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Il Modello dell'Analisi Organizzativa Multidimensionale per comprendere il fallimento di un'organizzazione

Le quattro dimensioni dell’Analisi Organizzativa Multidimensionale

L’Analisi Organizzativa Multidimensionale nasce gli inizi degli anni ’80 e può essere usata sia come strumento diagnostico, che come tecnica di formazione per aumentare la comprensione dei partecipanti sulla complessità delle loro organizzazioni.
Lo schema di “lettura” proposto per l’Analisi Organizzativa si articola su tre dimensioni che spaziano in un continuum che va dalla massima obiettività (piani, organizzazione, risorse, compiti, ecc.) alla massima soggettività (inconscio, immagini del contesto lavorativo, ecc.) ma che hanno in comune il prendere in esame variabili del funzionamento aziendale.

L’AOM si compone di quattro dimensioni: dimensione strategica, dimensione funzionale, dimensione psicodinamica e dimensione psico-ambientale.
La dimensione strutturale è quella più direttamente collegata al contesto-ambiente esterno in termini politici, sociali e competitivi e richiede dunque interventi che sono più propri del top-management mentre il modello di analisi organizzativa proposto come strumento di formazione è centrato sulla possibilità di essere usato direttamente dai livelli intermedi ai quali ci si rivolge.

Le dimensioni “esplorate” con il modello di analisi organizzativa proposto sono: quella “razionale”, collegata all'analisi del funzionamento di una qualsiasi unità organizzativa produttrice di beni e/o servizi, evidenziando le diverse classi di funzioni necessarie nonché le interrelazioni tra le funzioni e tra queste e l'ambiente esterno.

Le prime due vengono definite variabili hard in quanto descrivono gli aspetti più oggettivi e misurabili dell’organizzazione. Le altre due dimensioni sono riconosciute come variabili soft perché legate agli aspetti affettivi e relazionali, sia consapevoli che inconsci, della realtà organizzativa.
La prima dimensione viene definita strategico-strutturale affronta gli aspetti giuridici, politici, economici dell’ambiente di lavoro ed esamina la storia strategica dell’organizzazione, ovvero la nascita dell’organizzazione e il suo primo obiettivo in relazione a certe variabili ambientali.

Fonte di informazioni nella dimensione strategico-strutturale sono i bilanci, lo stato patrimoniale, le forme societarie, le strutture fisiche e giuridiche, le opportunità e i vincoli che vengono dal territorio in cui l’organizzazione opera. Vengono, così, esaminati i fattori che concernono la distribuzione del potere e della ricchezza: contratti, partecipazioni azionarie, bilanci, leggi, atti e documenti.
Già in questa prima dimensione è possibile individuare alcune aree caratterizzate da aspetti problematici e possono emergere alcuni punti di forza sui quali impostare lo sviluppo organizzativo.
Dopo aver individuato punti di debolezza e punti di forza si procede ad un’analisi degli obiettivi strategici a medio e lungo termine.

Le informazioni relative alle variabili strutturali che ci interessano sono reperibili attraverso le seguenti fonti: politico sociali, legislative, architettoniche, statistiche economiche e sociali, atti notarili e associativi, contratti e delibere, verbali dei consigli di amministrazione e organismi similari.

Rispetto alla prima delle suddette fonti, con essa si intende il grado di potere esercitato formalmente dai rappresentanti politici dei partiti nella gestione dell’organizzazione; il grado di potere rappresentato dai rappresentanti di partito; il peso specifico di ogni partito delle posizioni di potere; la percentuale di commesse derivanti da enti pubblici e privati; la stabilità e la precarietà dell’influenza politica attuale.

La seconda delle fonti comprende i regolamenti regionali, le normative settoriali e ci permettono di valutare il grado di potere esercitato dal sistema politico sull’informazione.
Appartengono alla terza tipologia di fonti l’adeguatezza e lo stato di conservazione di beni mobili ed immobili, delle apparecchiature utilizzate, ecc.
Le statistiche economiche e sociali offrono informazioni relative alle caratteristiche del contesto ambientale. Gli atti notarili e associativi comprendono lo statuto e le modifiche ad esso apportate.

La penultima fonte comprende la gestione dei rapporti di lavoro nei termini di convenzioni o consulenze, scadenze, modalità di rinnovo o interruzione, programmazione di incentivi, sanzioni ecc.

L’ultima fonte, ovvero i bilanci, i preventivi ed i consuntivi, ci permette di acquisire informazioni sullo stato patrimoniale dell’organizzazione, sulle prospettive di sviluppo, sull’utilizzo di risorse, sul rapporto con il mercato.
Il reperimento di informazioni utili a questa dimensione è affidato ai componenti dell’organizzazione, mentre la lettura critica dei documenti raccolti viene realizzata mediante lo strumento dell’intervista di gruppo.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il Modello dell'Analisi Organizzativa Multidimensionale per comprendere il fallimento di un'organizzazione

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Informazioni tesi

  Autore: Simona De Santis
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Psicoterapia
Anno: 2013
Docente/Relatore: Manuela Tomai
Istituito da: A.S.P.I.C. Scuola di Specializzazione Quadriennale in Psicologia Clinica di Comunità e Psicoterapia Umanistica Integrata
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 111

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Parole chiave

organizzazione
fallimento
psicoterapia
azienda
analisi organizzativa multidimensionale
psicologia clinica e di comunità

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