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Cartografia storica e GIS per l'analisi dell'evoluzione del territorio rurale

Interpretazione dei dati cartografici

Contemporaneamente all’operazione di digitalizzazione delle immagini raster, è di fondamentale importanza assegnare ad ogni elemento vettoriale un attributo “descrittivo” che vada a delineare le caratteristiche di quell’ “oggetto” o di quella porzione di territorio (Figura 29).

Questa operazione è chiamata fotointerpretazione. Con questo termine si intendono tutte quelle azioni che riguardano la codifica delle forme del territorio (naturale e antropico) attraverso l’analisi di immagini aeree o satellitari. Molto semplicemente bisogna interpretare ciò che è presente sulle mappe avvalendosi di tutta la cartografia disponibile. L’integrazione tra i diversi dati, l’osservazione e la conoscenza diretta del territorio, sicuramente facilitano e rendono più accurata l’analisi.

Ovviamente, soprattutto in studi che si basano sul confronto dell’uso del suolo di periodi diversi, è necessario uniformare le informazioni che si ricavano dalla fotointerpretazione.

Questo vuol dire che le tipologie scelte per rappresentare e descrive il territorio devono essere le stesse. Nel presente lavoro ci si è avvalsi delle numerose e dettagliate descrizioni fornite dal progetto Corine Land Cover. Utilizzando gli stessi criteri di analisi è possibile confrontare successivamente i dati ricavati.

Nonostante gli ottimi risultati ottenibili dalla fotointerpretazione, per avere un grado di dettaglio che permetta di valutare perfettamente la trasformazione del territorio, risulta di fondamentale importanza la conoscenza diretta del territorio al fine di poter distinguere anche quelle tipologie territoriali non desumibili dalla sola analisi fotointerpretativa. I casi più importanti e rappresentativi di quanto appena esposto sono riscontrabili nell’identificazione delle diverse tipologie di coperture forestali, tra i diversi tipi di seminativi e tra le zone di transizione. Quindi alla fase di fotointerpretazione bisogna associare anche una di sopralluogo, controllo a terra e verifica finale, così da definire in modo chiaro la situazione attuale del territorio.

Nell’analisi dell’uso del suolo per i periodi pregressi, invece, ci si può avvalere solamente delle diverse mappe e della loro combinazione e (come nel caso di quelle storiche) documenti d’archivio.
Il controllo a terra può essere facilitato dall’impiego di uno strumento GPS così da avere informazioni georeferenziate qualora si voglia individuare precisamente sulle mappe le zone controllate. Inoltre l’osservazione da punti panoramici e annesse foto possono senz’altro essere d’aiuto soprattutto nel caso di aree difficili da raggiungere.

L’accuratezza dei risultati derivanti da questa fase dipendono sia dalla fotointerpretazione che dalla delimitazione dei poligoni che, oltre a ricalcare esattamente l’area, dovranno essere perfettamente combacianti così da non inficiare le elaborazioni successive. In questa tesi è stato impiegato un approccio diverso per ognuno dei quattro periodi analizzati data la diversa cartografia di base.
In questo modo ogni fotointerpretazione è stata effettuata tenendo conto delle diverse informazioni presenti; solamente nella fase finale si sono combinati i dati in modo tale da avere per ogni anno di riferimento le stesse categorie di uso del suolo.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Cartografia storica e GIS per l'analisi dell'evoluzione del territorio rurale

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Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Cillis
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi della Basilicata
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze Forestali ed Ambientali
  Relatore: Carlo Manera
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 143

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Parole chiave

gis
territorio
basilicata
rurale
uso del suolo
land cover
analisi ambientale
cartografia storica
land use
historical cartography

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