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L'applicazione della Legge Anticorruzione negli Enti Locali

Identificazione delle misure più idonee alla prevenzione, mitigazione e trattamento del rischio

A questo punto della trattazione del Piano triennale di prevenzione della corruzione del Comune di Grammichele, il Responsabile del piano procede, attraverso una serie di tabelle, ad un analisi incrociata dei dati sino ad ora studiati e disciplinati, il cui fine è quello di dare una visione generale di tutti gli aspetti che compongono il Piano triennale di prevenzione della corruzione.
Il Responsabile della prevenzione della corruzione individua dunque una serie di misure (previste dal Piano nazionale anticorruzione) ritenute evidentemente più idonee nella redazione del Piano triennale di prevenzione della corruzione nell'ambito del Comune di Grammichele, e volte alla prevenzione, mitigazione e trattamento del rischio.
Trattasi comunque di figure e misure già largamente trattate in precedenza e per tal ragione ci limiteremo semplicemente ad una loro elencazione:

Trasparenza – Essa ingloba una serie di attività volte alla diffusione di informazioni riguardanti l'amministrazione al fine di migliorare l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa attraverso la piena conoscenza delle attività dell'amministrazione e delle responsabilità per il loro corretto svolgimento. Il Programma Triennale per la Trasparenza di cui agli articoli 19 e seguenti è parte integrante del presente Piano.

Codice di Comportamento dei Dipendenti - Assicura la qualità dei servizi, la prevenzione dei fenomeni di corruzione, il rispetto dei doveri costituzionali di diligenza, lealtà, imparzialità e servizio esclusivo alla cura dell'interesse pubblico. Il Codice è stato approvato con delibera della Giunta municipale n. 111 del 2013 ed è parte integrante del presente Piano.

Rotazione del Personale - In virtù di quanto statuito nella Conferenza Unificata Stato, Regioni e Autonomie Locali del 24 luglio 2013, e ribadito dal PNA (par. 3.1.4 e Allegato 1 par B.5) si dà atto che la rotazione del personale di categoria D incaricato della responsabilità di p.o. (Settore) è stata attuata nell'anno 2013 e che comunque sono minimi i margini di rotazione, considerate le condizioni organizzative presenti nell'ente ed in particolare l'infungibilità della professionalità specifica posseduta dai responsabili in riferimento alle funzioni svolte, oltre che per il pregiudizio che ne deriverebbe alla continuità dell'azione amministrativa.

Astensione in caso di Conflitto di Interessi – Prevede che il responsabile del procedimento abbia un obbligo di astensione nel caso in cui venga riscontrata la presenza di una situazione che generi un conflitto di interessi. Tale obbligo investe sia colui che sia il titolare dell'ufficio competente ad adottare il provvedimento finale che i titolari degli uffici competenti ad adottare atti endoprocedimentali nel caso di conflitto di interesse anche solo potenziale. E' regolato nel Codice di Comportamento.

Svolgimento incarichi d'ufficio attività ed incarichi extra-istituzionali - Adozione di un regolamento attraverso il quale sia possibile individuare gli incarichi vietati ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche, i criteri generali per disciplinare i criteri di conferimento e i criteri di autorizzazione degli incarichi istituzionali, in generale, di tutte le situazioni di potenziale conflitto di interessi derivanti da attività ed incarichi extra-istituzionali.

Inconferibilità di incarichi dirigenziali in caso di particolari attività o incarichi precedenti - Adozione di un regolamento per la definizione di criteri e procedure che risultino essere chiare al fine di procedere all'affidamento di incarichi a soggetti provenienti da enti di diritto privato regolati o finanziati dalle pubbliche amministrazioni e soggetti che sono stati componenti di organi di indirizzo politico. Si vuole evitare il rischio di un accordo corruttivo per conseguire un vantaggio in maniera illecita (lo svolgimento di certe attività/funzioni possono agevolare la precostituzione di situazioni favorevoli per essere successivamente destinatari di incarichi dirigenziali e assimilati), la costituzione di un humus favorevole ad illeciti scambi di favori, attraverso il contemporaneo svolgimento di alcune attività che possono inquinare l'azione imparziale della pubblica amministrazione, l'affidamento di incarichi dirigenziali che comportano responsabilità su aree a rischio di corruzione a soggetti con condanne penali (anche se non definitive). Si prevede l'adozione entro il 2015.

Incompatibilità specifiche per posizioni dirigenziali - Si tratta «dell'obbligo per il soggetto cui viene conferito l'incarico di scegliere, a pena di decadenza, entro il termine perentorio di 15 giorni, tra la permanenza nell'incarico e l'assunzione e lo svolgimento di incarichi e cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dalla pubblica amministrazione che conferisce l'incarico, lo svolgimento di attività professionali ovvero l'assunzione della carica di componente di organi di indirizzo politico».Il fine è quello di evitare situazioni di potenziale conflitto di interessi.

Svolgimento di attività successiva alla cessazione del rapporto di lavoro - Consiste nel divieto ai dipendenti che, negli ultimi tre anni di servizio, hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto di una PA di svolgere, nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, attività lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell'attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri. Il fine è quello di evitare che durante il periodo di servizio il dipendente possa, avvalendosi della propria posizione, precostituirsi delle situazioni lavorative vantaggiose sfruttando i contatti di cui è in possesso sia delle imprese che dei soggetti privati.

Formazione di Commissioni, assegnazioni ad uffici e conferimento di incarichi in caso di condanna per delitti contro la Pubblica amministrazione - Consiste nel divieto di nominare come membri di commissioni di aggiudicazione di gare, in qualità di segretari, o funzionari di uffici preposti alla gestione di risorse finanziarie (etc.), soggetti che hanno riportato condanne, anche non passate in giudicato, per reati contro la PA (ai sensi del capo I Titolo II, secondo libro del c.p.). Il fine è evitare che, all'interno degli organi che sono deputati a prendere decisioni e ad esercitare il potere nelle amministrazioni, vi siano soggetti condannati (anche con sentenza non definitiva) per reati e delitti contro la pubblica amministrazione.

Whistleblowing - Si tratta di misure volte alla tutela dei dipendenti pubblici che segnalano illeciti, garantendone l'anonimato. Tale procedura è stata regolata nel Codice di Comportamento.

Patti di Integrità - Si tratta di un documento richiesto dalla stazione appaltante ai partecipanti alle gare e permettendone un controllo reciproco e l'eventuale applicazione di sanzioni nel caso in cui qualcuno dei partecipanti cerchi di eluderlo. Il fine è garantire la diffusione di valori etici, valorizzando comportamenti eticamente adeguati per tutti i concorrenti.

Monitoraggio dei tempi procedimentali - Consiste nell'attuare un controllo sul rispetto dei termini previsti dalla legge o dai regolamenti per la conclusione dei procedimenti. Attraverso un attento monitoraggio potranno emergere eventuali omissioni o ritardi che possono essere sintomo di fenomeni corruttivi.

Per tutti i rischi specifici che sono stati individuati nell'ente locale vengono, di seguito, individuate misure ulteriori e diverse da quelle obbligatore trasversali. […]

Questo brano è tratto dalla tesi:

L'applicazione della Legge Anticorruzione negli Enti Locali

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Informazioni tesi

  Autore: Katia Giorlando
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: UKE - Università Kore di Enna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Alice Anselmo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 131

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