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La responsabilità professionale del chirurgo: aspetti giuridici e medico-legali

La sicurezza in Sala Operatoria

Nel 1999 viene pubblicato negli USA il rapporto sul fenomeno della malpractice e delle morti prevedibili negli ospedali americani, intitolato “ To Err is Human”, dal quale emerse come tali fenomeni fossero molto frequenti soprattutto nelle sale operatorie, nelle unità di terapia intensiva e negli ambienti di pronto soccorso.

L’enorme risonanza che tale rapporto ebbe nel sistema americano influenzò anche quello italiano e portò alla istituzione di diverse Commissioni, Agenzie, Osservatori, con la pubblicazione nel 2009 da parte del Ministero della Salute del “Manuale per la Sicurezza in Sala Operatoria: Raccomandazioni e Checklist”.

Concetto base è che la salvaguardia della sicurezza del paziente prende origine in larga misura dalla qualità delle cure mediche, per cui alti standard di cura equivalgono a ridotti rischi di errore.

Nella concezione dell’errore si è passati da un approccio personalistico, teso alla ricerca del responsabile, ad un approccio di sistema che si propone di chiarire perché e come i comuni meccanismi di difesa e di rilevazione dell’errore hanno fallito: lo scopo è costruire nell’ambito del sistema sanitario nazionale la “cultura dell’apprendere dagli errori”.

Ci si è resi conto, cioè, che l’errore è l’evento conclusivo di una catena di fattori nella quale la persona che lo ha effettivamente commesso rappresenta l’anello finale e non necessariamente il maggiore responsabile.
Si discute allora di gestione del rischio clinico, di segnalazione di eventi “sentinella”, di errori “attivi” o “latenti” ecc., nei quali emerge con particolare evidenza la chirurgia e sala operatoria.1

Fra le numerose iniziative va rammentata la “checklist di sala operatoria”, che costituisce uno strumento guida per l’esecuzione dei controlli ed il cui utilizzo è ormai considerato una best practice dalla comunità chirurgica.

La checklist prevede una serie di controlli (16-20) da effettuare dall’ingresso del paziente in Sala Operatoria fino alla sua uscita e contempla la verifica del comportamento di tutto il personale medico ed infermieristico facente parte del team.

E’ in tal modo possibile la distinzione tra il termine “complicanza” ( evento indesiderabile ed inatteso, direttamente risultante dalla patologia chirurgica da cui il paziente è affetto) ed il termine “errore chirurgico” ( insorgente a causa di un’azione che durante la sua esecuzione comporta un risultato diverso da quello pianificato oppure la cui esecuzione sia stata erroneamente pianificata od omessa).
Ne consegue che le complicanze sono eventi inattesi e non prevedibili e pertanto non correlabili ad errore medico, mentre l’errore chirurgico si caratterizza per la sua prevedibilità ed evitabilità ed è causato da errore di pianificazione, di omissione o di commissione.
Va tuttavia rammentato che l’errore chirurgico può non dipendere esclusivamente dalla sua attività umana, ma anche da altri fattori, quali errori o ritardi di diagnosi, di trattamento, di prevenzione, di comunicazione, di guasti alle apparecchiature ecc.
Naturalmente il sistema di controllo va mantenuto, con opportuni protocolli, lungo tutto il periodo assistenziale, dall’ingresso alla dimissione del paziente.

Questo brano è tratto dalla tesi:

La responsabilità professionale del chirurgo: aspetti giuridici e medico-legali

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Informazioni tesi

  Autore: Roberto La Rocca
  Tipo: Tesi di Master
Master in Criminologia investigativa,Scienze forensi,Analisi della scena del crimine ed investigazioni private
Anno: 2015
Docente/Relatore: Tommaso Spasari
Istituito da: Università Telematica Unicusano Roma
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 46

FAQ

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responsabilità medica
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