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Il trasmesso televisivo: la televisione dei bambini

Bambini e la tv: caratteristiche e problematiche

Ogni bambino ha sicuramente un modo diverso sia di guardare la tv sia di decifrare ciò che vede. La percezione dei programmi non varia solo a livello individuale ma anche a livello sociale. La capacità semiotica dei bambini non è sempre la stessa, così come non tutti i bambini sono selettivi e interattivi allo stesso modo. Né tutti i programmi presentano lo stesso livello di significati e di valori culturali da recepire.

D'Amato ha individuato vari 'gradi' nella qualità dell'ascolto dei bambini nei riguardi della televisione:
1. La 'telepassione': quando i bambini ascoltano con attenzione massima il messaggio televisivo;
2. La 'teletappezzeria': quando la televisione fa da sottofondo ad altre attività come il gioco pomeridiano e rassicura con la semplice presenza;
3. La 'teletappabuchi' quella che si guarda in assenza di meglio da fare.

Non è questa la sede per approfondire il rapporto tra televisione e bambini da un punto di vista sociologico. Ma ai fini del nostro discorso, e di quello che sosterremo nel prossimo capitolo, è importante capire quali siano gli effetti di questo media sullo sviluppo intellettuale del bambino.
La televisione è uno strumento di facile accesso e dal linguaggio immediato, per immagini. Il bambino proprio grazie alla tv impara a sviluppare alcune attività mentali specifiche: impara ben presto, per decifrare il messaggio televisivo, l'attenzione visiva ed uditiva. Impara a differenziare i programmi di finzione da quelli della realtà e deve strutturare le informazioni che riceve nello spazio e nel tempo. È vero inoltre che i livelli di attenzione variano in base alla comprensibilità o all'interesse che il bambino ha per il programma che sta vedendo. Negli anni, si è fatta comunque strada tra i ricercatori, l'idea che la tv non catturi passivamente l'attenzione del telespettatore bambino, ma che al contrario questi impari a servirsi delle caratteristiche formali per cogliervi un contenuto informativo.

"I sistemi simbolici utilizzati dai media sviluppano capacità specifiche. Il telespettatore deve mettere in atto alcune operazioni mentali per estrarre delle conoscenze dai messaggi codificati e, facendolo, interiorizza l'elemento simbolico e sviluppa la facoltà mentale che gli corrisponde (Salomon 1981). Sono determinanti a questo proposito le condizioni di ricezione; molti psicologi cognitivisti hanno dimostrato che la comprensione dell'immagine non è più facile di quella della lingua, e che necessita di molti livelli operativi (Deleuze, Denis). La novità è perciò nel concepire la televisione non più solamente come una finestra sul mondo delle conoscenze, ma come un nuovo modo di pensare il mondo."

Sempre aiutandoci con un altro lavoro di D'Amato vediamo quali sono le caratteristiche principali della tv dei bambini (ci riferiamo alla tv vista dai bambini in età prescolare che è quella di cui ci occuperemo nell'analisi del capitolo successivo).
La caratteristica più evidente è senza dubbio quella della prevalenza dell'immagine sulla parola. Nella tv dei piccoli infatti spesso lo stesso concetto può essere percepito senza audio: attraverso le immagini e i gesti ed in particolare la fisiognomica dei personaggi un bambino individuerà lo stesso la collera, la bontà, l'ira, e così via; i volti dei personaggi infatti sono ben poco differenziati e possono essere catalogati in una decina di tipi.
Le trame non sono per niente complicate, d'altronde, spesso, specie per le storie indirizzate ai piccolissimi, si tratta di puntate che non durano neanche dieci minuti. Ad ogni puntata poi tutto ricomincia da capo, il tempo non avanza né continua mai ed anche lo spazio è immutabile.
Come abbiamo detto prima, non sempre poi i protagonisti sono umani, ma animali con caratteristiche antropomorfe che conducono uno stile di vita tipicamente umano.
Sicuramente una tipologia di cartone molto attuale oggigiorno predilige l'aspetto quotidiano rispetto ai mondi fantastici tipici dei cartoni anni '70 e '80.
Infine, specie nei cartoni animati per i più piccoli, in ogni episodio vi è comunque un contenuto morale o didattico: il bambino impara 'attraverso' il suo eroe cosa è giusto o non è giusto fare.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il trasmesso televisivo: la televisione dei bambini

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Informazioni tesi

  Autore: Cinzia Profita
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filologia Moderna e Italianistica
  Relatore: Luisa Amenta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 153

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