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La componente motoria della sindrome dislessica e la sua manifestazione nel processo di apprendimento. Approfondimento di un caso specifico

La componente motoria della sindrome dislessica. Un caso specifico

Questo legame di interazione reciproca tra la dimensione motoria e quella cognitivo-linguistica, precedentemente approfondita attraverso le ricerche di Alberto Oliverio, è ben evidente nel caso specifico di un bambino seguito durante l'esperienza di tirocinio diretto. La prolungata attività di osservazione ha focalizzato la sua attenzione sul legame tra motricità/organizzazione spazi-temporale e le abilità esecutive inerenti la letto-scrittura.
L'esperienza diretta di osservazione ha evidenziato come la mancata stabilizzazione del processo di lateralizzazione corporea si sia manifestata visibilmente nell'incertezza del tratto grafo-motorio privo di fluidità e continuità, nella evidente pressione della mano sul foglio, nella difficile coordinazione oculo- manuale, negli smarrimenti grafici e cognitivi, con perdita dell'orientamento spazio-temporale nel foglio. Il soggetto seguito presentava evidenti disturbi a livello della coordinazione motoria e della organizzazione spazio-temporale con pronunciata dislateralità (nello specifico, lateralizzazione o dominanza laterale anomala nel senso di una dominanza laterale non stabilizzata).
L'osservazione del comportamento del soggetto ha evidenziato la presenza di sintomi disprassici (incapacità di allacciarsi le scarpe, difficoltà nello svolgimento di attività motorie che richiedevano di eseguire percorsi prestabiliti come il camminare lungo una linea palleggiando con una mano, incapacità di mantenere una direzione rettilinea, tendenza a muoversi in maniera disordinata, confusa, con evidente smarrimento cognitivo del compito in particolar modo quando esso prevedeva consegne plurime e l'esecuzione di azioni con il coinvolgimento degli schemi crociati).
Questa evidente carenza nella coordinazione e orientamento del proprio schema corporeo nello spazio e nel tempo si è poi manifestato nell'approccio al foglio in un gesto grafico motorio discontinuo, con pressione calzata della mano sul foglio, con direzionalità della scrittura da sinistra a destra spesso incerta.
A livello di produzione orale, il soggetto esaminato, dotato di rilevante intelligenza intuitiva, ha mostrato notevoli difficoltà nell'esposizione delle conoscenze acquisite e nella loro applicazione (pur avendo intuito la regola o il concetto) soprattutto quando
l'applicazione della regola o concetto richiedevano il rispetto di passaggi procedurali e sequenziali.
In questo contesto di anomala coordinazione motoria e di non corretta lateralizzazione corporea che si manifestava spesso con episodi di smarrimento cognitivo e di amnesie concettuali, ha assunto un ruolo di particolare rilievo la consapevolezza del soggetto dei propri limiti, consapevolezza però associata all'assenza di risorse alternative e soprattutto all'assenza di un contesto familiare di "cura" di supporto alla crescita.
Il bambino seguito durante l'esperienza di tirocinio presentava una immagine del sé fortemente negativa e avvilente che minava alla radice la motivazione allo studio e all'apprendimento autonomo cercando vie di fuga e di allontanamento dal compito assegnato e da certi contesti formativi. La componente psicologica e relazionale costituiva per il bambino un elemento di disturbo emotivo che si verificava con frequenti episodi di forte irrequietezza e facile stancabilità in tutte quelle attività che richiedevano la capacità di mantenere un'attenzione prolungata nel tempo e la memorizzazione di informazioni e consegne plurime, in particolar modo quando l'attività scolastica presupponeva il confronto e la collaborazione con i propri pari.
Il soggetto esaminato ha mostrato piena consapevolezza dei suoi limiti concernenti la difficoltà di memorizzare le informazioni articolate di una spiegazione oppure di una consegna ad esempio in un compito con indicazioni plurime. Il soggetto era consapevole anche della suo livello di stancabilità associato alla scrittura di parole soprattutto quando il compito scritto prevedeva un limite temporale entro il quale doverlo eseguire.
In quelle attività in cui il compito richiedeva la scrittura di un pensiero articolato o anche il titolo articolato di una consegna il soggetto reagiva con forte irritabilità, con comportamenti fortemente aggressivi, con gesti quali, ad esempio, strappare violentemente la pagina del quaderno, scarabocchiare il foglio con violenza, con giudizi negativi su di sé in cui si manifestava una forte demotivazione al compito assegnato, non per disinteresse ma per l'incapacità di rispettare scadenze temporali precise e l'incapacità di controllare la coordinazione occhio-mano nella copiatura alla lavagna. L'irritabilità poi si trasformava in disattenzione, in atteggiamento provocatorio nei confronti della classe e dell'insegnante generando un clima disturbato nel gruppo classe.

Questo brano è tratto dalla tesi:

La componente motoria della sindrome dislessica e la sua manifestazione nel processo di apprendimento. Approfondimento di un caso specifico

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Informazioni tesi

  Autore: Carla Giaccaglini
  Tipo: Tesi di Master
Master in Didattica e Psicopedagogia per i disturbi specifici di apprendimento
Anno: 2013
Docente/Relatore: Morena Muzi
Istituito da: Università degli Studi di Macerata
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 20

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Parole chiave

didattica
funzioni cognitive
disprassia
disturbi specifici di apprendimento
sindrome dislessica
scienze pedagogiche

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