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Da Piaget a Vygotskij: analisi sull'educazione motoria nelle scuole d'infanzia del Veneto

Le differenze individuali nello sviluppo

Per parlare di differenze nello sviluppo si parte dalle teorie classiche cognitiviste di Piaget, ovvero dalle concezioni stadiali dello sviluppo fisico, affettivo e cognitivo del bambino. Piaget come Freud parlano di stadi dello sviluppo preimpostati e determinati all’interno di fasce d’età ben precise.

Tali teorie hanno goduto e godono tuttora di una certa popolarità in quanto fornisco i criteri utili a comprendere lo sviluppo in età evolutiva. Negli ultimi decenni chiaramente queste teorie sono state fortemente dibattute avendo, queste ultime, tralasciato quelle che sono le differenze individuali.

Queste ultime posso essere studiate e spiegate solo se si tiene conto dell’importante relazione che intercorre tra fattori maturativi dell’individuo, l’influenza dell’ambiente, l’istruzione e l’apprendimento.

Si posso distinguere:

- differenze intraindividuali vale a dire la differenza tra gli aspetti dello sviluppo in uno stesso individuo.

- differenze interindividuali ovvero le differenze nello sviluppo di individui diversi.

Uno degli aspetti più importanti nella quale si manifestano le differenze individuali è il temperamento: da qui uno studio importante, durato diversi anni, di Chess e Thomas ovvero il “New York Longitudinal Study” nella quale vengono analizzati su un campione di 141 bambini lo sviluppo, la manifestazione ed il livello di alcune delle caratteristiche temperamentali.

* il livello e la portata delle attività motorie;
* la ritmicità, o il grado di regolarità del ciclo sonno-veglia o di funzioni come il mangiare;
* la risposta positiva o negativa ad un nuovo oggetto, una persona o una nuova esperienza;
* l'adattabilità del comportamento ai cambiamenti ambientali;
* la soglia, o sensibilità, agli stimoli;
* l'intensità, o livello di energia e di risposte;
* lo stato d'animo generale del bambino (allegro o piagnucolone, piacevole o irritabile, amichevole o ostile)
* il grado di distrazione del bambino da quello che sta facendo;
* la durata di attenzione del bambino e la sua perseveranza in un'attività.

Si sono distinti bambini con un alto livello di attività che rappresentano circa il 40% del campione totale e vengono definiti “easy children”: sono bambini caratterizzati da una regolarità nella funzioni corporee, positività dell’umore con buone capacità di adattamento alle nuove situazioni.

Nell’infanzia questi bambini sembravano stabilire rapidamente regolari orari di sonno, crescendo imparano a stare alle regole del gioco e a partecipare sempre alle nuove attività che li vengono proposte. Essi non hanno presentato quasi alcun problema nel corso delle loro crescita e formazione.

C’è poi quella parte di campione definita come “slow to warm up”( 15%) con livelli di attività relativamente bassi e difficoltà nell’adattamento. Infine l’ultima e anche minor parte del campione restante è rappresenta dai bambini con un livello di attività decisamente basso: questi presentano irregolarità nelle funzioni come il sonno, il mangiare e così via. Risultano ostili al cambiamento delle situazioni e poco collaborativi nelle attività di routine.

Questa parte di bambini si è dimostrata come una sorta di prova per i genitori richiedendo molta pazienza e tolleranza nel corso dell’educazione. Considerare le differenze individuali nel temperamento è importante perché l’ambiente e gli adulti risponderanno in modo diverso a bambini vivaci e bambini più tranquilli. Secondo gli autori è molto importante la compatibilità tra le caratteristiche temperamentali del bambino e quelle dei genitori.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Da Piaget a Vygotskij: analisi sull'educazione motoria nelle scuole d'infanzia del Veneto

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Informazioni tesi

  Autore: Vanessa Cristofoli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Scienze Motorie
  Corso: Scienze delle attività motorie e sportive
  Relatore: Patrizia Tortella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 66

FAQ

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