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Il Project Financing in tempi di crisi della finanza pubblica: riflessioni ed evidenze alla luce del caso del Comune di Cerreto di Spoleto

La crisi dei conti pubblici e lo sviluppo della finanza innovativa

I minori trasferimenti, le tasse in crescita da girare allo Stato e gli investimenti fermi rendono molto faticosa la quadratura dei conti negli Enti locali. Il patto di stabilità è un vincolo pesante soprattutto per i piccoli paesi che faticano a fare programmazione. I piccoli comuni, inseriti nel patto di stabilità a partire dal 2013, sono quelli maggiormente sofferenti. Questi vincoli penalizzano le amministrazioni che già presentano grandi difficoltà.
Alla luce della recente crisi economica, il patto di stabilità interno viene visto ma molti sindaci, parti sociali e imprenditori come un freno allo sviluppo e alla crescita in quanto condiziona la spesa per investimenti nelle pubbliche amministrazioni e la capacità e la velocità di pagamento alle imprese. Di fatto, il patto pone molti enti davanti al paradosso di avere liquidità e non poter saldare i propri debiti per il rispetto dei vincoli di cassa. La conseguenza più dannosa in prospettiva è la notevole riduzione degli investimenti del 21% dal 2008 al 2010.
La sana gestione finanziaria rappresenta una condizione di operatività degli enti locali, che diventa sinonimo di sostenibilità finanziaria delle stesse amministrazioni locali, in mancanza della quale si perviene al cosiddetto "dissesto finanziario" (conosciuto anche come "financial distress"). Esso si verifica quando gli enti locali non sono più in grado di garantire i servizi di base ai propri cittadini o sono insolventi e decreta il commissariamento da parte del governo centrale e la conseguente sospensione temporanea dell'autonomia finanziaria e organizzativa.
Tali problematiche hanno spinto, le aziende pubbliche, in quanto tali, a sperimentare strumenti gestionali basati su criteri economico-aziendali per responsabilizzare maggiormente gli amministratori e i dirigenti pubblici nella gestione delle risorse finanziarie. L'autonomia gestionale, cioè l'autonomia nella produzione e nella distribuzione dei servizi a favore dei cittadini e delle imprese presenti sul territorio non prescinde dall'autonomia finanziaria, che definisce l'incidenza delle entrate proprie sul totale delle entrate complessive. Raggiunta la propria autonomia finanziaria gli enti locali, pur mantenendo la propria indipendenza, non devono staccarsi dall'apparato centrale, ma devono, tutelare la propria individualità sia nella
gestione della propria attività e nella produzione dei servizi, che nella raccolta ed utilizzazione delle risorse finanziarie.
L'approccio gestionale ha radicalmente mutato il ruolo del management pubblico riguardo alla gestione finanziaria, richiedendo un maggiore impegno di quest'ultimo nella pianificazione del fabbisogno finanziario dell'ente locale sulla base degli interventi da realizzare e sulla base delle entrate programmate, a mantenere una soglia di liquidità necessaria a far fronte alle spese correnti dell'ente, a verificare la convenienza economica finanziaria dell'ente, tenendo conto anche del costo-opportunità di un intervento. Momento centrale della gestione finanziaria diventa, quindi, la pianificazione del fabbisogno finanziario dell'ente locale sia con riguardo alla pianificazione operativa dell'ente, sia con riguardo alla pianificazione strategica effettuata dall'organo esecutivo. Il secondo momento è rappresentato dalla scelta delle fonte di finanziamento attraverso calcoli di convenienza economica. Su tale scelta incide fortemente il Patto di Stabilità, il quale richiede un equilibrio della struttura finanziaria e prevede, per il triennio 2011-2013, un saldo di competenza mista non inferiore al valore delle propria spesa corrente media registrata negli anni 2006-2008 moltiplicata per una percentuale fissata per ogni anno del triennio. Il saldo finanziario calcolato in termini di competenza mista è costituito dalla somma algebrica degli importi risultanti dalla differenza tra accertamenti e impegni, per la parte corrente, e dalla differenza tra incassi e pagamenti per la parte in conto capitale, al netto delle entrate derivanti dalla riscossione dei crediti e delle spese derivanti dalla concessione di crediti. Solo attraverso il rispetto di tali vincoli è possibile garantire con il reperimento delle risorse finanziarie il raggiungimento dell'equilibrio finanziario dell'ente. La programmazione finanziaria, tuttavia, non è esaustiva e richiede il supporto di un sistema informativo in grado di garantire un continuo e tempestivo scambio di informazioni indispensabili per il monitoraggio e il coordinamento dell'intero funzionamento dell'ente.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il Project Financing in tempi di crisi della finanza pubblica: riflessioni ed evidenze alla luce del caso del Comune di Cerreto di Spoleto

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Informazioni tesi

  Autore: Valentina Passeri
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Luca Bartocci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 249

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