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La valutazione delle offerte nel codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture

Poteri di integrazione e di specificazione dei criteri

Prima dell'entrata in vigore del Codice si riteneva, in giurisprudenza, che la commissione di gara avesse un certo margine di intervento sui criteri stabiliti nel bando, nei limiti contenuti nella specificazione degli stessi, laddove si trattava di aggiudicare la gara secondo criteri non meccanici.

Con l'entrata in vigore del nuovo art. 83 del Codice dei contratti pubblici, le cose sono radicalmente cambiate in senso restrittivo, rendendo illegittimo qualsiasi intervento integrativo o tentativo di meglio specificare i criteri contenuti nel bando.
Attualmente si ritiene quindi illegittimo il bando di gara che non specifichi in modo analitico e dettagliato i criteri e i sotto-criteri di valutazione delle offerte, in violazione del comma 4 dell'art. 83 del Codice, come pure illegittimo è l'intervento della commissione teso a introdurre elementi di specificazione e integrazione dei criteri generali di valutazione fissati nel bando.

Oltre che dal tenore letterale della norma contenuta nel codice, il nuovo atteggiamento assunto dalla giurisprudenza trae origine, in particolare, da una decisione sovranazionale venutasi a formare a seguito di un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia, proprio sulla compatibilità comunitaria delle norme che lasciavano margini discrezionali alla commissione nella specificazione dei criteri di valutazione dei bandi.

Già da allora furono quindi costruiti i due pilastri entro i quali anche l'attuale giurisprudenza amministrativa nazionale si sta muovendo.

- La commissione di gara non può introdurre in alcun modo elementi distorsivi della gara, tali che se fossero stati conosciuti prima della redazione delle offerte ne avrebbero determinato il loro cambiamento.

- Nessuna delle determinazioni della commissione può, anche in astratto, favorire o sfavorire alcuno dei concorrenti. Ne viene come lo spazio di manovra della commissione sia estremamente compresso e si riduca alla possibilità di fissare esclusivamente la metodologia attraverso la quale intende assegnare i punteggi, peraltro già stabiliti nel bando.

In mancanza quindi di una puntuale e rigorosa predeterminazione di criteri e sub-criteri di valutazione e del loro specifico valore ponderale nel corpo del bando di gara, la commissione non ha alcuna possibilità di integrare questa mancanza attraverso una analitica relazione allegata ai verbali, poiché neppure le inefficienze della lex specialis possono essere surrogate dalla commissione la quale, appunto, interviene in un momento in cui non è più possibile per i concorrenti, modificare le proprie offerte.
Del resto tutto il sistema comunitario sembra essere improntato su una concentrazione dei contenuti dell'appalto nel bando e su una anticipazione dei criteri della gara mediante l'utilizzo strategico degli appalti per il perseguimento degli obiettivi sociali comuni.

Ciò significa che la linea di tendenza attuale è attestata sulla volontà di predeterminare quanto più possibile i contenuti del bando e i criteri di aggiudicazione, fino a rendere plausibile, in un futuro non troppo lontano, la introduzione obbligatoria di alcuni criteri, con pesi e sub-pesi premiali per alcuni di quelli rientranti negli obiettivi della comunità europea come, ad esempio, la tutela dell'ambiente, l'efficienza energetica, la lotta contro i cambiamenti climatici, la promozione dell'innovazione e dell'inclusione sociale e la garanzia delle migliori condizioni possibili per la fornitura di servizi pubblici di elevata qualità.

Questo brano è tratto dalla tesi:

La valutazione delle offerte nel codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture

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Informazioni tesi

  Autore: Fabrizio Lungarini
  Tipo: Tesi di Master
Master in OFPA - Organizzazione e funzionamento della Pubblica Amministrazione - Master interuniversitario II livello LUISS - La Sapienza
Anno: 2014
Docente/Relatore: Mario Sanino
Istituito da: LUISS Guido Carli - La Sapienza di Roma
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 89

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Parole chiave

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commissione giudicatrice
direttiva 24/2014

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