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Sulla violazione delle norme antitrust nella U.E.: azioni risarcitorie e traslazione del danno.

Le conclusioni della “Antitrust Modernisation Commission”

Nel 2002, il Congresso degli Stati Uniti ha creato la Antitrust Modernisation Commission, un organo indipendente composto da dodici esperti, incaricato di esaminare lo stato della normativa antitrust americana raccogliendo le posizioni degli stakeholders e le proposte di riforma. Nel 2007, l'AMC pubblica il suo rapporto. Nel rapporto, l'AMC cerca di includere tutti gli aspetti rilevanti della legislazione nazionale in materia di antitrust, compresa la questione delle azioni risarcitorie promosse dagli acquirenti indiretti.
Nella sezione del rapporto riguardante le azioni risarcitorie degli acquirenti indiretti, l'AMC raccomanda in modo inequivocabile l'abolizione delle regole stabilite in Hanover Shoe e Illinois Brick “perché si possa estendere la legittimazione ad agire, al fine di ottenere il risarcimento per i danni subiti a seguito di violazioni della legge federale antitrust, sia agli acquirenti diretti che indiretti”.

Nonostante l'AMC riconosca in parte gli argomenti dei detrattori dell'Illinois Brick, come ad esempio quelli di alcuni deputati intenti a proteggere i consumatori, il suo ragionamento è in realtà fondato su di una base diversa e ben più limitata. Infatti l'elemento per cui principalmente l'AMC chiede l'abolizione di Hanover Shoe/Illinois Brick sono le complicazioni che dette regole implicano attualmente nel contenzioso in materia di risarcimenti antitrust. Siccome una larga maggioranza di stati riconosce la legittimazione agli acquirenti indiretti, e siccome la Corte Suprema ha riconosciuto tale pratica come conforme alla legge federale, molte class actions, che muovono dagli interessi di acquirenti indiretti, sono sentite davanti ad almeno due diverse Corti: una statale e l'altra federale. Allo stato attuale, gli acquirenti diretti cercano di incardinare l'azione secondo la legge federale e davanti a una Corte federale, mentre gli acquirenti indiretti tentano di basare l'azione sulla legge statale e di promuovere la stessa azione presso una Corte statale. In alcune limitate ipotesi previste espressamente dalla legge le cause aventi medesimo oggetto ma pendenti dinanzi a giudici diversi possono essere congiunte dinanzi al giudice superiore, cioè quello federale. Ma in generale quella della molteplicità giurisdizionale sembra rimanere la norma. Stante la separazione formale tra azione statale e azione federale non è da escludersi che il convenuto di entrambe le azioni si trovi a dover pagare alla fine dei due processi un risarcimento superiore al triplo del danno causato.

Sicuramente un altra via per risolvere la questione in parola sembrerebbe poi quella di modificare la legge federale in modo tale da imporre un divieto per gli acquirenti indiretti di ricorrere davanti alle Corti statali così da far salve le regole Hanover Shoe/Illinois Brick e da restituire coerenza al sistema. Tuttavia una soluzione di questo tipo sarebbe in tutta evidenza, come osserva anche la stessa AMC, contrastante col principio federalista per cui, se 35 stati si sono mossi nella direzione di riconoscere legittimazione agli acquirenti indiretti, il Congresso non può con una legge federale disattendere la linea tracciata dalla maggioranza degli stati.

In conclusione quindi, quella indicata dall'AMC come la soluzione auspicabile è senza dubbio frutto di un corretto bilanciamento. Perché, da un lato è volta ad impedire la duplicazione delle richieste risarcitorie e lo spreco di risorse giudiziarie, e dall'altro riafferma il principio della piena compensazione di tutte le vittime delle condotte anticompetitive, e il tutto lasciando inviolato il principio federalista.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Sulla violazione delle norme antitrust nella U.E.: azioni risarcitorie e traslazione del danno.

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Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Marotta
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Diritto Internazionale
  Relatore: Antonio Marcello Calamia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 119

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Parole chiave

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