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Letteratura ai margini. Un sistema in squilibrio

L'estetica del lettore

Chi crea arte lo fa per vocazione, per un bisogno, per necessità di esprimersi, per affermare e divulgare idee, per riscrivere la realtà o per tutte queste ragioni messe insieme. Qualunque sia il motivo che spinge l'artista a comporre la sua opera, tale operazione di creazione trova il suo senso solo nel caso in cui sussista un determinato fattore: l'esistenza di un pubblico. Proviamo, dunque, a rovesciare la nostra prospettiva; osserviamo l'altro emisfero del mondo della produzione artistica: il fruitore. In questo cambiamento di prospettiva, passando, cioè, dal punto di vista della creazione a quello della ricezione, avviene qualcosa:

[…] aumenta la distanza che separa l'opera dal mondo di cui parla e sul quale agisce, perché ora viene percepita in maniera autonoma. Tale evoluzione è legata a sua volta al profondo mutamento che subisce la società europea in questo periodo.

«Ora», «in questo periodo» … A cosa si riferisce Tzvetan Todorov e a quale «evoluzione» fa riferimento? Per rispondere a queste domande occorre tenere presenti alcuni aspetti della riflessione e come essa si sia evoluta nel corso del tempo.
Fino al periodo precedente l'Illuminismo, i testi sull'arte erano in buona sostanza dei manuali d'istruzioni per scrittori, musicisti o pittori. Come nota Todorov, espressioni come «belle lettere» o «belle arti» derivano da una distinzione vaga e impalpabile tra arti aventi un'utilità pratica e arti più alte, e ci rimandano tuttora all'idea di una pratica artistica indifferenziata. Una distinzione decisa arrivò nel XVIII secolo col consolidamento di un nuovo concetto di arte, fondato appunto sull'aspirazione alla bellezza. Da quel momento in poi, l'arte si riconosce nel suo tendere al Bello. Non che gli uomini precedentemente non apprezzassero il bello, ma lo consideravano sempre in modo funzionale ad altro. È così che l'aggettivo «belle» non ha più motivo di precedere la parola «arti» in quanto le arti sono, con l'introduzione della nuova prospettiva, considerate per loro stessa natura belle.
In questo quadro l'artista perde l'aura di sacralità che lo aveva contraddistinto per secoli. Al centro del fenomeno della creazione dell'opera non c'è più tanto lui infatti, quanto l'opera stessa ed è l'opera ad acquisire sacralità in quanto essa tende verso l'Assoluto. Si ha un tendenziale rovesciamento del quadro: essendo l'opera ad essere contemplata, il punto di vista del fruitore acquisisce via via un'importanza primaria a discapito del punto di vista dell'autore. Conseguentemente a tale rovesciamento, il giudizio del destinatario diventa determinante. In quanto contemplatore di oggetti belli, il fruitore determina il successo o l'insuccesso, la riuscita o l'insuccesso di un'opera, ed è quindi il suo gusto che l'artista mira a soddisfare. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Letteratura ai margini. Un sistema in squilibrio

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Informazioni tesi

  Autore: Carla Rubino
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e letterature straniere
  Relatore: Mario Sechi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 52

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