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Analisi del mercato italiano ed estero degli strumenti derivati e delle principali borse energetiche

Un po' di storia: weather derivatives e over-the-counter

Questo paragrafo è dedicato ad una breve riflessione su come le variazioni climatiche, dovute a particolari eventi nel corso della storia, abbiano influenzato l'andamento del mercato energetico.

Quando nel 1997 il Niño genera un'ondata di aria calda proveniente dall'Oceano Pacifico e sconvolge le condizioni ambientali usuali del Nord America, le più importanti aziende del settore energetico realizzano che la volatilità dei ricavi deriva, in gran parte, da variazioni climatiche. Nascono così i weather derivatives; si tratta di strumenti del tutto innovativi nati dall'iniziativa della Enron società multinazionale leader del settore energetico. I weather derivatives segnano, a loro volta, la nascita della gestione del rischio atmosferico per questo settore: a distanza di qualche settimana vengono negoziati i primi derivati atmosferici over‑the-counter.

Dopo la stipula del prima contratto, già nel 2003 se ne riscontrano ben 24.497 per un totale di nuovi rischi gestiti pari a 4.578 milioni di dollari: l'espansione del mercato dei weather derivatives è stata gigantesca.
Le società che non presentano una copertura weather nel contratto vengono categoricamente penalizzate dagli investitori; di contro società come la NYSE (New York Stock Exchange), quotata nel settore energetico, non fanno a meno di tale copertura.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Analisi del mercato italiano ed estero degli strumenti derivati e delle principali borse energetiche

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Micillo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Economia
  Corso: Finanza
  Relatore: Maurizio Boccacci Mariani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 155

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