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Cure di fine vita: Migliorare la qualità dell'assistenza e il benessere dell'infermiere che accompagna

L'Hospice

Il termine inglese "hospice", indica un centro residenziale di cure palliative.
Esso rappresenta quindi una struttura sanitaria residenziale per malati terminali. Si tratta di un luogo d'accoglienza e ricovero temporaneo, nel quale il paziente viene accompagnato nelle ultime fasi della sua vita, con un appropriato sostegno medico, psicologico e spirituale, affinché le viva con dignità, nel modo meno traumatico e più dignitoso possibile.
L'hospice è inteso come una sorta di prolungamento e integrazione della propria dimora e include anche il sostegno psicologico e sociale dei famigliari del paziente; rappresenta dunque un approccio sanitario che garantisce un'assistenza non finalizzata alla guarigione fisica ma "al prendersi cura" della persona nel suo insieme. L'équipe multiprofessionale che opera all'interno dell'hospice, è costituita da medico, infermiere, psicologo, assistente sociale, assistente spirituale e volontario.
Gli hospice sono situati all'interno di strutture ospedaliere o sul territorio e possono essere gestiti da Aziende sanitarie o da associazioni di volontariato no profit convenzionate con le Aziende sanitarie. Al suo interno vengono effettuate prestazioni di ricovero diurno (day hospital e day hospice) e residenziale. Le stanze di degenza sono singole, dotate di bagno privato per assicurare la privacy e la tranquillità degli assistiti e di una poltrona letto che permette a un parente di passare la notte vicino al malato. Sono presenti inoltre comfort quali telefono, televisione, frigorifero e aria condizionata. Il paziente ha la possibilità, se lo desidera, di personalizzare la stanza con oggetti portati dal proprio domicilio. Generalmente, l'hospice comprende locali comuni come un soggiorno e una cucina dove i parenti hanno libero accesso. Non esistono orari di entrata e d'uscita e sono garantiti anche i pasti per gli accompagnatori. L'assistenza in hospice è gratuita ma l'accesso alla struttura avviene attraverso i reparti ospedalieri o dal domicilio tramite richiesta del medico curante. I famigliari o il paziente vengono poi contattati direttamente dal personale per definire la data prevista del ricovero.
Il movimento delle cure palliative in Italia è nato intorno al modello delle cure domiciliari in quanto questa fu la via più semplice, non solo per motivi economici (scarsità di risorse disponibili per le cure palliative), ma anche normativi (mancanza quasi totale di riferimenti legislativi che identificassero le caratteristiche dei reparti di degenza ad esse dedicate). Lo sviluppo dell'hospice in Italia è stato frenato inoltre da molte riserve, anche di tipo culturale.
Il primo di essi fu la "Domus Salutis" di Brescia nel 1987; alla fine degli anni novanta gli hospice si contavano ancora "sulle dita di una mano". Il vero cambiamento si ebbe grazie alla Legge 39 / 1999 che ha riconosciuto le cure palliative in Italia fornendo i primi finanziamenti per la costruzione di queste strutture. Questa legge ha contribuito allo sviluppo della rete degli hospice operativi nostrani, che sono diventati 175 nell'aprile 2010 e previsti 256 negli anni successivi. La disomogenea diffusione ne concentra però la maggioranza in Italia settentrionale e centrale, con scarsa presenza nel sud e nelle isole.

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Cure di fine vita: Migliorare la qualità dell'assistenza e il benessere dell'infermiere che accompagna

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Informazioni tesi

  Autore: Emanuela De Cicco
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Scienze Infermieristiche
  Relatore: Martina Bariola
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 129

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Parole chiave

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cure di fine vita
formazione in cure palliative
disagio psicologico care giver
burnout
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