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Ucraina terra di confine. La rivoluzione di Euromaidan tra stampa e opinione pubblica

Verso il summit di Vilnius

Nel 2013 l’Ucraina, sotto il governo di Yanukovich, fu chiamata a scegliere se firmare l’accordo di associazione con la Ue, in occasione del vertice di Vilnius, oppure se entrare nell’Unione doganale. Questa questione fu sollevata per la prima volta dalla stampa italiana il 7 ottobre 2013 in occasione dell’intervista all’ex presidente polacco, Alexsander Kwasniewski.

L’ex presidente polacco, come scrisse il giornalista Stefano Montefiori per il “Corriere della Sera”, fu l’incaricato dal Parlamento Europeo di monitorare i progressi di Kiev soprattutto quanto a Yulia Tymoshenko, l’ex premier ucraina condannata a sette anni di carcere con una sentenza giudicata da molti come politica.

Come spiegò Kwasniewski al quotidiano italiano, Kiev per poter entrare a far parte dell’Unione Europea doveva rispettare le seguenti condizioni poste dall’Europa: riforma del sistema giudiziario, riforma della legge elettorale e interventi contro la giustizia selettiva. L’Ultimo punto, quello decisivo secondo Kwasniewski, riguardava in sostanza la liberazione di Tymoschenko. Montefiori a questo proposito domandò al politico se, una volta superato lo scoglio Tymoshenko, l’Ucraina sarebbe riuscita a sottrarsi definitivamente all’influenza russa. Kwasniewski rispose: “Si. Negli ultimi anni gli ucraini hanno dimostrato di preferire l’Europa alla Russia” e continuò affermando, “se Mosca vuole fare affari con gli ucraini deve trattarli da partner, non da sudditi.

Anche gli oligarchi ucraini oggi dopo vent’anni di capitalismo selvaggio, cercano sicurezza, regole e affidabilità. Tutti guardano all’Europa”. Per concludere l’intervista, il politico polacco precisò che la firma di Vilnius non prevede un ulteriore allargamento dell’Europa ma solo un accordo di associazione. “Tra quindici anni poi vedremo. Se l’Ucraina vorrà far parte dell’Unione perchè no? Sulla Turchia possiamo discutere, ma l’Ucraina é innegabilmente Europa” dichiarò Kwasniewski. Il 29 novembre 2013 l’Ucraina avrebbe dovuto firmare al vertice europeo di Vilnius un trattato di associazione all’Europa.

Il 14 novembre 2013 Maria Serena Natale, giornalista del «Corriere della Sera», riportò le parole del primo ministro ucraino Mykola Azarov che, a seguito dei blocchi alle importazioni e gli avvertimenti sui rischi per le forniture di gas,
dichiarò: “La priorità é normalizzare le relazioni commerciali con Mosca che ha intensificato il pressing per fermare l’avvicinamento di Kiev a Bruxelles”. Da una parte vi era il presidente Putin, “deciso ad attrarre l’Ucraina nell’unione
doganale con Bielorussia e Kazakistan considerata il nucleo del suo progetto neo zarista” e dall’altra la Tymoshenko che dal carcere lanciò un appello affinchè “si agisca d’urgenza e si faccia tutto il necessario per chiudere la trattativa con l’Ue”.

Contemporaneamente la stessa unione degli industriali, vicina a Yanukovich e agli ampi settori filo-russi, chiese di posticipare la firma con l’Ue di almeno un anno. Il “Corriere della Sera” ricordò che una finalizzazione dell’accordo
comporterebbe un impegno per la stabilizzazione democratica e la lotta alla corruzione che Kiev non potrebbe più rinviare.

Ivo Caizzi, inviato a Bruxelles per il «Corriere della Sera», descrisse la reazione dell’Europa di fronte all’atteggiamento incerto dell’Ucraina. “L’Europa spera ancora in una soluzione di compromesso nella prossima riunione del Parlamento di Kiev il 19 novembre prossimo” affermò Caizzi, che continuò ricordano che nonostante ciò, l’Europa continuava a criticare il mancato via libera alla legge che avrebbe consentito alla detenuta e leader dell’opposizione, Tymoshenko, di potersi curare in Germania.

In risposta all’esito negativo nel Parlamento di Kiev, la Commissione europea, precisò il «Corriere della Sera», fu sempre più determinata a richiedere all’Ucraina “azioni determinate e risultati tangibili”e per questo motivo decise di inviare due inviati di Bruxelles in Ucraina, l’ex presidente irlandese, Cox e l’ex presidente polacco, Kwasniewski in un ultimo tentativo di arrivare a una soluzione.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Ucraina terra di confine. La rivoluzione di Euromaidan tra stampa e opinione pubblica

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Informazioni tesi

  Autore: Gloria Laura Ricciardi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi dell'Insubria
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze e Tecniche della Comunicazione
  Relatore: Antonio Orecchia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 133

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