette di fare l'esperienza del verso del tempo. Per esempio, sono successivi i movimenti del volteggio, nel quale prima si corre, poi si spinge sulla pedana e poi si salta. […]

Questo brano è tratto dalla tesi:

La ginnastica artistica nella scuola primaria. La tecnica per la crescita globale del bambino.

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Informazioni tesi

  Autore: Cristina Marras
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze della Formazione Primaria
  Relatore: Massimo Lanza
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 173

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Parole chiave

ginnastica
scienze motorie
educazione-fisica
ginnastica artistica
scuola primaria

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