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La rappresentazione dell'astronave: quando la fantasia supera la scienza - un excursus che coinvolge le visualizzazioni grafiche delle astronavi nel cinema e in altre arti

L'Astronave Cinematografica

Il termine astronave non deriva dal latino perché il termine è stato coniato non molti anni fa. Comunque possiamo analizzarne le componenti astro + nave. Astro deriva dal latino "Astrum", stella, cielo. Nave invece dal latino "nāvis" ovvero nave per mare, nave leggera, nave da carico, ammiraglia o anche nave da guerra. Era comunque un termine generico in cui si designava un'imbarcazione lignea, di un certo tonnellaggio adatta alla navigazione marittima. L'unione dei termini astrum + nāvis formano un significato diverso: un mezzo di trasporto di diverse tonnellate, in grado di trasportare gli esseri umani attraverso il cielo. La nave nella storia umana è stata un mezzo che ha permesso di superare il limite del mare. E nel nostro caso sarà un mezzo di trasporto che permette di superare il limite del cielo o come diremmo ai nostri giorni: il limite dello spazio. L'astronave è un veicolo con equipaggio umano, destinato a compiere voli interplanetari e con grandi distanze. Questo termine è nato nella fantascienza. Il velivolo spaziale o navicella spaziale sono più comunemente definiti tutti i mezzi che fino ad oggi l'uomo ha costruito per poter andare nello spazio. Quindi lo Space Shuttle non è un'astronave ma è un velivolo spaziale. Da questa premessa possiamo distinguere due componenti importanti: l'astronave e il velivolo spaziale. Una è composta dalla fantasia verosimile o dalla fantasia futuristica o anche immaginazione fantastica. L'altra è la realtà che l'uomo ha costruito nel mondo odierno e nel reale. L'astronave fa parte della fantascienza. Per come le vediamo noi nel cinema: le astronavi sono dei mezzi di trasporto di grosse dimensioni: sono autonomi nello spazio, possono partire da un pianeta, volare e riatterrare con le proprie forze. Oppure possono essere astronavi ammiraglie di vaste dimensioni che non atterrano mai sulla superficie di un pianeta ma lasciano scendere le loro "scialuppe" e quindi astronavi minori su di esso. Perché più grande è il peso e la maestosità dell'astronave e più energia ci vuole per farla sollevare dal suolo e raggiungere la velocità di fuga di un pianeta. Nella fantascienza ci si pone il problema del funzionamento del proprio mezzo per renderlo verosimile, e quindi si crea una sorta di finta scienza moderna al suo interno basata su nuove teorie e nuove invenzioni per rendere credibile quel mondo. In altre storie invece il funzionamento di esse non viene nemmeno toccato. Più o meno veloci della luce, le astronavi cinematografiche sono sempre ricche di nuove tecnologie. Dai monitor computerizzati agli schermi olografici. Dai Joistick per comandare la direzione di volo a sensori di movimento delle mani. Da scudi protettivi, motori per viaggiare nell'iperspazio (più veloce della luce) a viaggi più lenti con navi contenenti moduli per l'ibernazione dell'umano. La fantascienza ha pensato davvero a tutto. In ogni caso vedremo analizzate le componentistiche nel prossimo capitolo.

Questo brano è tratto dalla tesi:

La rappresentazione dell'astronave: quando la fantasia supera la scienza - un excursus che coinvolge le visualizzazioni grafiche delle astronavi nel cinema e in altre arti

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Informazioni tesi

  Autore: Antonio Losa
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM)
  Facoltà: Comunicazione, Relazioni pubbliche e pubblicità
  Corso: Televisione, Cinema & Nuovi media
  Relatore: Diego Cassani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 297

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