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L'OLAF (Ufficio europeo per la lotta antifrode) e le frodi agroalimentari

Il falso ''Made in Italy''

La trasformazione dell'origine geografica della materia prima alimentare e dei prodotti con essa realizzati è probabilmente la più lucrosa tra i tre tipi di manipolazione che mi appresto a considerare.

L'immissione sul mercato nazionale di merci prodotte in altre Nazioni ed artatamente italianizzate può, innanzi tutto, assumere la forma del contrabbando, dal momento che, il più delle volte, la loro introduzione nel nostro Paese, tanto può avvenire clandestinamente, per cui si parla di contrabbando di "forzamento", tanto può essere effettuata mediante il regolare passaggio attraverso le strutture doganali alle quali, però, viene notificata una identità diversa da quella che esse possiedono.

La maggior parte delle introduzioni in Italia di materia prima alimentare e di prodotti alimentari finiti extracomunitari che poi divengono produzioni e cibi italiani segue questa seconda via, anche se esistono varie modalità per praticarla. Per far riferimento solo a quelle che più frequentemente ricorrono, può essere segnalato che, l'importatore, che poi, generalmente, cede alla prima le derrate affinché proceda alle lavorazioni di cui, il più delle volte, esse necessitano - acquista, in Paesi nei quali essi sono commercializzati a prezzi inferiori rispetto a quelli che li contraddistinguono in Italia, prodotti:

- dei quali viene falsamente dichiarata un'appartenenza a categorie merceologiche, più o meno affini a quelle che ad essi compete, per la cui immissione nel mercato nazionale, però, non esistono né vincoli e imposizioni di disincentivazione daziaria e doganale, né prelievi all'importazione finalizzati a scoraggiare l'introduzione nell'area comunitaria di quanto in realtà viene importato;

- che entrano nel territorio comunitario ed in quello nazionale trasportati con automezzi i cui carichi sono corredati da documenti doganali che attestano il trasporto di derrate di tipo molto diverso da quello effettivo. Una volta varcati i confini i camion, senza che i sigilli subiscano manomissioni, vengono scaricati di quanto contengono e riempiti di merci corrispondenti a quelle dichiarate con le quali gli automezzi procedono "regolarmente" alle operazioni di sdoganamento;

- i cui documenti di accompagnamento, rilasciati dagli Uffici Doganali di partenza dei carichi, che indicano la reale identità delle merci trasportate, vengono falsificati prima della loro presentazione, al punto di sdoganamento, risultando a corredo di derrate alle quali compete una classificazione tariffaria inferiore a quella dovuta;

- extra comunitari i quali, stando ai documenti che li accompagnano, varcano i confini dell'area comunitaria soltanto per attraversarla e dirigersi verso altre Nazioni non aderenti all'Unione Europea, ma che, una volta giunti in Italia, o fanno perdere le loro tracce, o vengono sostituiti con altri prodotti di cui, poi, avviene effettivamente la spedizione verso le destinazioni per le quali i carichi avevano iniziato il loro viaggio, oppure, ancora, grazie a vidimazioni ed a timbri falsi apposti sui documenti, risultano aver abbandonato il territorio comunitario proseguendo in direzione dei Paesi indicati nel corredo cartaceo ad essi allegato, mentre in effetti il loro cammino si è arrestato nel nostro Paese. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

L'OLAF (Ufficio europeo per la lotta antifrode) e le frodi agroalimentari

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Pace
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi del Molise
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Vincenzo  Giaccio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 92

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