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Suzanne Santoro. Per una espressione nuova.

La censura di Towards New Expression

Un vero e proprio atto di censura viene operato nel 1976 dall’Arts Concil of Great Britain a Londra nella mostra Artist Book dove il libro di Suzanne Santoro, Per una nuova espressione - Towards New Expression, viene incluso nel catalogo, ma escluso dalla mostra.

Il libro, la cui lettura veniva vista in chiave pornografica, attribuiva all’artista uno squallido tentativo di contrapporre al fallo la clitoride, interpretazione più che mai lontana dalle intenzioni di Suzanne Santoro che, invece, aveva del sesso femminile un’immagine rigorosa e poetica, volta a far riemergere quell’iconografia repressa nel corso della storia.

In merito a tale vicenda Rozsika Parker pubblicò in un articolo il suo dissenso a questo rifiuto. La Parker non poteva accettare che alla mostra fosse inserito il libro dell’artista britannico Allen Jones rifiutando, invece, quello di Suzanne Santoro.
Allen Jones, si era contraddistinto sin dai suoi esordi per un atteggiamento provocatorio, proprio della pop art britannica, che si concretizzava nello studio del corpo femminile e dell’erotismo come fenomeno di massa.
La sua era una donna vista con gli occhi di un uomo, esplorata in tutte le diverse forme di feticismo fino a diventare un feticcio d’arredo sadomaso.

Il problema dell’ACGB (L’Arts Council of Great Britain) non erano le illustrazioni del libro, Per una nuova espressione - Towards New Expression, ritenute oscene, ma il pericolo che rappresentava il libro nei confronti di quell’istituzione patriarcale, che non poteva accettare la visione dei genitali femminili in un contesto più che mai fallocentrico.

Suzanne Santoro voleva decodificare la sintassi sessuale e il suo lavoro veniva associato alle scoperte di Lucy Irigaray.
Questo lavoro si colloca in un periodo interessante della storia del movimento femminista, lavoro che suscita in quegli anni forti reazioni. Tuttora come allora emergono gli stessi pregiudizi.

In merito è giusto porsi degli interrogativi. Forse è la paura di andare controcorrente? Forse è troppo difficile abbattere dei cliché da sempre ritenuti ovvi?

Solo le donne come Suzanne Santoro hanno saputo combattere coraggiosamente contro retaggi radicati da secoli nell’immaginario collettivo. Questa artista ha voluto prendere parte a questa rivoluzione attivamente, percorrendo la strada più lunga e tortuosa e non ha saputo resistere a quel richiamo di giustizia.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Suzanne Santoro. Per una espressione nuova.

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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Vitagliano
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Storia e Conservazione dei Beni Culturali
  Relatore: Carla Subrizi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 114

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