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Riscrivere la storia: ''Manituana'' di Wu Ming e il romanzo neostorico italiano

Pulsione negromantica

I presupposti oggettivi dai quali si diramano e sviluppano le narrazioni del romanzo neostorico, italiano e non, sono principalmente, ma non esclusivamente, due.
Il primo è il risultato dell'analisi strutturale di ciò che è la Storia, intesa come narrazione istituzionalizzata. La Storia, che si considera e fa considerare legittimamente veritiera, e che si diffonde e tramanda attraverso pratiche e logiche caratteristiche del sempre presente potere costituito, per sua stessa strutturazione esclude, oblìa o nega trattazioni e narrazioni che vadano in direzioni altre, siano esse parallele o contrarie rispetto al racconto impostato e imposto. Questa determinata conformazione, rigenerantesi attraverso il ricorso all'accettazione coatta del consenso nei sui confronti, dimentica, per sua stessa definizione, narrazioni che in qualche modo incrinino, rinarrino o a volte capovolgano il racconto convenzionale dei fatti. L'opera storiografica ufficiale volontariamente crea delle zone d'ombra, delle opacità, delle riflessioni e dei racconti sommariamente imprecisi da un punto di vista empirico perché essa stessa è una narrazione, o per meglio dire, il risultato intrecciato in narrazione di una precisa scelta di commistione tra documentazione archivistica, fonti che per loro stessa natura sono racconti e prassi di scrittura storiografica compiuta dallo storico di professione. È quest'area oscura e marginale l'oggetto di studio degli scrittori di romanzi neostorici.
Il secondo presupposto è dato dalle riflessioni sviluppatesi successivamente al linguistic turn avvenuto negli anni '60, brevemente riassumibile come la constatazione teorica e pratica dell'impossibilità di comunicare attraverso il linguaggio fatti e stati in un'ottica referenziale. Dopo tale punto di rottura vengono di conseguenza messi in crisi, se non demistificati dal dibattito critico generatosi a partire da esso, i concetti di "realismo ingenuo" ed evento storico, mostrando come se precedentemente a tale momento di svolta fosse oggettivamente determinabile la differenza tra l'opera storiografica e quella letteraria, in base a precise convenzioni di stampo positivista e modernista, successivamente tale distinguo sia, ad oggi, impraticabile. Viene dunque a mancare la contrapposizione tra fatto e finzione, collocando consequenzialmente l'opera storiografica dentro ad un insieme potenzialmente infinito di narrazioni dall'uguale peso specifico ai fini del raccontare la realtà. A tale supposta impraticabilità discriminatoria e alla deriva soggettivista della narrazione storiografica è posto rimedio, nelle pratiche di scrittura di romanzi neostorici, ricorrendo alla stipulazione di un "patto narrativo", dato per scontato nel romanzo storico, tra autore e lettore. Secondo tale tacito, o meno, accordo, si dà al fruitore dell'opera, sia essa storiografica, letteraria o cinematografica, un racconto dei fatti storici narrati attraverso una determinata mescolanza di elementi fattuali e finzionali che egli o ella potrà considerare, in base alla propria conoscenza e coscienza storica nonché agli altri materiali narrativi fruiti in precedenza o in parallelo, veritiero o meno. Inoltre, alle precedentemente esposte problematiche si può ovviare altresì con un'analisi dell'efficacia performativa del testo preso in esame, verificandone innanzitutto la coerenza interna, ed utilizzando parametri esterni, uno dei quali può essere la comparazione con altre opere trattanti gli stessi argomenti o l'analisi quantitativa in relazione allo specifico successo editoriale ottenuto, allo scopo di stabilire empiricamente il livello qualitativo dell'opera, e di giudicarla e criticarla con criteri pressoché oggettivi.
Partendo da questi due presupposti si sviluppano dunque le narrazioni caratterizzanti il romanzo neostorico, opere che rischiarano le zone d'ombra generate dalla storiografia istituzionalizzata attraverso pratiche di scrittura generanti elementi storici e narratologici veri, finti o falsi. La finzione nei romanzi neostorici, oltre ad essere un espediente letterario atto alla prassi narrativa, è inoltre una condizione necessaria dalla quale non è possibile emanciparsi, essendo gli oggetti delle narrazioni posti in posizione anacronistica rispetto al momento in cui tali narrazioni vengono performate. [...]

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Riscrivere la storia: ''Manituana'' di Wu Ming e il romanzo neostorico italiano

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Gasparini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lingua e Cultura Italiana
  Corso: Linguistica
  Relatore: Giuliana Benvenuti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 177

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