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La presa in carico dei genitori con diagnosi di anomalia fetale riscontrata ecograficamente

L'attesa: i genitori immaginano il proprio figlio

Aspettare un figlio rappresenta per i genitori un percorso di scoperte e di aspettative.
Durante la gravidanza, la coppia si prepara ad accogliere un nuovo individuo nella propria vita: l'attesa e la speranza si concretizzano nell'immaginario dei genitori con la raffigurazione di un figlio immaginario. La possibilità di sostituire alla rappresentazione immaginaria un soggetto reale, si concretizzerà a pieno solo nel momento del parto. La coppia segue la crescita del proprio figlio attraverso i cambiamenti del ventre della mamma, sentendo i movimenti del feto e ascoltandolo.
Le percezioni della mamma rispetto al proprio bambino passano innanzitutto attraverso le sensazioni che questi le trasmette, muovendosi, sussultando, calmandosi e compenetrando la sua esistenza in quella materna. Per il padre la relazione con il bambino è meno fisica, ma certamente presente, inizialmente mediata dai cambiamenti corporei della madre, poi attraverso la percezione dei movimenti del bambino. Entrambi i genitori instaurano con il figlio un rapporto già a partire dall'attesa della sua venuta al mondo, percorrendo con lui un viaggio ricco di scoperte e rivelazioni. Le prove di realtà del figlio iniziano con la positività del test di gravidanza: da quell'istante la coppia inizia ad avvalersi di una possibilità tutta umana, quella di fantasticare il proprio figlio, un modo di gettare uno sguardo avanti nel futuro, recuperando saldi appoggi nel proprio passato individuale. Ogni donna gravida sperimenta la sensazione di una nuova vita che sta crescendo; una vita che si trova proprio lì dentro il suo corpo, che nella prospettiva di accoglierla al meglio, subisce modificazioni continue. È un processo che la donna non può controllare, sebbene lei possa ricercarlo e sentirlo, non ha il potere di controllarlo. Questa limitazione è quasi impensabile per la mente umana, che è abituata a figurarsi un progetto e ad entrare operativamente nella sua realizzazione, a costruire direttamente. La donna scruta il proprio corpo, osserva se stessa, prova a immaginare quel che avviene dentro di sé. Ma proprio perché è dentro di sé, non è controllabile. L'introduzione dell'ecografia in ostetricia ha segnato un passaggio epocale nella gestione della gravidanza, non solo dal punto di vista degli operatori, ma in particolare nella prospettiva dei genitori, che possono superare una barriera visiva che li separa concretamente dalla propria creatura.
Nel percorso che sostengono nei mesi precedenti al parto, la nostra società permette di fornire ai genitori delle immagini realistiche della crescita del proprio figlio, che nel contempo sono volte a verificare il corretto sviluppo del bambino e, accompagnate da analisi cliniche e da un'accurata anamnesi, lo stato di salute della madre durante la gravidanza.
Alcuni studi della psicologia dei genitori in attesa, dimostrano che quando una coppia scopre di aspettare un bambino, inizia un percorso di creazione non solo di uno spazio mentale, ma anche di uno spazio affettivo, indispensabile ad accogliere il piccolo. Alla prima ecografia, quando il ginecologo fa sentire il battito cardiaco fetale, i genitori hanno la prima conferma della reale presenza del figlio, che però è ancora un tutt'uno con il corpo della madre. Durante il secondo trimestre, quando donna comincia a sentire i movimenti fetali, percepisce la presenza del suo bambino come reale e concreta. Con le ecografie ne conferma l'esistenza e ne delinea concretamente l'aspetto, attraverso le misure delle strutture anatomiche e la stima del peso. Durante gli ultimi tre mesi della gravidanza le immagini tridimensionali svelano a volte persino il viso e le espressioni del feto, rendendolo sempre più simile al piccolo che nascerà: i genitori cominciano così a pensare a un bambino con un'individualità specifica e con caratteristiche ben determinate. È infine solo con la nascita che il bambino immaginato per nove mesi e, spesso, già da molto tempo prima della gravidanza stessa, dovrà lasciare il posto al bambino reale, quello nuovo e quasi sconosciuto che i genitori dovranno imparare a conoscere e con il quale dovranno relazionarsi.
Alla naturale presa di coscienza che tutti i genitori devono affrontare riguardo la sostituzione del bambino immaginario con quello reale, in alcuni casi, si somma la difficile accettazione della grande differenza che può palesarsi all'incontro concreto con il proprio figlio. Prima ancora del delicato passaggio tra la vita in utero e la nascita del bambino, la donna e la coppia devono attraversare il momento della diagnosi prenatale, che può essere portatrice di grandi speranze per il futuro del bambino, ma anche di notizie inquietanti sulla sua salute e il suo sviluppo. Lo strumento principale di questa verifica è l'ecografia ostetrica e, per questo, è fondamentale sapere come comunicare con i genitori in sede di screening ecografico. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

La presa in carico dei genitori con diagnosi di anomalia fetale riscontrata ecograficamente

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Informazioni tesi

  Autore: Ilaria Pace
  Tipo: Tesi di Master
Master in MASTER DI I LIVELLO IN DIAGNOSTICA CLINICA, STRUMENTALE E DI LABORATORIO A SUPPORTO DELLE DECISIONI DELL’OSTETRICA/O
Anno: 2013
Docente/Relatore: Angelo Morese
Istituito da: Università degli Studi di Firenze
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

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Parole chiave

ecografia
genitori
coppia
feto
ostetrica
presa in carico
anomalia fetale
ecografia di secondo livello

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