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La sindrome del populismo. Il caso del Movimento Cinque Stelle

La mano invisibile della TV

La televisione, entrando prepotentemente nelle case degli italiani, ha cambiato fortemente il tessuto sociale e culturale prima, e il funzionamento della politica poi. Di essa è diventata il principale mezzo di comunicazione, informazione e suo palcoscenico, viene considerata come una fourth branch of governement o come the main source per l’elaborazione di un’opinione pubblica e la formazione politica degli elettori che oggi, però, vengono per lo più intesi dai politici come meri spettatori.

Viene meno, quindi, la teoria del mercato delle idee di stampo liberista, secondo la quale il cittadino, grazie all’accesso ad una pluralità di fonti informative e all’esposizione a opinioni differenti sulle questioni pubbliche, può formulare delle proprie idee e partecipare alla vita politica. Così i concetti di spazio pubblico e di sfera pubblica borghese della Arendt e di Habermas, modelli che ritenevano il cittadino informato, critico e facente parte di un·opinione pubblica attenta e consapevole, vengono oggi meno e, per lo stesso Habermas, l’avvento della televisione non realizzerebbe questa cittadinanza critica e informata in quanto i mezzi di comunicazione mutano i messaggi provenienti dal mondo politico per farli corrispondere ai propri interessi.

La centralità dei media nell·arena politica, fa sì che questi vengono ad occupare il ruolo di perno della comunicazione tra cittadini e sistema politico e ad essere visti come attori della comunicazione politica insieme a quest’ultimi. Oggi, quindi, la comunicazione politica è vista come un sistema di relazioni dinamiche tra questi tre attori: sistema politico, sistema dei media e cittadini-elettori. In base alle loro diverse interazioni si presentano quindi, diversi modelli di comunicazione politica, in particolar modo, il modello mediatico, preso qui in esame (Fig.1).

In questo modello il peso dei tre attori è sbilanciato, viene attribuito un valore aggiunto all’attore-media in quanto il suo peso risulta più forte degli altri. Secondo questo, infatti, la comunicazione/interazione politica tra i soggetti politici e i cittadini-elettori, avviene all’interno dei media che sono, non solo i canali, ma anche interlocutori di entrambi e che condizionano la natura dei loro rapporti in base a quella che chiamiamo media logic, o logica mediale, cioè il modo di confezionare la notizia secondo logiche di natura commerciale, economica e imprenditoriale e attraverso l·uso di tecniche specificatamente televisive. In particolare, qui ricordiamo i sound bites, delle brevi dichiarazioni, dei pezzettini di battute ad effetto o citazioni dei politici che seguono il ritmo incalzante delle news televisive e che hanno nel tempo sostituito la normale cronaca politica, riducendo lo spazio di visibilità di un politico a 9,8 secondi. Altra formula ê quella del panino, che si è sostituita al pastone e che consiste nel confezionare un servizio televisivo in cui il ruolo del pane e quello del companatico sono già in partenza assegnati: la prima fetta di pane, cioè il primo momento del servizio, spetta al governo, in mezzo, c'è l'opposizione, che in genere "attacca" e "contesta" e per ultimo si torna alla seconda fetta di pane, quella della maggioranza.

È, quindi, sul fenomeno della mediatizzazione che, negli ultimi anni, gli esperti si sono soffermati cercando di darne una definizione precisa. Così, per molti, mediatizzazione è sinonimo di potere dei media, o meglio, è l’insieme degli effetti empiricamente osservabili prodotti dai media sul sistema politico. Questi possono essere di due tipi: effetti mediatici ed effetti politici. Tra quelli mediatici, che riguardano il modo di comunicare la politica, ritroviamo la spettacolarizzazione, la frammentazione dell’informazione e la costruzione dell’agenda politica. In questo modo, si sono modificate le modalità di produzione, articolazione e diffusione del messaggio politico, tanto che oggi, la politica ha perso la sua dimensione sacrale, divenendo oggetto di spettacolarizzazione e dovendosi abituare ai nuovi parametri dei media.

È così mutato anche il discorso politico che, per poter essere trasmesso sui canali, deve basarsi sulle tecniche dell’intrattenimento, dello spettacolo e della pubblicità. Con l’effetto della frammentazione e in particolare con il sound bite, si è giunti alla banalizzazione della politica data proprio dalla drastica riduzione del suo peso sui media. Effetto di frammentazione accentuato, anche, dalla nascita della Tv digitale, poiché il moltiplicarsi dei canali, porta alla scissione del potere della tv oltre che alla scissione del pubblico, cosa che rende sempre più difficile per i politici conquistare visibilità e manipolare a loro favore l·offerta televisiva. Per ultimo, con i fenomeni dell’agenda setting e agenda building, si è arrivati al definitivo imporsi dei media sulla selezione dei temi sociali e politici da porre al centro del dibattito pubblico.

Gli effetti politici, invece, riguardano le conseguenze dell'influenza dei media e delle logiche produttive mediali sugli attori politici e sull'azione politica. Sono effetti questi, (cioè la personalizzazione, la leaderizzazione e la selezione delle élite politiche) che riguardano il diverso modo di oggi di concepire la politica e che hanno portato al proliferare del populismo anche grazie all'importanza attribuita alla singola persona, al suo essere telegenico e all’emergere di molte figure carismatiche intese come veri salvatori della patria. Così, quando il carisma diviene il principale indicatore con cui si giudica il valore e l’utilità politica, ê allora che il popolo si rispecchia in un leader che incarna i desideri della nazione ed è allora che compare lo spettro del populismo.

Questo brano è tratto dalla tesi:

La sindrome del populismo. Il caso del Movimento Cinque Stelle

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Informazioni tesi

  Autore: Federica Fabbri
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Claudia Gina Hassan
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 113

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