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Tuitio fidei et obsequium pauperum: la vita all'ombra della croce ottagona.

L'Ordine nel terzo millennio

Nella sua quasi millenaria storia l'Ordine Gerosolimitano ha attraversato, vissuto e superato le molteplici vicissitudini analizzate: anche se gli eventi accorsi ne hanno modificato quelle che erano le caratteristiche originarie e costruite nei secoli, la Religione ha saputo conservare stabili e inalterate le proprie funzioni con la capacità e la forza di farle evolvere, adattandole al mutare dei contesti storici, politici e sociali che si sono succeduti nei luoghi in cui si è trovata a essere presente e a operare.
L'opera dei settantanove Gran Maestri che si sono avvicendati alla guida dell'Ordine si è retta sulla Regola originaria e sui testi normativi che sono stati posti a regolamentare la vita e l'azione dei Giovanniti, perpetuando e non dimenticando mai i due carismi fondamentali propri dell'Ordine.

Come già analizzato, il punto di svolta fondamentale nella vita dell'Ordine Giovannita è stato rappresentato dalla cacciata da Malta a seguito della sconfitta inferta dalle armate napoleoniche. Questo tragico avvenimento ha segnato indelebilmente la vita dell'Ordine: da questo momento in poi i Cavalieri non sarebbero più riusciti, nonostante gli importanti e persistenti sforzi diplomatici posti in essere tanto durante i congressi post-rivoluzionari quanto negli anni immediatamente seguenti, a tornare concretamente in possesso di un proprio territorio indipendente in cui stabilire la propria sede perdendo così, oltre all'autonomia territoriale, anche il passato potere politico.

A questa perdita materiale si affiancò anche il decadimento dell'unità interna e della coesione tra i membri che i diversi Gran Maestri erano riusciti a ristabilire e ricreare, negli anni, con non poca difficoltà.

L'Ordine, dopo la perdita dell'arcipelago mediterraneo, si trovò a migrare in diverse città italiane spostando la propria sede conseguentemente alle concessioni pontificie e al variare degli equilibri politici tra i diversi regnanti negli Stati pre-unitari.
La stabilità della sede tornò nel 1834 con la concessione, da parte di Papa Gregorio XVI, della possibilità di stabilire la sede del Gran Magistero a Roma; questo rappresentò un importante risultato perché, oltre a ottenere una sede finalmente stabile, l'Ordine poteva rinnovare la propria figura di oppositore costante degli infedeli, pur non operando più nel Mediterraneo ma nella capitale della cristianità, come strenuo difensore della Fede. Riottenuta una stabilità territoriale concreta, l'Ordine dovette svolgere una prudente e costante opera diplomatica tanto con i signori dei Regni italici, prima, e con la casa Savoia, poi, quanto con tutti gli Stati europei al fine di poter recuperare l'importanza internazionale, storicamente posseduta. I rapporti posti in essere, tanto nei territori italiani quanto negli Stati europei, non furono sempre di facile gestione né privi di scontri e incomprensioni.

L'opera dell'Ordine di Malta e dei suoi rappresentanti governativi, anche attraverso lo sfruttamento a proprio favore dei diversi avvenimenti storico-sociali susseguitisi, ha permesso alla Religione di consolidarsi nella seconda metà del diciannovesimo secolo, di sopravvivere alle turbolenze politiche e militari del ventesimo secolo e di approdare al terzo millennio possedendo una forza operativa invidiabile e una diffusione geografica importante.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Tuitio fidei et obsequium pauperum: la vita all'ombra della croce ottagona.

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Letta
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche e di Governo
  Relatore: Alberto Martinelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 170

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