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L’acquifero confinato in ghiaie della Pianura di Pisa: nuovi dati idrogeologici e geochimici prodotti nell'area costiera e valutazioni sul fenomeno dell’intrusione marina.

Primo acquifero confinato in ghiaie

l primo acquifero confinato in ghiaie, oggetto anche di questo studio, è contenuto nei livelli clastici dei “Conglomerati dell'Arno e del Serchio da Bientina e rappresenta la risorsa idrica più importante sia per la quantità che per la qualità delle acque che circolano in esso; è costituito da ciottoli e ghiaie di dimensioni e litologia differente, immersi in una matrice sabbiosa in varie proporzioni, talvolta intercalati a livelli francamente sabbiosi (Baldacci e al., 1994).

L'acquifero è caratterizzato da un buon grado permeabilità primaria con valori (k) dell'ordine di 10-3 e 10-2 m/s (Gegliardi e Raggi, 1985) e ciò lo rende idoneo e desiderabile per lo sfruttamento da parte delle aziende agricole e industriali dell'area pisana. L'ambiente deposizionale è strettamente fluviale e più precisamente è riferibile ad alvei di tipo fiumara con depositi prevalentemente ghiaiosi e sabbiosi (Trevisan e Tongiorgi, 1953).

Dall’osservazione della carta e delle sezioni che Butteri e al. (2009) hanno elaborato riguardo alla porzione meridionale della Pianura costiera Pisana (figura 8.1), si può notare che le ghiaie non presentano mai spessori superiori a 10 metri (figura 8.2).
In particolare nel settore meridionale dell’area di studio (compreso tra Tirrenia, Tombolo e Calambrone) esse si trovano in livelli presumibilmente continui, su profondità tra 50 e 100 metri (figura 8.1, sezioni 2, 3, 4 e 5); verso Nord (figura 8.1, sezioni 1 e 4) si individua nuovamente una certa continuità di un livello ghiaioso intorno alla profondità di 100 metri, mentre a profondità inferiori le ghiaie non rappresentano un unico acquifero continuo, ma l’inviluppo di più corpi alluvionali di minori dimensioni con geometria lenticolare.

In diverse aree della pianura, come nei pressi di S. Piero a Grado (sud -ovest di Pisa), discontinui livelli argillosi sono interposti tra l’acquifero in sabbie, alimentato anche attraverso il complesso sistema di dune, e quello sottostante in ghiaie; sono quindi
possibili collegamenti idraulici, più o meno diretti, tra i due acquiferi principali, anche per fenomeni di drenanza attraverso gli strati semipermeabili e di limitato spessore, che li separano.

Essendo questo acquifero molto disomogeneo, è difficile stabilirne un valore preciso riguardo gli spessori (vedi figura 8.2); in generale nella pianura variano fra i 2 e i 10 metri, mentre sul bordo delle Colline Pisane e in prossimità delle conoidi in corrispondenza dei Monti Pisani raggiungono talvolta anche i 10-15 m (Baldacci e al., 1994).

Questo brano è tratto dalla tesi:

L’acquifero confinato in ghiaie della Pianura di Pisa: nuovi dati idrogeologici e geochimici prodotti nell'area costiera e valutazioni sul fenomeno dell’intrusione marina.

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Informazioni tesi

  Autore: Daniele Neri
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze Geologiche
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 182

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Parole chiave

acquifero
intrusione salina
indagine geochimica
indagine idrogeologica

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