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Mantenere i legami. La riunificazione familiare del bambino allontanato

Il supporto alla genitorialità nella L. 285/1997

In Italia, soprattutto grazie all’impulso dato dalla legge 285/1997, si stanno diffondendo ormai da più di un decennio, anche se con modalità tra loro differenti, interventi e servizi nell’ambito del sostegno alla genitorialità. In alcuni casi si tratta di servizi, intesi come strutture fisiche, che nascono con l’obiettivo di fornire sostegno alla genitorialità attraverso varie iniziative di formazione, di aiuto, di accompagnamento rivolte alle famiglie, come ad esempio i centri per le famiglie; in altri casi il sostegno alla genitorialità si configura come una prassi interna a vari servizi, come asili nido, centri educativi, scuole, con cui le famiglie vengono a contatto ma che non sono finalizzati esclusivamente al sostegno della genitorialità.

La legge 285/1997 “Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza” ha voluto mettere al centro dell’agenda politica i diritti dei bambini e dei ragazzi, promuovendo azioni tese a migliorare la vita sociale e relazionale dei minori e delle loro famiglie, superando la logica emergenziale nell’affrontare i problemi, prevedendo una programmazione locale di servizi socio-educativi, assistenziali e sanitari, di sostegno della genitorialità, oltre che servizi ricreativi e culturali. Questa legge non solo si è dimostrata “preoccupata” per i problemi dell’infanzia ma ha inteso essere attivamente “occupata” nell’affrontarli, ha previsto nuovi servizi e interventi a favore di bambini, adolescenti e famiglie, nonché nuove competenze e figure professionali in questo campo.

La famiglia diventa soggetto sociale, attorno alla quale si snodano le politiche sociali.
Si parte dalla consapevolezza che la famiglia può incorrere in momenti di difficoltà nello svolgere i propri compiti educativi verso i figli, difficoltà che viene condivisa con la scuola e con le altre agenzie di socializzazione. La famiglia vive spesso in condizioni di isolamento sociale e i ritmi frenetici del lavoro aggravano la situazione. La legge 285/1997 ha pertanto evidenziato la necessità di sostenere le responsabilità genitoriali e di tutelare la genitorialità, anche se non legata alla generatività come nel caso dei genitori affidatari e adottivi.
Gli interventi di supporto alla genitorialità promossi dalla 285 sono previsti sia in fase preventiva che nei momenti di crisi e difficoltà, aiutando i genitori ad uscire dalla situazione di disagio partendo dalle loro risorse, anziché dai loro problemi.
Sebbene la legge 285 non sia specificatamente una legge per la famiglia, si è ritenuto importante offrirle sostegno nei suoi compiti di crescita dei figli, in quanto è attenta a cogliere il bambino e il ragazzo non isolatamente ma nei suoi contesti di vita abituali. È stato grazie allo stimolo offerto dalla legge 285/1997 che la priorità di intervento delle politiche per l’infanzia e l’adolescenza regionali si è estesa anche ad ambiti quali l’incremento di servizi socio-educativi per la prima infanzia, le azioni di conciliazione tra tempi di lavoro e tempi di cura o interventi finalizzati alla prevenzione di fenomeni di maltrattamento e abuso, di contrasto all’allontanamento del minore dalla famiglia, il potenziamento dell’istituto dell’affidamento familiare, la promozione di iniziative di solidarietà tra e per famiglie e l’attenzione ai minori stranieri, accompagnati e non. Questi programmi racchiudono concetti innovativi come lavoro di rete, interventi integrati, comunità educante, prevenzione, sostegno delle competenze genitoriali, su cui è importante insistere in futuro per garantire il benessere dei bambini, degli adolescenti e delle loro famiglie.

Gli interventi di supporto alla genitorialità si collocano nell’ambito dell’articolo 4 della legge 285 (“Servizi di sostegno alla relazione genitore-figli, di contrasto della povertà e della violenza, nonché misure alternative al ricovero dei minori in istituti educativo-assistenziali”).

I progetti di sostegno alla genitorialità finanziati con il fondo legge 285/1997 in corso di realizzazione nelle Città riservatarie nel 2007 erano in totale 82, rispetto agli 11 progetti di affidamento familiare, 17 per il contrasto di abuso e maltrattamento, 20 progetti socio-educativi rivolti alla prima infanzia, 58 dedicati alla promozione dei diritti, 27 finalizzati all’integrazione dei minori stranieri e 114 riguardanti il tempo libero.

Il sostegno alla genitorialità si è affermato, dunque, come uno dei principali obiettivi dei progetti finanziati dalla legge 285, considerato il fatto che non si può migliorare la vita di bambini e ragazzi senza aiutare gli adulti di riferimento nella funzione educativa.

L’idea di fondo della L. 285/1997 e dei progetti che la traducono in operatività, è che il coinvolgimento delle famiglie negli interventi dei servizi per l’infanzia e l’adolescenza e la scoperta e valorizzazione delle risorse familiari producano esiti positivi e stabili nel tempo. In particolare, l’attenzione verso la famiglia d’origine e la capacità di coinvolgere e di rendere i genitori protagonisti del progetto e agenti del cambiamento costituisce un fattore di prevenzione per quanto riguarda il disagio relazionale e altre disfunzioni familiari.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Mantenere i legami. La riunificazione familiare del bambino allontanato

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Informazioni tesi

  Autore: Roberta Grinzato
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lavoro, cittadinanza sociale, interculturalità
  Relatore: Mirella Zambello
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 121

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Parole chiave

minori
assistente sociale
riunificazione
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contatti
affidamento familiare
allontanamento
famiglia d'origine
sostegno genitorialità
incontri protetti

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