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La formazione dell'orecchio musicale nella fase iniziale della pratica pianistica

Proposte didattiche per la formazione della qualità del suono

La formazione della qualità del suono è un obiettivo a lungo termine, su cui lavorare costantemente senza mai stancarsi, è una costante e affascinante ricerca che comincia nelle prime lezioni e prosegue anche quando si è raggiunto un livello professionale. Per intraprendere questo percorso, la guida più importante è un ascolto onesto e sincero di ciò che esce dallo strumento nel momento in cui si suona. L’onestà e la capacità di ammettere i propri errori sono fondamentali nella vita in generale e a maggior ragione in un apprendimento così delicato come quello della qualità del suono.

Bisogna essere in grado di ammettere quando il suono che stiamo producendo non è adatto (o meglio, non è ancora adatto) a ciò che vogliamo esprimere e muoverci per cambiarlo, senza ignorare ciò che il nostro orecchio musicale ci sta dicendo appellandoci all’immagine interiore che abbiamo in testa per pigrizia, o perché non si sa ancora come fare a migliorarlo. Questa immagine interiore si forma col tempo, ma è certamente importante sviluppare una sensibilità in tal senso.

Bisogna che l’allievo sappia cosa vuole esprimere, che tipo di atmosfera vuole creare, qual è il tipo di suono che il brano richiede per accorgersi da solo se il suono che ha ottenuto è più o meno adatto. Oltre che sul risultato sonoro, l’allievo deve prestare attenzione anche al gesto che egli ha compiuto per produrlo, perché il suono è spesso una conseguenza del movimento e non vanno mai dissociati ma sempre pensati come un tutt’uno: dal movimento nasce il suono. Nel momento in cui l’allievo produce un suono che non è adatto quindi, bisogna farglielo notare e magari chiedergli cosa secondo lui del suo gesto ha portato a questo risultato. Porre domande infatti stimola l’allievo a trovare da solo la soluzione e questa soluzione viene interiorizzata più profondamente.

Con pazienza e tenacia quindi bisogna lavorare sul gesto finalizzato al suono, facendoci guidare dall’orecchio musicale. Parlare di solo gesto senza focalizzarsi sulla sua conseguenza sonora è inutile e dannoso.

Trovare il suono adatto per esprimere ciò che si sente crea piacere e questo può essere un “gancio”, uno stimolo efficace perché l’allievo si senta incoraggiato a proseguire lo studio del pianoforte.

L’insegnante può stimolare l’allievo a variare il suo gesto, a valutarne le conseguenze sonore e a scegliere quello che ritiene più adatto al pezzo. Anche fornirgli degli esempi di quale potrebbe essere il suono più adatto, e poi farlo scegliere, può essere di aiuto nella formazione della sua immagine interiore.

L’allievo, osservando ed ascoltando l’insegnante, una volta scelto il suono che ritiene più adatto cerca di riprodurre lo stesso movimento autoregolandosi guidato dalla memoria del suono che ha appena sentito.

L’insegnante per aiutarlo può anche riprodurre il gesto sbagliato dell’allievo per fargli capire che è proprio quel gesto a causare il suono meno adatto che lui cerca di evitare e subito dopo eseguire il gesto e il suono corretto per fargli istituire un confronto Un valido aiuto può essere anche guardare e ascoltare, sempre guidati dall’insegnante, video di pianisti di riconosciuta bravura, per avere un esempio di quale gesto produce il suono più adatto e un modello a cui ispirarsi. La piattaforma di YouTube permette di guardare con facilità numerosi video anche storici dei più grandi pianisti passati e recenti.

Concludendo, la formazione del suono va costantemente curata e l’insegnante deve partire da quello che l’allievo realizza spontaneamente, stimolare la sua percezione, analizzarlo e cercare insieme a lui di migliorarlo.

Questo brano è tratto dalla tesi:

La formazione dell'orecchio musicale nella fase iniziale della pratica pianistica

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Informazioni tesi

  Autore: Gaia Federica Caporiccio
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2014-15
  Università: Conservatorio Statale di Musica "Puccini", La Spezia
  Facoltà: Conservatorio Statale di Musica "Puccini", La Spezia
  Corso: Biennio di secondo livello per la formazione dei docenti nella classe di concorso di strumento musicale (A77)
  Relatore: Fabio Lombardo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 57

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Parole chiave

formazione
pianoforte
orecchio
orecchio musicale
pratica pianistica

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