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Incidenti a rischio biologico in ambito sanitario: revisione della letteratura

Rischio Biologico

Con Rischio Biologico (RB) si indica la possibilità di contrarre problematiche di salute secondarie all'esposizione ad agenti biologici, intesi come microrganismi, colture cellulari ed endoparassiti umani che potrebbero provocare infezioni, allergie o intossicazioni. Tale tematica ha rilevanza soprattutto negli ambienti di lavoro sanitari, a causa dell'elevato numero di lavoratori, studenti tirocinanti e specializzandi potenzialmente esposti, dove vi è una più alta possibilità di trasmissione a terzi (operatore-paziente ed operatore-operatore). Oltre a queste motivazioni ve ne sono altre legate agli elevati costi complessivi, quali quelli dovuti alle analisi eseguite sul personale in seguito all'esposizione, alle analisi eseguiti sul paziente-fonte e all'inserimento nelle dotazioni di misure preventive; infatti in Italia vengono spesi oltre 100.000 euro all'anno per la gestione delle conseguenze delle punture accidentali. Le malattie legate a questa via di trasmissione sono numerose, ma quelle con maggiori problematiche correlate sono quelle causate dalla trasmissione dei virus HIV, HBV e HCV. Esse risultano essere monitorate maggiormente a causa delle gravi ripercussioni sulla salute degli operatori, rilevanti non solo a livello di salute ma anche a livello sociale ed economico. Le evidenze sul RB oggi impongono la necessità di insistere nella ricerca di miglioramenti tecnici e nell'aggiornamento della buona prassi. Le vie di trasmissione degli agenti biologici sono molteplici: per contatto, droplet, aerea, tramite vettori, tramite veicoli.

• La via per contatto implica il contatto fisico tra le superfici di due corpi diversi con trasporto di microrganismi dalla superficie contaminata a quella non contaminata.

• La contaminazione per droplet avviene quando la persona contaminata tossisce, starnutisce o parla: le goccioline contenenti agenti biologici, troppo pesanti per rimanere sospese nell'aria, raggiungono il ricevente (fino ad un metro di distanza) e si depositano sulle congiuntive, sulla mucosa nasale o sulla mucosa orale.

• Per via aerea particelle piccole (<5 micron) rimangono sospese nell'aria e contaminano il ricevente tramite inalazione.

• Per contaminazione tramite vettori si intende il contatto con insetti o animali a loro volta contaminati che trasmettono i microrganismi al ricevente (ad esempio per contatto con le mosche, o per punture di zanzara).

• Nella contaminazione tramite veicoli il microrganismo viene trasportato sul ricevente tramite oggetti contaminati come alimenti, medicazioni, attrezzature e presidi.

La via di contaminazione più rilevante nel campo sanitario è quella tramite veicoli, attraverso la quale vengono trasmessi gli agenti biologici più pericolosi (HIV, HBV e HCV). Gli infortuni a RB avvengono per contatto diretto e attraverso veicoli: quando un operatore sanitario si taglia/punge con uno strumento sporco di sangue (incidente percutaneo) e/o quando uno schizzo di sangue o di un altro liquido biologico di un paziente va a colpire gli occhi o un'altra mucosa dell'operatore (incidente mucocutaneo). In Italia sul totale degli incidenti a rischio biologico circa il 25% avvengono per esposizione mucocutanea mentre il 75% per esposizione percutanea. Nel tempo sono stati compiuti diversi studi, da enti nazionali ed internazionali, al fine di osservare il fenomeno e trovare strategie per far fronte al rischio. Alcune di queste enti sono i Centers for Desease Control and Prevention (CDC) di Atlanta (Georgia, USA), la cui mission è di proteggere l'America dalle minacce alla salute, combattere le malattie e sostenere cittadini e comunità a fare lo stesso; il National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH) è una parte dei CDC e si occupa della salute sui luoghi di lavoro; il GERES (Groupe d'Etude sur le Risque d'Exposition des Soignants), è un'associazione francese fondata nel 1991 che si prefigge di aggiornare gli operatori sanitari sul tema della conoscenza e della prevenzione dell'esposizione al rischio biologico; l'AIRESPSA (Associazione Italiana dei Responsabili e Addetti Servizi Prevenzione e Protezione in Ambiente Sanitario) vuole tenere aperto il confronto tra le molte esperienze acquisite in questi anni tra gli addetti e responsabili dei Servizi Prevenzione e Protezione, per promuovere ed organizzare momenti formativi volti alla diffusione delle conoscenze tecniche, scientifiche e gestionali per la sicurezza in ambienti di vita e di lavoro, così da valorizzare la sicurezza dei lavoratori nella sanità come elemento fondamentale; l' HOSPEEM (European hospital and healthcare employers' association), che raggruppa a livello europeo le associazioni nazionali finalizzate alla promozione della salute al fine di coordinare opinioni e azioni in un contesto di continuo sviluppo del settore sanitario. Uno degli studi più importanti in Italia è stato attivato nel 1986 ed è attivo tutt'oggi: si tratta di uno studio di monitoraggio degli incidenti a rischio biologico negli operatori sanitari denominato SIROH (Studio Italiano sul Rischio Occupazionale da HIV), coordinato dal Servizio di Epidemiologia dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive "L. Spallanzani". Nel SIROH vengono raccolti i dati di ogni infortunio, comprese le modalità dell'incidente e la sierologia aggiornata di ogni infortunato.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Incidenti a rischio biologico in ambito sanitario: revisione della letteratura

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Informazioni tesi

  Autore: Sebastiano Marconato
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Giorgio Zanella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 34

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Parole chiave

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