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Comunicazione e Attrattività delle ONG. Una esplorazione sui fondamenti morali

Il CESVI e la comunicazione

Per chiarire meglio la situazione sarà utile fare affidamento proprio ad alcuni dei testi comunicativi del CESVI, un’ organizzazione italiana nata nel 1985, che sarà anche l’ONG presa a modello per questa ricerca.


I principali scopi e finalità di questa ONLUS, elencati nello statuto aggiornato al 2008, sono:

“La realizzazione di opere di aiuto umanitario e per lo sviluppo, la promozione di attività di cooperazione per lo sviluppo, anche internazionale, di esperienze di volontariato e di sostengo alle popolazioni diseredate a causa del sottosviluppo, o più sfortunate a causa di guerre, calamità naturali e disastri ambientali, alle popolazioni dei paesi poveri ed in via di sviluppo e in economia di transizione e di tutti i paesi in cui si manifestino situazioni di grave bisogno o stati di emergenza, in ossequio e quale esplicitazione del valore morale della solidarietà umana e di quello ideale della giustizia sociale” (p2).


Non solo dunque comunicazione per sostenere l’organizzazione, ma anche comunicazione che aiuti una presa di coscienza collettiva, generale e condivisa riguardo la dimensione etica, morale, umanitaria a livello internazionale.


Ecco dunque definita la peculiarità della comunicazione nell’ambito delle ONG: pone al centro delle sue azioni la dimensione morale, al doppio fine di ottenere finanziamenti e aumentare il grado di sensibilizzazione dell’ambiente in cui operano.

Per raggiungere questi fini, dall’analisi delle documentazioni disponibili, emerge come il Cesvi metta in atto diverse strategie.


Per quanto riguarda la comunicazione interna, l’ente mette a disposizione del personale svariati manuali contenenti le linee guida necessarie per la corretta gestione degli strumenti e delle risorse disponibili. Tra questi vi è anche il “manuale sulla visibilità e la comunicazione” (2005).


Una strategia utile per chiarire ulteriormente la propria posizione (che si presuppone in linea con quella del personale assunto) può essere quella di aderire a codici di condotta che raccolgono le sottoscrizioni di enti simili e “amplificano il coro di voci riguardo dati comportamenti etici”.


Quindi il Cesvi ne ha sottoscritti più di uno:

- Codice di condotta della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (adesione nel 2003);

- Sphere: Humanitarian Charter and Minimum Standard in Disaster Response (dal 2003);

- Committed to People in Aid (dal 2004).


Considerando invece la comunicazione esterna, sono di più gli aspetti che possono essere presi in considerazione.
Per quanto riguarda la pubblicità, il primo grande esempio storico riguardante il Cesvi risale al 1994. In quel periodo infatti l’impegno nel settore comunicativo cresce, e la Cesvi realizza una grande campagna pubblicitaria, “Questa non è una pubblicità Benetton”, creando un perfetto esemplare di “pubblicità sociale”.


Nasce, sempre negli anni ’90, la testata giornalistica dell’organizzazione: “Cooperando”. A partire da questi anni cresce nell’organizzazione l’attenzione che viene rivolta al settore comunicativo, che diviene, soprattutto negli ultimi decenni, di primaria importanza e fondamentale utilità per reperire fondi, reclutare personale, accrescere la visibilità.

Un esempio in cui troviamo riassunte le basi morali all’interno della comunicazione del Cesvi è proprio il sito, consultabile in due versioni (italiana ed internazionale).


Qui si possono infatti rintracciare la storia, la missione, i principi guida, i settori d’intervento ed ogni tipo di altra informazione necessaria alla più completa conoscenza dell’organizzazione stessa.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Comunicazione e Attrattività delle ONG. Una esplorazione sui fondamenti morali

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Informazioni tesi

  Autore: Carola Fachechi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Comunicazione pubblica e d'impresa
  Relatore: Mauro Sarrica
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 158

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