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Revisione di uno strumento di valutazione del rischio di cattivo sonno dell'anziano: la scala Biazzi

Il sonno in casa di riposo

Negli anziani istituzionalizzati i disturbi del sonno notturno sono prevalenti e più gravi rispetto a chi vive in comunità. Quasi due terzi dei residenti avvertono disturbi del sonno, spesso non diagnosticati e trattati.
Il sonno notturno è altamente frammentato, non si concentra nelle ore notturne, ma si distribuisce nell'arco delle 24 ore. In uno studio effettuato in 200 case di cura, le persone raramente erano completamente sveglie o completamente addormentate per un'ora intera durante le 24 ore, si sono addormentate in media 22 volte durante la giornata, per un totale di 2 ore di sonno, sonnecchiano durante l'attività e non insolito, durante i pasti, le visite e le attività ricreazionali.
In 10 case di cura inglesi il tempo medio trascorso a letto durante la notte era di quasi 11 ore e in altrettante 10 strutture i residenti spendono più di 11 ore a letto per notte, in particolare gli anziani dipendenti. Tuttavia sarebbe erroneo equiparare le ore spese a letto con lunghi periodi di sonno, la maggior parte dei residenti partecipanti riferiscono di spendere un numero di ore di veglia a letto ogni notte.
Il tempo a letto durante il giorno risulta elevato: uno studio osservazionale condotto in 8 istituti diversi, in un totale di 230 residenti, riferisce che i residenti tornano a letto verso le 14-15 del pomeriggio e lì rimangono fino al mattino successivo.
In un altro studio il riposo pomeridiano dura dalle 13:30 alle 16:00.
I residenti spendono 1/3 della loro giornata a letto nella loro stanza (69%) e il 60% di essi hanno disturbi del sonno, nell'83% dei casi passano il loro tempo da soli e solo il 13% occupa il loro tempo in attività sociali.
Bassa o addirittura nulla è l'esposizione alla luce brillante. La mancata esposizione alla luce giornaliera può causare notevoli problemi del sonno, essendo la luce il più forte spunto ambientale di regolazione dei ritmi circadiani.
Dall'altra parte la stanza di degenza durante la notte, spesso non è sufficientemente buia, con la possibilità di sopprimere la secrezione endogena di melatonina, alterando il ritmo circadiano. Spesso la causa deriva dal comportamento del personale sanitario, che durante il controllo accende la luce principale e determina un altro fattore di disturbo: il rumore (Vedi "Inquinamento acustico" Pag.13).
Le cure per l'incontinenza e il monitoraggio sono le cause principali del risveglio notturno: che avviene nel 65%.
Il monitoraggio notturno viene effettuato indistintamente ogni 1-3 ore a cadenza regolare, con diverse modalità: dalla sola apertura della porta, all'avvicinarsi per controllare il respiro, alzare le coperte e valutare la condizione del panno e lo stato di continenza a tutti. Il cambio del panno viene eseguito anche se il rilevatore non indica la necessità di sostituzione e se non c'è la richiesta da parte del residente.
La più alta probabilità di soffrire di un certo numero di condizioni mediche quali: dolore, tosse notturna, reflusso gastroesofageo, incontinenza, essere nelle ultime fasi di Parkinson e Alzheimer, presenza di frattura dell'anca, artrite cronica, depressione, ansia, esiti di un evento ischemico, sono tutti elementi che contribuiscono ad alterare il sonno fisiologico.
La presenza di depressione aumenta il rischio di insonnia (il 65% dei depressi ne riferiscono la presenza), a sua volta l'insonnia, aumenta del doppio, il rischio di sviluppare la depressione nei pazienti più anziani.
Comune in casa di riposo è la demenza (il 50% dei residenti soffre di demenza o ridotta capacità cognitiva). Con il progredire della patologia, la capacità di mantenere il sonno e la veglia viene compromessa, con conseguente alterazione del ritmo sonno/veglia, frammentazione del sonno, riduzione del tempo totale e dell'efficienza del sonno, riduzione della fase REM e fase 3/4, che nel caso più estremo può determinare vagabondaggio e confusione.
In uno studio condotto in 431 persone affette da diversi tipi di demenze, si evidenzia che il disturbo più frequente in questa popolazione sono le apnee ostruttive del sonno, presenti nel 60% dei casi, l'insonnia 49.9%, disturbo del comportamento del sonno 22.6%, sindrome delle gambe senza riposo 6.1%.

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Revisione di uno strumento di valutazione del rischio di cattivo sonno dell'anziano: la scala Biazzi

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Informazioni tesi

  Autore: Valentina Xotta
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Sonia Marcante
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 73

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Parole chiave

demenza
casa di riposo
anziano
insonnia
sonno

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