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Unione Europea? Possibile attore di sicurezza: evoluzione e risultati

ISAF e la NATO

Agli albori della missione ISAF, i governi europei hanno sfruttato il pretesto di un “intervento umanitario” per ottenere il consenso degli elettori nel mantenere la propria presenza in Afghanistan quando, stando alla realtà dei fatti, era solo un modo per prolungare la durata della propria presenza in una guerra che la NATO non riusciva a vincere. Il costo che l’alleanza ha dovuto pagare per tutto ciò, è stato la propria credibilità.

ISAF è stata creata nel 2001, in seguito alla Risoluzione 1386 (2001) del Consiglio di Sicurezza del 20 Dicembre 2001 e posta sotto comando NATO nell’Agosto 2003.

L’avventura in Afghanistan è stata uno degli step più ambiziosi quanto problematici come intervento di assistenza alla sicurezza. Sin dall’inizio l’obiettivo di stabilizzazione, ISAF ha esteso le proprie funzioni fino alla riforma della sicurezza. Tale settore implica che il mandato dell’operazione consiste in assistere il Governo afgano nel mantenimento della sicurezza, favorire lo sviluppo delle strutture di governo tramite operazioni militari condotte in cooperazione e coordinazione con le Forze di Sicurezza afgane; oltre a supportare gli sforzi umanitari e di ricostruzione del territorio nell’ambito degli accordi di Bonn del 5 dicembre 2001. La missione infine collabora con l’Assistance Mission dell’ONU: Umana.

Come riportato dal sito ufficiale della missione a conduzione NATO:

In support of the Government of the Islamic Republic of Afghanistan, ISAF conducts operations in Afghanistan to reduce the capability and will of the insurgency, support the growth in capacity and capability of the Afghan National Security Forces (ANSF), and facilitate improvements in governance and socio-economic development in order to provide a secure environment for sustainable stability that is observable to the population.

In base all’OPLAN 10302 la missione è composta di cinque fasi: Analisi e preparazione; espansione suddivisa in aree; stabilizzazione; transizione; rischieramento.

Oltre all’enorme dispendio finanziario, l’intervento in Afghanistan è costato la vita a molti soldati NATO e civili Afgani generando un’opinione pubblica sempre più ostile a tale operazione. Inoltre, le statistiche hanno dimostrato che sia gli europei che gli americani rigettano la guerra e l’hard power come strumento di pace futura.

Il settore d’intervento atlantico include: sviluppo politico, consiglio al Governo afgano nel coordinamento dei provider internazionali, assicurando l’interoperabilità delle forze afgane con i contingenti NATO.

Contemporaneamente le unità fornite dalle quarantotto nazioni partecipanti, hanno la funzione di contatto tra le autorità ISAF e Afghane. Anche se per quanto riguarda il lato politico e civile, i principali leader istituzionali sono l’EU con EUPOL e l’ONU con UNAMA.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Unione Europea? Possibile attore di sicurezza: evoluzione e risultati

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Informazioni tesi

  Autore: Lorena Scottoni
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Politiche europee e internazionali
  Relatore: Gianluca Pastori
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 189

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